«Non ci ritroviamo nel Pd di oggi: c’è voglia di sinistra»

Nasce a Piacenza “Articolo 1- Democratici e Progressisti”, il movimento di Bersani e Migliavacca. Francesco Cacciatore: «Le Amministrative saranno il banco di prova». Sandra Ponzini esce del gruppo consiliare del Pd ed entra nel Misto. L'incognita: alle Comunali alleati con il Pd o con Rabuffi?

Democratici e Progressisti

Nasce anche nella provincia piacentina il movimento “Articolo 1- Democratici e Progressisti”, composto in gran parte dagli scissionisti che hanno abbandonato il Partito Democratico nei giorni scorsi. A livello nazionale “Dp” è guidato dai piacentini Pierluigi Bersani e Maurizio Migliavacca, a livello locale è Francesco Cacciatore a farsi portavoce della fondazione di questa nuova realtà, in attesa dell’evento che sabato 18 marzo – alle ore 16.30 presso Palazzo Ghizzoni-Nasalli di via Gregorio in città – vedrà protagonista il capo gruppo al Senato Maria Cecilia Guerra.

«Oggi e sabato – spiega Cacciatore - presentiamo la nascita a Piacenza Mdp. È un battesimo importante, questo nuovo movimento non è un partito, si è costituito per ora come gruppo parlamentare ma si sta organizzando sui territori. Si vuole dare vita a quel centrosinistra che, all’interno del Pd, e anche di Sel, non trovava più ragion d’essere per diversi motivi. Dal Pd sul territorio sono uscite tante persone: Mattia Cigalini (sindaco di Agazzano), Gabriele Scagnelli (segretario di Rivergaro), Francesca Mazzari (segretario dei Giovani Democratici), Sandra Ponzini (consigliere comunale a Piacenza), Gianmaria Ghioni, segretario di Podenzano. Non è stato semplice abbandonare il Pd, ma c’è stata una deriva liberistica che non sta nel Dna suo, e la cultura del capo non è nella cultura della sinistra riformista e neanche in quella cattolica-democratica. Vogliamo un centrosinistra plurale per riavvicinare la politica ai bisogni della gente. Il movimento ha un nome ben preciso in riferimento alla Costituzione e alla dignità del lavoro, contro la precarizzazione che ha subito l’Italia per colpa di una cultura liberista portata avanti dal Pd». Le parole chiave, secondo Cacciatore, sono uguaglianza e redistribuzione, «mentre il Paese rischia di andare verso una politica xenofoba e populista che non vogliamo».

Si è unito a questa avventura anche Roberto Bassi di Sinistra Ecologia e Libertà. «Siamo usciti da Sinistra Italiana, ex Sel, in 17 in Parlamento. Anche lì c’era un pensiero unico, c’è stata chiusura su molti temi. Questa nascita di Dp è lo sfogo naturale per chi vuole seguire a livello nazionale e locale alcuni temi».

Il consigliere di Piacenza Sandra Ponzini condivide il pensiero di Cacciatore. «Mi sono accorta che in questi anni il Pd si è allontanato dal nostro popolo. Lo vedo a scuola – la riforma ha coalizzato insegnanti, studenti e sindacati contro il Governo -, lo sento parlando con gli amici, vedo le difficoltà dei giovani: il Pd non corrisponde più a questi bisogni, non si preoccupa di queste difficoltà. Per me è stata una decisione difficile, credevo e credo nel Pd, ma non in quello attuale». Ponzini ha ricoperto diversi incarichi nel Pd cittadino. «Ma oggi non mi ritrovo più in questo partito. Domani formalizzerò l’uscita dal Pd in consiglio, però rimango in maggioranza: apparterrò ancora a loro per sostenere il sindaco Dosi. Entrerò nel Gruppo Misto». Questo perché ci vogliono almeno due consiglieri per formare un gruppo consiliare.

Anche il sindaco di Agazzano Mattia Cigalini abbandona il Pd, per cui si era candidato di recente alle Provinciali. «Questo è un momento importantissimo che vivo con emozione. Amministrando il mio comune mi rendo conto che l’orecchio a terra, fondamentale per chi fa politica, è venuto meno dal partito. Il Pd ha preso tante cantonate, vivo questo momento come una liberazione, esco da questo trascorso con il sorriso e Dp non è una scelta di ripiego. È solo una voglia di sinistra. Ho ricevuto in comune in questi mesi persone che si mettono a piangere per disoccupazioni e mancanza di lavoro. La gente normale vuole risposte, se queste non le dà la sinistra, arriva la destra, che non è liberal, ma è pericolosa e porta pensieri cattivi. Se non ci pensiamo noi ad abolire i voucher, la gente si rivolgerà ad altri». «Anche a livello locale il Pd – puntualizza Cigalini - piuttosto che fare le solite conte interne, dovrebbe ascoltare le esigenze degli amministratori. Il simbolo dell’articolo 1 non si può mettere in discussione».  Il giovane Gabriele Scagnelli ha annunciato la nascita di una apposita pagina Facebook e la possibilità di aderire o contattare il neo nato movimento scrivendo a democraticiprogressisti@gmail.com .

Anche altri giovani hanno lasciato il Pd. «Mi sento un riformista di centrosinistra – ha precisato Gianmaria Ghioni di Podenzano -. Alcune cose del Pd mi sono piaciute – le unioni civili ad esempio -, ma l’uso frenetico dei voucher non lo trovo un provvedimento riformista. È il partito che si è spostato dai nostri binari. Non mi piaceva neanche l’ubbidienza della base ai vertici, non siamo un partito con un capo: da noi c’è sempre stata una comunità, dei circoli, del confronto». «Sono uscita – ha spiegato Francesca Mazzari - dopo vari anni di militanza. Ritengo Dp stimolante, faccio politica per passione e ritengo che sia importante mettere al centro il lavoro e la sovranità popolare. Noi siamo uno spazio politico aperto: invito i giovani a partecipare alle nostre prime iniziative».

DEMOCRATICI E PROGRESSISTI ALLE AMMINISTRATIVE

Inevitabile chiedere alla neonata formazione che posizione intende assumere alle Amministrative di Piacenza. «Le Elezioni – ha risposto Cacciatore - sono il banco di prova per un centrosinistra plurale. L’idea è quella di fare una lista, aperta e non identitaria. Non ci sarà una lista targata “Dp”, ma una lista che deve rappresentare quel centrosinistra che vogliamo. Ci aspettiamo un ritorno di singoli, ambientalisti, associazioni verso di noi. La lista sarà il banco di prova di quello che vorremmo costruire». Ma la lista civica di Dp si potrebbe coalizzare con le altre forze, come il Pd? «Un noto esponente locale – risponde sempre l’ex vicesindaco riferendosi a Roberto Reggi - disse che nel giro di pochi giorni nel Pd avrebbero trovato il candidato sindaco. Non mi pare che sia successo. C’è un eccesso di leadership, qualcuno appiccica etichette e patenti d’appartenenza e fino ad oggi tutto questo non ha portato bene». Allora Dp potrebbe appoggiare con una sua lista quella di Luigi Rabuffi? «Il campo è aperto, non è chiuso – risponde Bassi, senza aggiungere altro -». Insomma, Dp sta alla finestra: preparerà probabilmente una lista in attesa di scoprire chi sarà il candidato del Pd e il suo programma. Poi sceglierà: o una coalizione vecchio stile di centrosinistra, o l’apparentamento con Rabuffi, o una corsa solitaria.

Vi aspettavate qualche ingresso eccellente – come il sottosegretario De Micheli, l’onorevole Bergonzi, i consiglieri Perrucci e Sichel e altri - in più? «Uno le aspettative ce le ha – conclude Cacciatore - Qua non si forza nessuno a venire con noi. Non imponiamo niente, a differenza di altri. Sono però contento di quelli che ci sono. Aderisce anche un ex segretario del Pd come Vittorio Silva. In questi venti giorni abbiamo ricevuto tante telefonate di cittadini comuni che il Pd l’hanno già abbandonato».

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