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Martedì, 7 Febbraio 2023
Il dibattito

Asp, Perini: «Più di uno ha rifiutato l’incarico, ho grande stima di Chiozza»

Dopo la nomina del nuovo amministratore di Asp parla il vicesindaco: «Compito difficile, ruolo non ambito»

«La scelta di Andrea Chiozza quale nuovo amministratore di Asp è arrivata all’ultimo minuto, poco prima dell’assemblea dell'azienda. Serviva una persona che avesse competenze a livello sociale ed economico. Non nascondo che più di uno abbia rifiutato, non è un incarico particolarmente ambito in questo momento». Così Marco Perini, vicesindaco di Piacenza e assessore alle società partecipate, ha spiegato come si è arrivati ad una figura, quella di Chiozza, che politicamente è più vicina al centrodestra.

Chiozza, commercialista e revisore contabile, in passato è stato consigliere comunale per Alleanza Nazionale e vicino al movimento “Liberi” di Massimo Trespidi. Vicinanza politica che è stata contestata da Stefano Cugini e Luigi Rabuffi (ApP), che non hanno nemmeno gradito il fatto che il suo nome sia uscito sulla stampa con qualche ora di anticipo. «Le notizie vanno più veloce del pensiero. Non si voleva nascondere nulla a nessuno, i giornalisti fanno il loro mestiere», ha liquidato la cosa il vicesindaco Perini.

«Chiozza avrà un compito difficile ora – ha proseguito Perini - serve tranquillità nei rapporti con l’Amministrazione comunale per raggiungere gli obiettivi indispensabili, il risanamento, per dare serenità ai lavoratori e utenti delle strutture». L’azienda ha perdite importanti, deve rimettersi in careggiata.

Per la sinistra di “Alternativa per Piacenza” il background politico di Chiozza si scontra con il colore della Giunta Tarasconi. «Il nuovo amministratore – ha detto Cugini - arriva da una esperienza politica di destra diversa da quella della Giunta. È un puro caso la sua appartenenza valoriale alla destra?».

Stefano Perrucci (Pd) è invece fiducioso. «Mi riferiscono di un alto livello di professionalità, sono ottimista sul futuro di Asp». «Lo conosco personalmente e professionalmente – ha aggiunto ancora il vicesindaco Perini -ne ho una gran stima. Non subordiniamo la scelta della persona per una bandiera politica. Servono competenze amministrative, non ci si può improvvisare. Non era sufficiente essere stato solo un consigliere in qualche Cda». Per l’assessore l’Asp «ora è fragile, deve diventare robusta, ritrovare una situazione economica ideale».

«Il termine “risanamento” – è il parere di Massimo Trespidi (Civica Barbieri) - è improprio. Asp non va risanata. Ha accumulato perdite per fatti oggettivi: il Covid e l'aumento dei costi dell'energia. Tutte le Asp regionali sono in perdita. Trovo più giusto ripianare questa perdita che spendere soldi per due aumenti di capitale di Pc Expo, che non eroga servizi sociali. Pensiamo alle priorità». «Le cause del passivo – ha preso la parola Andrea Fossati (capogruppo Pd) - sono note. Già in passato l'Asp si trovò in difficoltà e riuscì ad uscirne»

«Il centrodestra - è la riflessione di Patrizia Barbieri - avrebbe sensibilità diverse su Asp? Non sono d'accordo. Con il centrodestra Asp ha gestito anziani, minori, profughi. Caperchione e la nostra amministrazione hanno fatto la loro parte».

«Se fossi il presidente della Regione del Pd e la Soresi una luminare della sanità, non la chiamerei comunque a fare la dirigente», ha incalzato ancora Cugini (ApP). «Il Comune, socio di maggioranza, vigilerà sul suo operato», è l’avvertenza di Boris Infantino (Pc Coraggiosa). «Chi diceva che in Amministrazione ci fossero appetiti politici – è la stoccata di Luca Dallanegra (Civica Tarasconi) alle minoranze - si è ricreduto, la nomina ha destato sorpresa».

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