Politica

«No alla guerra, sosteniamo la resistenza kurda»

L’intervento di Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Piacenza in Comune e Possibile

Le milizie siriane alleate della Turchia nella guerra ai curdi (FOTO ANSA EPA STR)

«Il regime autoritario di Erdogan, sconfitto alle ultime elezioni e segnato dalla crisi economica crescente, cerca di reagire alle sue difficoltà utilizzando l’arma del nazionalismo e della guerra contro i curdi per recuperare consensi e mettere fine all’esperienza che si sta sviluppando in Rojava che rappresenta un ostacolo ai suoi obiettivi di egemonia territoriale. Il silenzio di molti paesi, il fatto stesso che il consiglio di sicurezza Onu non sia riuscito ad esprimere una posizione precisa contro l’aggressione curda dimostra come iI Medio Oriente continua ad essere al centro dello scontro e dell’attenzione di grandi interessi geo-politici ed economici. Si lascia così mano libera ad Erdogan di portare avanti una politica di repressione interna contro tutte le voci dissenzienti, ed una guerra di aggressione al movimento curdo, dentro e fuori i confini del paese, che punta ad una vera e propria sostituzione etnica e ad un aperto sostegno a ciò che resta delle milizie jihadiste in Siria. Proprio quelle milizie jihadiste (legate all’integralismo islamico) che l’esercito di Rojana, formato interamente da donne e uomini di etnia curda, in alleanza con le forze occidentali, ha combattuto, pagando un ingente prezzo di sangue, fornendo un fondamentale contributo nel respingimento dell’avanzata dell’Isis. Quanti fino a ieri hanno elogiato i curdi del Rojava, per il loro determinante contributo alla sconfitta dell’Isis, dimostrano ora tutta la loro ipocrisia, svelando i loro veri intenti che sono il controllo di quei territori con la liquidazione di quelle esperienze di società laica, democratica, solidale, che stride con gli autoritarismi da cui è circondata.

La convivenza tra la popolazione araba e curda, tra le diverse religioni, resa possibile in quella regione grazie alla laicità del modello sociale del Rojana, da fastidio a quegli autoritarismi che vedono nella pulizia etnica lo strumento per il controllo territoriale. Contro questa vera e propria aggressione militare ad una esperienza fondata sulla confederalità sociale, sulla convivenza multietnica e religiosa, sulla parità di genere. Contro ogni autoritarismo, contro la guerra, a sostegno della libertà di autodeterminazione delle popolazioni del Rojana esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla resistenza in cui queste popolazioni sono oggi impegnate. Chiediamo al Governo Italiano (come già hanno fatto la Norvegia e la Finlandia) una opposizione più decisa verso l’aggressione turca, anche sospendendo immediatamente l'esportazione di armi verso la Turchia».

Circolo Rosa Luxemburg - Rifondazione Comunista Piacenza

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