Nel programma "pazzo" di Stefano Torre per Bettola c’è l’indipendenza e un vulcano

Le sue promesse irrealizzabili catturano l'attenzione dei social. Il 52enne ex consigliere comunale di Piacenza punta a creare scompiglio alle Amministrative di Bettola: «La mia candidatura è meno improbabile di altre, contribuisco a rasserenare il clima politico»

Stefano Torre

Un vulcano sul monte Santa Franca per attrarre i turisti e ottenere dei contributi in caso di eruzioni, un gran premio di Formula Uno tra le vie del paese, il prestito della Tour Eiffel ricostruita pezzo per pezzo a cui si aggiunge un porto mercantile nel Nure. Tutto questo per conquistare le simpatie degli elettori di Bettola, chiamati in primavera a votare per il rinnovo dell’Amministrazione. In epoca di spending review e di “vorrei ma non posso”, il programma elettorale di un potenziale candidato al comune di Bettola è all’insegna dell’impossibile. Un programma che preannuncia, in caso di vittoria, addirittura l’uscita di Bettola dall’Italia e dall’euro, per abbracciare un nuovo conio. «Niente ritorno alla lira, meglio avere come moneta bettolese “il Colombo”». L’iniziativa è di Stefano Torre, 52enne già conosciuto nel mondo politico piacentino. Residente a Piacenza, fu eletto nel 1994 con la Lega Nord in consiglio comunale nel capoluogo. Ma Bettola, paese natio, è rimasta nel cuore. Tanto da dare vita, con diversi mesi di anticipo sulla concorrenza, a una pazza campagna elettorale che ottiene un vasto consenso popolare e sorpassa le originali idee di Cetto La Qualunque.

Le sue proposte ironiche, divertenti e spiazzanti, non passano inosservate. Anche perché Torre le rende virali grazie a un’ottima conoscenza della comunicazione politica. «Mi occupo di web marketing– ci racconta - anche politico, e non sono per niente sorpreso dell’appeal delle mie proposte. Questo atteggiamento scanzonato paga per un potenziale candidato come me. Inoltre, grazie ai miei interventi, contribuisco a rasserenare il clima di Bettola».

Da qui la voglia di esserci e dire la propria. «La mia candidatura – spiega Torre - è meno improbabile di altre del passato e del presente. Di fronte alle tante promesse della politica, mi è venuto naturale tirare fuori questo personaggio che tenta di creare consenso con idee e progetti irrealizzabili. E il consenso sta arrivando davvero! In tanti mi chiedono se parteciperò alle Comunali, altri vogliono che io mi presenti, ho avuto qualche contatto con appartenenti di altre liste. Addirittura mi chiedono se mi presenterò a Piacenza, ma questo lo posso escludere perché sono concentrato solo su Bettola, la mia capitale, il paese che amo di più».

Torre rimane misterioso: sta bluffando, è un possibile candidato a sindaco o si potrebbe inserire in una delle tante liste in corsa per Bettola? «Qualora sciogliessi la riserva – qua incomincia a farsi semiserio - e partecipassi alle Amministrative, vincerei a mani basse. Bettola sarà un laboratorio politologico sperimentale di altissimo valore. Per queste Elezioni avremo i riflettori puntati perché Bettola è il paese di Pierluigi Bersani e ha dato i natali anche a Cristoforo Colombo. Potrebbe capitare che ne parlino anche in America».

La sua candidatura di rottura è una forma di critica all’Amministrazione uscente? «No, mi candido perché credo che Bettola possa diventare l’ombelico del mondo. Con tutte le sue caratteristiche può diventare un luogo di richiamo turistico di grande appeal per chiunque. A mio giudizio può ritornare a essere il luogo più importante del Piacentino, così com’era all’inizio del secolo scorso. Bettola e le sue frazioni contavano gli stessi abitanti di Piacenza e il nostro era il mercato del bestiame più importante d'Italia, ma che dico d'Italia, d'Europa! Insomma, sono determinato ad andare fino in fondo».

Una cosa è sicura: il programma rimane quello, non si tocca. Tanto, anche nel territorio Piacentino, da diversi appartenenti alla classe politica, se ne sentono di tutti i colori. Magari non così eclatanti, ma a qualcuno Torre si sarà pure ispirato. «Tutte le mie idee – conclude il suo “manifesto politico” il potenziale candidato - sono state apprezzate dalla gente, in particolare il progetto della Tour Eiffel e la realizzazione del vulcano. Per quest’ultima posso assicurare: si tratta solo di trivellare e creare una camera magmatica sul Monte Santa Franca. C’è già uno studio di fattibilità, redatto dal mio staff, che dice che si può tranquillamente fare». 

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