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Il dibattito

«Serve una sede per la polizia locale, ma anche altri immobili sono inadeguati»

Tarasconi: «È una questione economica». Rabuffi: «Spesi 12mila euro per arredare la sede già chiusa di piazzetta Pescheria»

«Siamo consapevoli che la polizia locale abbia bisogno di una nuova sede, ne parliamo da 15 anni. Uno dei posti ideale potrebbe essere la caserma di viale Dante. Sappiamo anche che la sede attuale di via Rogerio non è più opportuna, così come lo sono altre sedi comunali degli uffici: via Taverna, via Scalabrini, gli uffici educativi di via Beverora. Anni di mancata manutenzione hanno reso quegli immobili non più adeguati. Liberare via Rogerio potrebbe essere utile per altre funzioni. Il tema, però, rimane sempre quello economico». È la risposta del sindaco Katia Tarasconi ad un ordine del giorno presentato da “Alternativa per Piacenza”, che chiedeva di valutare l’ex caserma dei vigili del fuoco di viale Dante quale possibile soluzione alla ricerca di una sede per gli agenti. Odg votato all’unanimità, ma che lascia poche speranze di vedere una soluzione in tempi rapidi: servono tanti soldi per costruire ex novo una sede o riqualificare un immobile esistente.

«Con otto comandanti in dieci anni - è una riflessione aggiuntiva del sindaco in merito alla polizia locale - è difficile far funzionare qualsiasi azienda o squadra. Non è numero che può dare un risultato positivo». «È fuori di dubbio – ha concordato Andrea Fossati, capogruppo Pd - che serva una sede al passo con i tempi». «È un grosso tema economico. Noi avevamo pensato a Borgo Faxhall – ha ricordato l’ex sindaco Patrizia Barbieri - ma non andava bene al Corpo e c’erano problemi tecnici». «Sarebbe importante concludere il mandato - è l’auspicio di Luca Zandonella (Lega) - con una nuova sede per la polizia locale». Massimo Trespidi (Civica Barbieri) ha poi consigliato alla Giunta di valutare la caserma Lusignani a Sant’Antonio come possibile sede degli agenti. «Sulla caserma Lusignani – ha risposto il sindaco Tarasconi - siamo già in contatto con Demanio e Ministero, potrebbe avere un senso, ma andrebbe comunque sistemata con i relativi costi. Valuteremo».

IL “CASO” DEI 12MILA EURO SPESI PER ARREDI

Luigi Rabuffi (ApP) ha notato una spesa da 12mila e 600 euro per l’acquisto di arredi della sede di piazzetta Pescheria. Curioso, visto che il presidio di polizia locale è stato chiuso in estate. «Non lo sapevo, non ne ero al corrente, ci è sfuggito qualcosa con la polizia locale. Purtroppo acquisteremo quei mobili», ha inizialmente detto Tarasconi. «Non è un bel messaggio - è lo sdegno di Stefano Cugini (ApP) - che il Comune acquisti 12mila euro di mobili che non servono e si dica che è sfuggito qualcosa. Non si dica che sono cifre piccole, perché ogni centesimo viene utile. Questo passaggio a vuoto non è mica di poco conto». «In un mondo normale – è il parere di Barbieri (Civica Barbieri) - non è ammissibile che un dirigente possa impegnare e spendere quei 12mila euro». «Grave l’acquisto non concordato - ha aggiunto Zandonella (Lega) - se in un’azienda privata succedesse questo… Va approfondito. «Decorsi i 30 giorni dalla determina dirigenziale – ha detto Trespidi (Civica Barbieri) - si può revocare l’atto. Chi l’ha firmata dice di aver ricevuto la richiesta da parte del comandante della polizia locale, che forse deve “entrare in sintonia con sé stesso”. Gli arredi di prima, inoltre, dove sono andati a finire?». «Non mi sono spiegata bene. La determina - ha poi concluso il dibattito il sindaco Tarasconi - è stata bloccata e congelata. Di sicuro lì non tornerà un presidio. La gente ci chiede di avere gli agenti in strada».

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