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"No" al referendum, Fratelli d'Italia: «Hanno vinto i mercati rionali su quelli finanziari»

Il consigliere Foti: «Ora però il centrodestra deve affidarsi alle primarie, quanto meno per la scelta del futuro candidato premier»

"Il no al referendum, assai più massiccio in provincia di Piacenza che in Lombardia, conferma l'emergere sul nostro territorio di una forza profonda,  non più tranquilla ma determinata come non mai, che non fa sconti", questo il commento dell'esecutivo provinciale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale al risultato del referendum nella nostra provincia. "Ora occorre avere la capacità di aggregare la maggiore parte di quelle persone che hanno detto no a Renzi e coloro che anche nel centrodestra - e alcuni risultati anche della città lo confermano - hanno espresso, condizionati dal falso mito del cambiamento, voto favorevole al progetto di riforma costituzionale." "Al calo della partecipazione dei cittadini alle consultazioni elettorali registratosi negli ultimi anni, segno di distacco dalle istituzioni, ha fatto da contraltare domenica - secondo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale - una presenza ai seggi decisamente importante, segno che quando c'è da decidere per quello che è ritenuto il bene comune i piacentini ci sono, eccome. E anche questo è un indicatore importate che viene dalle urne". "Ora però il centrodestra, che ha posto al centro della battaglia referendaria il tema della partecipazione dei cittadini alla scelta delle classi dirigenti, deve affidarsi alle primarie, quanto meno per la scelta del futuro candidato premier: siamo certi - sostengono gli esponenti di FdI - che accadrebbe ciò che è accaduto in Francia nelle scorse settimane, con milioni di cittadini in fila ai gazebo per scegliere il proprio candidato. Se ciò accadesse si costruirebbero le premesse del successo, tanto più ora che gli elettori hanno dimostrato di voler decidere, loro e non altri, come attesta il no espresso al referendum". "Quanto poi a coloro che ne Pd contavano su di un plebiscito del sì in campo locale - conclude la nota - anche in ragione del supporto garantito da alcune categorie economiche, in prima fila ai Teatini a genuflettersi a Renzi, hanno avuto la risposta che meritano: contano i mercati rionali non quelli finanziari, contano i voti degli associati alle categorie economiche non le strutture organizzative di quest'ultime".

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