«Non possiamo arrenderci a essere una città di sola logistica»

Welfare, Iren, nuovo ospedale, aree strategiche, polo logistico: le richieste e le proposte della Cgil ai candidati sindaci. Presenti Rizzi (Pd), Rabuffi (Piacenza in comune) e Pugni (5 Stelle)

«Non è una lista della spesa. Sono i temi a cui teniamo di più». Così Gianluca Zilocchi, segretario provinciale Cgil, ha esposto la “visione” della città da parte del sindacato rosso. La Cgil ha infatti invitato nella sua sede i candidati sindaci delle prossime Amministrative per discutere del futuro di Piacenza. Si sono presentati in tre: Paolo Rizzi (Pd e centrosinistra), Luigi Rabuffi (“Piacenza in comune”) e Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle). «Ci pareva doveroso – ha esordito Zilocchi rivolgendosi ai candidati - presentarci con le carte in regola in una discussione. Chiediamo innanzitutto a chi si candida a governare questa città di difendere i valori della pace, dell’accoglienza, della dignità delle persone. A Piacenza il 18% della popolazione è straniero, bisogna lavorare ancora tanto su questo tema, insieme all’accoglienza dei profughi: le istituzioni in questo territorio hanno difficoltà a lavorare in sinergia, in modo intelligente. Ne abbiamo anche per i sindaci che hanno gridato all’untore davanti a tre profughi. Non possiamo continuare a gestire l’accoglienza in questo modo. C’è bisogno di un salto di qualità».

Zilocchi ha bacchettato l’avvicinamento troppo improvvisato alle Amministrative delle liste. «Pensavamo di discutere da febbraio dei temi, siamo in ritardo in questo territorio. Dobbiamo accelerare per una discussione sui contenuti, perché c’è voglia di partecipazione, ce lo ha detto il Referendum Costituzionale del 4 dicembre».

La Cgil chiede di proseguire il dibattito sulle aree cruciali della città. «Ci sono aree produttive su cui occorre buon senso. Su Borgo Faxhall ci vuole una soluzione al più presto. Anche piazza Cittadella merita attenzione. Ci sono riflessioni sull’ospedale militare e l’area dell’ex Consorzio Agrario. E poi le aree più discusse: la Pertite e la Lusignani. In questa città quando parliamo di aree di sviluppo ci rassegniamo al fatto che gli unici investimenti possibili sono quelli della logistica. Dobbiamo sforzarci di più: non perché la logistica è “cattiva e sporca”, ma perché una città che aveva una vocazione manifatturiera come la nostra non può arrendersi a essere solo questo settore. Ci deve essere un confronto tra pubblico, sindacati e privati. Un fondo – Zilocchi si riferisce alla proposta di raddoppiare il polo logistico a Roncaglia, nda -  non può non presentarsi alla città, deve spiegare cosa intende fare. Se crea mille posti di lavoro, vogliamo sapere che occupazioni sono, come le gestiscono, che tipo di contratti faranno. Abbiamo un ruolo come sindacati, l’Amministrazione futura ce lo deve riconoscere. Bisogna accelerare su servizi, infrastrutture e trasporti. A breve chiuderemo un nuovo protocollo con l’Amministrazione attuale. Vogliamo una mappatura della logistica territoriale, per capire meglio il microclima interno delle aziende».

In sala era presente anche il direttore generale Ausl Luca Baldino: inevitabile parlare anche dell'ospedale. «Tema caldo per tutti, noi abbiamo ragionato diverse volte con l’Ausl. Ci siamo fatti l’idea che è evidente che Piacenza ha bisogno di un nuovo ospedale. La struttura sta arrivando al suo collasso, le tecnologie vanno migliorate e non si può fare un’ora di fila per il parcheggio. Però dobbiamo svincolare l’ipotesi di vendita del vecchio dalla costruzione del nuovo. Non dobbiamo aspettare soldi per costruirlo. Le due cose devono essere separate, e dobbiamo sapere tempo prima cosa fare dell’attuale area». La Cgil ha lanciato un monito. «Abbiamo visto progetti non chiari sulla scelta dell’area, criteri non bene specificati. Abbiamo sprecato tanto tempo, ho paura che la Regione ci dica che l’ospedale nuovo vada da un’altra parte se non decidiamo. Non rassegniamoci agli scenari già ipotizzati: ci sono idee sul tavolo».

Il nuovo sindaco dovrà dedicarsi anche al welfare. «Vista l’alta percentuale di anziani, è argomento chiave. C’è bisogno di rivedere i servizi, renderli più equi, nuovi. Piacenza ha inoltre bisogno di una Casa della Salute, ma anche di un centro diurno per gli anziani. Dobbiamo dare più risposte alle famiglie, mantenendo l’equilibrio che vede il settore pubblico sempre più importante. Non possiamo abdicare a questo ruolo».

Il segretario provinciale ha ricordato un punto di disaccordo con la Giunta Dosi: l’aumento dell’Irpef a partire dal 2018. «Ci siederemo a discutere con chi dovrà gestire questa partita. L’Amministrazione attuale non ha condiviso la nostra proposta di indicare che le risorse entranti dall’aumento, siano da destinare solo alla spesa sociale. Riproponiamo questo tema alla futura Amministrazione». Secondo il sindacato «basterebbe recuperare le multe della Municipale inevase per coprire tutte le alienazioni previste per sistemare il bilancio».

Grande attenzione per il rapporto con le società partecipate e i servizi erogati. «A breve vanno in scadenza quattro gare che definiranno il futuro: rifiuti, trasporti, idrico e gas. Mi sembra di capire che l’agenzia unica dei trasporti regionale non nascerà, questo è un problema. Era uno strumento per noi utile. C’è inoltre il problema della "scarsa territorialità" di Iren, che ha pure un debito difficile da gestire. Il mantenimento delle quote dei comuni è un tema su cui non possiamo arretrare».

«Ci vuole – ha proseguito Zilocchi - una stagione di politiche abitative. Ci sono dormitori per stranieri in certe zone della città, c’è chiusura, che poi si manifesta anche in classi scolastiche». Dalla Cgil due consigli: il recupero dell’ex clinica Belvedere e l'istituzione di un osservatorio sulla dispersione scolastica. «Chi si candida a sindaco – ha concluso Zilocchi - scelga un modello. Noi vogliamo quello del confronto: non significa ingessare la futura Amministrazione. Il confronto con le parti sociali deve essere complessivo».

GLI INTERVENTI DEI CANDIDATI E DI BALDINO (AUSL)

Telegrafico il candidato dei 5 Stelle Andre Pugni. «Zilocchi – si è limitato a dire il rappresentante del Movimento - ha letto un fantastico programma grillino. A breve uscirà il nostro programma con cui affronteremo questi temi».

Al dibattito ha partecipato anche il direttore generale Ausl Luca Baldino, che ha invitato Pugni (dubbioso sull’ipotesi di realizzare un nuovo ospedale) ad effettuare un giro nell’attuale nosocomio per «rendersi conto della situazione». «Il piano finanziario del nuovo ospedale – ha detto Baldino, rispondendo alla Cgil - è già costruito per svincolare la vendita dell’attuale area dalla costruzione del nuovo e coprire l’intero costo della struttura. Al momento la Regione pensa di mettere 230 milioni di euro. L’Ausl non intende fare cassa con il vecchio ospedale, certo non potrà pensare di regalare l’area». Il problema della Belvedere è che non sappiamo chi la possa comprare. Lo vogliamo risolvere questo tema. La sede del nuovo ospedale è una decisione che spetta alla città. Per noi deve essere accessibile e dotato di parcheggi, almeno 1500». 

Luigi Rabuffi, candidato di “Piacenza in Comune”, ha la tessera Cgil da 36 anni. «Condivido quasi in toto le posizioni del sindacato. Sono sollecitazioni interessanti per il futuro di Piacenza. Se sarò sindaco l’ospedale sicuramente non si farà alla Pertite, che deve diventare un parco pubblico: questo non si discute». Il tema dell’ambiente è al centro dell’agenda per Rabuffi. «Purtroppo i sindaci precedenti hanno dimenticato queste questioni: nel frattempo Piacenza è una città in cui si muore a causa di tumori più facilmente che in altre realtà». Rabuffi ha promesso di confrontarsi con i cittadini sul futuro di aree militari e demaniali. «Dobbiamo restituire con gli interessi quel capitale di partecipazione che è stato negato in questi anni, penso soprattutto al Psc, alla Pertite, a piazza Cittadella». Il candidato ritiene non percorribile l’ipotesi di realizzare un parcheggio interrato da 200 posti. «Meglio sfruttare le grandi potenzialità del Laboratorio Pontieri». L’ex assessore della giunta Dosi si è detto attento al tema ospedale. «La Pertite la escludo assolutamente, mentre sulla caserma Lusignani ho diversi dubbi. La grandezza dell’area non si concilia con la proposta dell’Ausl su parcheggi e metrature del nuovo padiglione unico». Rabuffi è stato critico sul raddoppio del polo logistico. «Va valutato con attenzione, visti i precedenti. Non capisco però come ci si è potuti concentrare così tanto sul possibile investimento a Roncaglia di Alibabà, quando aziende piacentine come la Paver andavano in sofferenza. Bisogna preoccuparsi maggiormente delle aziende nostrane». 

Diversi i temi toccati dal candidato Pd Paolo Rizzi, che si è detto favorevole all’istituzione di un osservatorio sulla dispersione scolastica. «Dobbiamo recuperare la fiducia dei cittadini, soprattutto dei più giovani che non ne nutrono nei confronti di politica e sindacati». Rizzi ha posto al centro del suo programma “equità ed uguaglianza”. «Vanno riscritte le regole dell’equità, che deve essere vista come un prodotto del benessere e non una semplice sommatoria». Numerosi i riferimenti sul tema sanità. «L’Ausl è l’azienda più importante del territorio con i suoi oltre tremila dipendenti. Ritengo necessario e fondamentale il nuovo ospedale, che sarà comunque pronto tra otto-nove anni». Rizzi rispetta la contrattazione sociale. «È una forza di questa regione il dialogo tra politica sindacati e privati. È uno strumento necessario per combattere i disagi sociali e promuovere equità. Giusto investire per gli over 65 di Piacenza, che sono ben 26mila persone». Sul rapporto tra pubblico e privato nel settore del welfare il candidato Pd ha portato come esempio l’Asp del Vittorio Emanuele. «La reinternalizzazione dei servizi ha portato enormi benefici economici e di qualità. Credo nel giusto equilibrio tra pubblico e privato nell’assistenza». Altro tema toccato è quello dell’ambiente. «La sfida di oggi è conciliare economia e sostenibilità ambientale. A Piacenza è un argomento cruciale, vista la nostra posizione nella pianura padana siamo penalizzati per quanto riguarda l’inquinamento. Dobbiamo guardare ai modelli del Nord Europa». Infine, due parole anche sulle società partecipate. «Troppo importante mantenere il controllo: sia perché distribuiscono utili, sia per rimanere nella governance e conservare la loro territorialità». 

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