«Non ripetiamo gli errori e fallimenti del passato: la logistica non ha portato alcun beneficio alla città»

Il comitato “Basta Logistica – Piacenza vuole Respirare” replica a distanza agli interventi dei vertici di Confindustria Piacenza: «Occorre uscire da una visione di sviluppo antiquata e antistorica»

«Incredibile poi affermare che, siccome Piacenza ha scelto la logistica 20 anni fa, o meglio come da loro vantato "la Logistica ha scelto Piacenza", non si possa oggi, a vent’anni di distanza, decidere per un diverso futuro della città e si debba per forza morire di logistica. Se in passato si è scelta questa direzione inconsapevoli del risultato, adesso abbiamo l’opportunità di non ripetere gli stessi errori. Un settore quello logistico che, almeno a Piacenza, ha dimostrato di non portare alcun beneficio alla città, bensì problemi e criticità: lavoro dequalificato e mal gestito, problemi sociali e diritti negati, un impatto ambientale e sanitario pesantissimo e mai compensato con le necessarie iniziative di riequilibrio ambientale. L’esperienza insegna che è opportuno e necessario evitare che, come al solito, per il guadagno di pochi ci rimetta tutta la popolazione di Piacenza. Ciliegina sulla torta la richiesta di costruite il nuovo ospedale sull’area della Pertite: la ricetta di Confindustria, per curare meglio i Piacentini è quella di cementificare un’area destinata ad essere il polmone di ossigeno dell’intera città». 

«Riguardo poi all’esortazione agli abitanti di Roncaglia, frazione poco felice a sentire loro, di vedere le opportunità da cogliere dalla costruzione di un nuovo polo logistico, facciamo fatica a farla nostra. Trasformare una piccola frazione di campagna in un centro abitato chiuso tra capannoni e traffico pesante sarebbe il raggiungimento della felicità secondo Rota? Il traffico pesante è una piaga fin già troppo presente e triplicarlo porterebbe alla morte completa della frazione, con buona pace di chi lì si è costruito una vita ed ha comprato casa. Senza contare che la cementificazione delle zone in cui si è verificata l'alluvione del 2015, toglierebbe spazio allo sfogo delle acque nel caso, non troppo remoto, si verificasse di nuovo una tale calamità. Vogliamo aumentare il rischio idrogeologico per Piacenza? Vorremmo inoltre capire in che modo, l'espansione dell'area dedicata alla logistica, porterebbe all'aumento del turismo, auspicato dai vertici di Confindustria».

«Distruggere la nostra bella campagna con una distesa di capannoni, come biglietto da visita all’ingresso della città e  continuare a soffocare le bellezze del nostro centro storico e delle nostre vallate con nuove emissioni inquinanti, non crediamo possa attirare turisti, bensì aumentare, questo sì, l’esposizione della popolazione a futuri problemi cardiovascolari e respiratori, alla faccia della valorizzazione del territorio e dei nostri prodotti DOP che forse è bene ribadirlo sono prodotti strettamente legati al passato agricolo di questa città».

«Quindi cari signori – conclude il comitato “Basta Logistica-Piacenza vuole Respirare” - questa volta siamo noi a esortarvi. Cercate di uscire da una visione di sviluppo oggi antiquata e antistorica smettendola, per il bene del territorio e dei suoi cittadini, di rimanere legati alle ricette del passato. Ricette del passato che hanno dimostrato il loro fallimento. Ci vuole coraggio! Un coraggio che la nostra imprenditoria locale, artigianale, manifatturiera, agricola, tecnologica ha sempre dimostrato di avere e che chi li dovrebbe rappresentare invece pare da tempo aver smarrito, preferendogli la grande distribuzione e le multinazionali della logistica».

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