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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

«Nell’ex mercato ortofrutticolo eliminate 61 tonnellate di amianto»

Ok in Consiglio alla variante che destina l’area a parcheggi. Centrosinistra ancora critico: «Poteva diventare una cittadella della cultura». L’assessore Opizzi: «Quella non fu una proposta concreta»

È passato in Consiglio comunale il cambio d’uso dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Demolito a fine 2021, diventerà a breve un parcheggio da 194 posti auto totali, più 9 per le moto e 36 per le biciclette. «Un parcheggio adeguatamente illuminato, che risponde all’esigenza di quella zona», ha precisato l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi. L’assessore ha anche fornito alcuni dati relativi alla demolizione e allo smaltimento dei rifiuti dell’ex mercato. «Sono stati eliminati da quell’area 43mila chili di amianto in lastre, 18mila chili amianto estratto dalle guaine e 40mila chili di ulteriori rifiuti ingombranti». L’Amministrazione ha insistito difendendo la “pubblica utilità” dell’intervento.

Ha difeso le istanze del comitato “Fondo Ambiente e Territorio” il consigliere della sinistra Luigi Rabuffi. «Lo sappiamo tutti – ha detto il rappresentante di “Pc in Comune” - che quel parcheggio viene fatto per servire l’albergo da 6-8 piani che costruirà Terrepadane davanti. D’altronde è un parcheggio che dista 800-1000 metri dalla stazione: i pendolari non lo utilizzeranno. Si era chiesto di costruire una cittadella della cultura e dello spettacolo. Con la scusa della sicurezza l’Amministrazione si sveglia alla fine del mandato e demolisce tutto, facendo passare via Colombo per il Bronx».

«Serviva una riqualificazione totale – è il pensiero di Antonio Levoni (Liberali) -, l’enorme presenza di amianto nell’area ce lo dimostra». D’accordo con l’Amministrazione anche Massimo Trespidi (Liberi). «Qualcuno – ha dichiarato - ha proposto di costruire lì una “cittadella cultura”? Ma bisognava coprire i costi di recupero e poi capire come gestire la struttura. L’importante ora è garantire la sicurezza del parcheggiò che verrà per permettere ai cittadini di utilizzarlo».

Sergio Pecorara (Lega) ha apprezzato tutto l’iter della pratica. Non la pensa allo stesso modo Roberto Colla (Pc Oltre), uno dei rappresentanti dell’opposizione più critici sull’operazione. «Non condivido l’approccio e la scelta. Non credo che buttare giù sia la soluzione per garantire sicurezza, come è già stato fatto per le panchine tolte sul Facsal. Nessuno crede che i piacentini vadano a piedi da lì al centro storico e nemmeno da lì alla stazione».

Erika Opizzi-17

«Qua addirittura – ha difeso la decisione il capogruppo di Fd’I, Giancarlo Migli - si sente criticare l’utilità pubblica dell’intervento: se non lo è realizzare nuovi parcheggi in città, cosa c’è di più utile di questo?». Dubbi da Giulia Piroli (Pd). «Nutro perplessità: perché fare il parcheggio prima di sapere che fine farà il progetto di Terrepadane?». «Il Politecnico voleva recuperare l’area – ha ricordato l’ipotesi Michele Giardino (Misto), smarcandosi dalla maggioranza - ma si sono sentiti frustrati dal mancato confronto con il Comune. La sintesi di tutta l’operazione là Migli che ritiene un parcheggio l’intervento di utilità pubblica più importante. Non ho mai sentito attente analisi da parte dell’Amministrazione sulla vicenda. Dal primo momento c’è stata l’idea di demolire e fare un parcheggio». Non la pensa come la minoranza Gian Paolo Ultori (Liberali). «Non servono i posti auto? C’è una filiale delle poste, un supermercato, i negozi, l’immobile alla Lupa che prima o poi verrà utilizzato». Era un “fan” della cittadella culturale il pentastellato Sergio Dagnino, mentre il capogruppo del Pd Stefano Cugini ha rimarcato la «mancanza di ascolto» dell’Amministrazione sul percorso da intraprendere.

L’assessore Opizzi ha poi replicato. «Rabuffi da assessore predicava l’importanza della rimozione dell’amianto e ora ci contesta. Fare lì una cittadella della cultura? Un conto è proporre un’ipotesi, un altro è spiegare con i numeri, presentare un masterplan, un progetto, una stima dei costi. Non è stato fatto. Non ho mai detto che quello è il parcheggio dei pendolari. La messa in sicurezza degli edifici portava per forza alla loro demolizione». Scelta difesa anche da Nicola Domeneghetti (Fd’I).

«Non demoliamo perché siamo la Lega delle ruspe – ha concluso il capogruppo del Carroccio Carlo Segalini - ma perché abbiamo ascoltato residenti e visto gli interventi delle forze dell’ordine. Un altro centro culturale? Ce ne sono 18 in città, ci va poca gente. Porta Borghetto doveva diventarlo per iniziativa di un privato, non si è fatto nulla. Può diventare un parcheggio scambiatore per chi viene dalla Valdarda».

ex mercato ortofrutticolo ortofrutta via colombo 00-3

Il voto ha evidenziato quelli che potrebbero essere gli scenari delle future Elezioni Amministrative. A favore del cambio d’uso dell’area si sono espressi, senza defezioni, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia insieme a Ultori (Liberali) e al gruppo Liberi più Andrea Pugni (Misto). Contro il centrosinistra di Pd, Pc in Comune, Movimento 5 Stelle, Pc Oltre e Pc del futuro, oltre a Mauro Saccardi e Michele Giardino del Misto, da tempo smarcati dal centrodestra.

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