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Elena Murelli

Elena Murelli

«Nessuna scusa alla Cgil, che cosa fa per gli italiani?»

La deputata della Lega, Elena Murelli, replica al sindacato che l’ha accusata per due post su Facebook: «Sono anni che fate politica. La sinistra insulta il governo ogni giorno, ma nessuno di noi paventa il fascismo. Si occupi piuttosto dei lavoratori italiani»

«Non chiedo scusa a nessuno. Sono anni che la Cgil prende posizioni politiche e la stessa segretaria generale, Susanna Camusso, ne traccia la linea». E’ la replica della deputata della Lega, Elena Murelli, alle accuse della Cgil di Piacenza relative a due post su Facebook, dopo la notizia dell’apertura di uno sportello del sindacato a Tunisi. Murelli spiega che «la mia era sicuramente una battuta certo provocatoria (non una proposta quella di “chiudere la Cgil”!) in risposta allo stesso segretario della Camera del Lavoro di Piacenza, Gianluca Zilocchi, quando è intervenuto sullo stallo della nave della Guardia Costiera Diciotti, ferma al porto di Catania. Ogni giorno la sinistra di questo Paese riversa sul Governo Conte accuse di fascismo, razzismo e nazismo e lo taccia di essere antidemocratico, di attentare alle libertà civili, sociali ed economiche degli italiani. Non mi sembra che nessuno di noi pretenda le scuse né si stracci le vesti paventando fascismo e dittatura».

Cappucciati (Lega): «Da Zilocchi attacchi alla mia persona» Lorella Cappucciati-2

«Ciò che deve essere chiaro - dichiara Lorella Cappucciati, consigliere della Lega al Comune di Piacenza - è che la mia decisione di non rinnovare la tessera del sindacato, dopo più di trent’anni, non è di certo perché, come vuole far pensare Zilocchi, siano cambiati i miei valori: il mio percorso professionale è pieno di momenti in cui mi trovo a lavorare a fianco di persone straniere, ma integrate alla perfezione nella nostra comunità. La mia decisione, invece, è maturata proprio perché è il sindacato stesso ad aver cambiato la sua genetica, e non io, passando dalla tutela dei lavoratori agli attacchi politici contro l’operato del ministro degli Interni Matteo Salvini e in favore dell’immigrazione (vedi caso Diciotti). Nel mio Dna rimangono fondanti i valori dell’anti-razzismo e della solidarietà ma ciò non toglie che debbano esistere delle regole che tutelino gli italiani e i lavoratori». 

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