Nuovo ospedale, la Regione non coprirà tutti i costi della sua realizzazione

Il sindaco Patrizia Barbieri ha incontrato a Bologna l'Agenzia del Demanio e la Regione. Lo studio di fattibilità ritiene idonee, con qualche distinguo, sia la Lusignani che la Pertite. Barbieri: «Ora ne discutiamo in Consiglio e con un percorso di partecipazione»

Il sindaco Patrizia Barbieri

Giornata di incontri “bolognesi” per il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri. Sul tavolo del duplice confronto – il primo con l’Agenzia del Demanio regionale, il secondo con il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi – il progetto del nuovo ospedale di Piacenza. Incontri che hanno chiarito meglio il quadro della situazione. «La Regione – spiega il sindaco - ci ha ribadito con fermezza la volontà di realizzare un nuovo nosocomio a Piacenza. L’Agenzia del Demanio ci ha invece illustrato il famoso studio di fattibilità». L’analisi prendeva in considerazione la possibilità di realizzare l’ospedale o alla caserma Lusignani (zona Sant’Antonio, vicino all’autostrada) o alla Pertite (oggetto di un Referendum nel 2011 che sancì la volontà popolare di trasformare quest’area in un parco). «Entrambe le aree, secondo lo studio, vanno bene, anche se sono emerse per entrambe alcune criticità. Si fa presente nel documento che l’area della Lusignani prevede una struttura di ben sette piani (non era certo il progetto che aveva in mente l’Ausl) con l’esproprio di 14mila metri quadrati di area intorno». «Sulla Pertite – prosegue il sindaco - rimane il problema della destinazione d’uso e della bonifica, anche se il Demanio ha assicurato che si impegnerà per la bonifica di entrambe le aree in questione».

Il sindaco ci tiene a chiarire che non vi è alcuna scadenza per la scelta dell’area. «Non è vero, come ha detto qualcuno – intende il gruppo consiliare del Pd, nda – che entro la fine del 2017 dobbiamo identificare l’area. E l’individuare dell’area idonea spetterà a noi, come Comune di Piacenza. Ci è stato assicurato che potremmo benissimo optare anche per un'altra area, differente dalle due indicate dallo studio di fattibilità». Da lunedì prossimo parte così un percorso di partecipazione che vedrà subito protagonista il Consiglio comunale, poi il sindaco ascolterà il parere di portatori d’interesse e professionisti della sanità. I piacentini, assicura Barbieri, saranno coinvolti in questa decisione cruciale per la città. «Questa fase non sarà lunga, vedremo che evoluzione avrà il tavolo di confronto. Innanzitutto mi preme ascoltare cosa pensa il Consiglio comunale».

Barbieri ha chiesto chiarimenti sulla questione fondi. «Sembrava che la Regione si accollasse l’intera spesa dell’ospedale…Hanno sì dimostrato una grande voglia di partecipazione, ma l’importo che stanzieranno non è stato deciso. Prima vogliono vedere l’ubicazione dell’ospedale, poi il progetto: solo dopo quantificheranno il loro investimento. Non sappiamo perciò con che percentuale copriranno la costruzione dell’ospedale nuovo». Chi pagherà il resto? «L’Ausl di Piacenza. E’ evidente che sono cose diverse rispetto a quelle che fino ad oggi Regione ed Ausl ci hanno detto. Non ci sono risorse pronte adesso e non è vero che la Regione pagherà tutta la realizzazione completa dell'ospedale».

Il sindaco è sempre stato perplesso sui fondi messi a disposizione. «Mi hanno continuato a dire che inventavo un problema e che mi volevo sottrarre a questa responsabilità. Tenevo solamente i piedi ben ancorati a terra: qua a Piacenza si parlava di investimenti 200-230 milioni di euro e poi magari scopriamo che ne possono arrivare solo 80, 90 o 100. C’è una bella differenza». L’Amministrazione, anche a fronte di qualche ostacolo, sembra comunque convinta a prendere in mano la sfida. «L’ospedale nuovo lo voglio fare – conclude il primo cittadino -, ma voglio che la scelta dell’area sia ben ponderata. Non voglio certo essere ricordata dai piacentini come il sindaco che ha posizionato “a casaccio” il nosocomio». 

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