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Vignetta di Staino (foto web)

Vignetta di Staino (foto web)

«Non possiamo essere indifferenti»: Sel commenta la vignetta di Staino

«Talvolta le immagini che circolano in rete o sui giornali sono molto più forti e urtano l'ipocrita sensibilità di tanti benpensanti, foto come quelle di bambini annegati a poche miglia dai nostri confini»

Sulla rete, nei social network, circola una vignetta di Staino nella quale una bambina chiede a un profugo : «Perché vi mettete in mare se sapete che forse morirete?». E il ragazzo, tra le mani le sue povere cose, risponde: «...per il forse».
A tal proposito è intevenuta con una nota la federazione di Piacenza di Sinistra Ecologia Libertà: «A volte bastano poche parole per descrivere le tragedie che si stanno consumando nel nostro Mediterraneo. Talvolta le immagini che circolano in rete o sui giornali sono molto più forti e urtano l’ipocrita sensibilità di tanti benpensanti, foto come quelle di bambini annegati a poche miglia dai nostri confini e portati a riva dal mare, come detriti dopo una notte di tempesta.
Immagini forti che parlano più di decine di statistiche e centinaia di discorsi, dichiarazioni, vertici inconcludenti e misure d’emergenza. Corpi senza vita di donne e uomini che chiamano in causa decenni di politiche miopi, guerre e colpevole indifferenza. Come definire, allora, il dramma di migliaia di migranti annegati, asfissiati nelle stive o nei camion sulle strade della civile Europa, persone costrette a strisciare sotto barriere di filo spinato, ammanettate, respinte, umiliate?»


«A vederli, a sentirli, a conoscere le loro storie - continua la nota - considerate se questi sono uomini, considerate se queste sono donne, per parafrasare Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz. Basti pensare all’immagine di oggi, postata su twitter dal Giornalista Andrew Stroehlein, direttore del Centro medio europeo di Humans Right Watch, in cui sono ritratti i poliziotti della Repubblica Ceca che dopo aver fermato nel sud della Moravia 200 profughi, hanno scritto con pennarelli indelebili sulle braccia di profughi, bambini compresi, i numeri di identificazione. Ci chiediamo: come può tutto ciò accadere e non rinviare storicamente ad una delle pagine più terribili scritte dall’umanità 70 anni addietro?».
«Per questo - spiega la federazione di Piacenza di Sinistra Ecologia Libertà - non possiamo e non dobbiamo essere indifferenti, per questo dobbiamo temere l’indifferenza, il distacco, l’ipocrisia di chi “ben pensa”, il populismo di chi cavalca la paura, la xenofobia di chi vorrebbe fare dell’Europa una fortezza.
Nell’indecisione o nell’immobilismo colpevole di certi governi in preda a crisi di nervi, si sta consumando la più immane tragedia di questo secolo.
Un esodo che nessun confine naturale o artificiale sarà mai in grado di fermare. Non se al di là dei muri eretti c’è guerra, fame, distruzione. In poche parole: non c’è futuro. Se si vuole affrontare seriamente la questione immigrazione vanno smascherati xenofobi e populisti, mentre bisogna continuare a scommettere sulla pace, la solidarietà, l’integrazione. In questo momento storico di difficoltà, il compito di una politica responsabile è prima di tutto quello di evitare le guerre tra poveri e investire in un progetto condiviso, lo stesso che animò l’Italia e l’Europa quando fu sconfitto il nazifascismo. Non dimentichiamo le lezioni della Storia, gli olocausti, gli stermini, gli annientamenti».

La nota della federazione di Piacenza di Sinistra Ecologia Libertà si conclude con una citazione di Bertolt Brecht:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

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