Nuovo ospedale, passa la variante urbanistica per realizzarlo alla Farnesiana

Arriva il "sì" del Consiglio comunale. Centrodestra unito, si aggiungono anche i “Liberi”. Rabuffi unico contrario, il resto dell’opposizione (Pd, Movimento 5 Stelle, Pc Oltre, Pc del futuro) contesta l’area ma non l’obiettivo: costruire l’ospedale nuovo al più presto

La lunga – lunghissima – corsa a tappe verso la realizzazione del nuovo ospedale, ha salutato un altro fondamentale passaggio. Il Consiglio comunale, riunitosi a Palazzo Gotico per garantire il distanziamento, ha approvato la variante al Psc che trasforma da “area agricola” ad “attrezzature sanitarie” la macro-area n.6 della Farnesiana, al di là del percorso della tangenziale, vicina al carcere delle Consiglio a Palazzo Gotico-2Novate. Il voto alla variante – presentata dall’assessore all’urbanistica Erika Opizzi - ha compattato tutto il centrodestra (Lega-Fd’I-Fi-Liberali-Misto): in più si sono aggiunti Massimo Trespidi e Mauro Monti (Liberi). Non hanno partecipato al voto Pd, Pc Oltre, Movimento 5 Stelle e Pc del futuro: tutti convinti fermamente della necessità di realizzarlo, ma non in quell’area. Unico contrario: Luigi Rabuffi (Pc in Comune).

La discussione, che doveva volgere sugli aspetti tecnici già affrontati dalla commissione 2 (ovvero le analisi e i rischi sismici, idrogeologici e idraulici dell’area), in realtà si è spostata su altro. Troppa carne al fuoco: il Covid-19 ha amplificato il dibattito sul futuro della sanità piacentina e sulla scelta di costruire nell’area della Farnesiana (individuata dal Consiglio comunale nel luglio 2019).

Centrodestra, come detto, unito più che mai nella stessa direzione. «Non ci sono dubbi – ha esordito Giancarlo Migli (Fratelli d’Italia) - la variante va portata avanti. È una scelta urbanistica, questo tema Consiglio a Palazzo Gotico-2non riguarda l’emergenza attuale. Vogliamo che l’Ausl e la Regione si prendano un impegno preciso». «Scelta condivisa sull’area – ha detto Sergio Pecorara (Misto) - ponderata e consapevole. Occorre accelerare». «L’attuale ospedale ha avuto una gestazione di oltre vent’anni – ha ricordato Michele Giardino (Misto) - speriamo che non succeda lo stesso anche stavolta. Comunque non si sta prestando il fianco a qualche speculazione edilizia. Perderemo area agricola, ma l’ospedale sarà circondato da un’area verde che migliorerà la struttura». «Nessuno era pronto a gestire una emergenza del genere – ha detto Carlo Segalini (capogruppo Lega), di professione medico chirurgo -. I problemi ci sono stati tra le strutture e il rapporto con i medici di base. La corsa al pronto soccorso nei primi 15 giorni di marzo ha messo in crisi il sistema, quando invece era corretto agire come l’equipe del professor Luigi Cavanna, che andava a domicilio. L’ospedale nuovo è un tassello del puzzle della sanità». «Regione e Ausl – ha aggiunto Filippo Bertolini (Fd’I) – ci hanno dato dei parametri per scegliere l’area, che abbiamo rispettato. È ora di agire». «Sacrifichiamo un’area agricola ma per un nobile scopo. La scelta è giusta», è stato il commento di Mauro Saccardi (Misto).

Stefano Cugini (capogruppo Pd) ha palesato nuovamente i dubbi del suo partito nei confronti della scelta dell’area. «Ma non facciamo ostruzionismo - ha spiegato - perché non siamo d’accordo sulla sede, ma l’ospedale serve. Così come non faremo polemiche sulla gestione del Comune dell’emergenza. Il sindaco Barbieri, il governatore Bonaccini e il presidente Conte hanno preso decisioni in una situazione Consiglio a Palazzo Gotico-2difficile». «La pandemia – ha continuato Cugini - ha dimostrato quanto impellente sia il bisogno di avere una struttura moderna in grado di rispondere a eventi improvvisi e drammatici. Abbiamo registrato due anni di ritardo per le polemiche tra Comune, Regione e Ausl sull’area e i finanziamenti. Abbiamo perplessità sull’area della Farnesiana sul piano urbanistico e viabilistico, oltre al consumo di area agricola fuori dalla tangenziale. Sono altre colate di cemento, che poi suggeriscono che verrà edificata anche l’area 5 della Farnesiana dentro la tangenziale per altre strutture. Il piano di riordino sanitario c’è già, va solo applicato e accelerato. L’ospedale deve sì avere 500 posti letto, ma in grado di arrivare a 800 agilmente in caso di bisogno. Le stanze singole erano il 30% della struttura, bisogna aumentare questo indice, in modo che in caso di bisogno siamo in grado di avere posti ovunque. Non possiamo più essere nelle condizioni di dire a un malato oncologico che non lo possiamo operare perché il reparto è impegnato su altro».

«Venturi colse di sorpresa nell’ottobre 2015 tutti – è stato l’intervento di Massimo Trespidi (Liberi) - dicendo di voler costruire un nuovo ospedale. Scontiamo un preoccupando deficit democratico qua dentro: ci sono autorità sanitarie – si riferisce al direttore Asl Luca Baldino, nda - che trovano tempo per fare interviste e ospitate televisive piuttosto che venire a discutere con noi. Le perplessità sull’area della 96736454_10217582975425496_49070422263595008_n-2Farnesiana rimangono tutte. Ci sono tanti dubbi sanitari anche che interessano la questione. Come si fa a parlare di nuovo ospedale se prima non ci spiegano come sono morte 900 persone a Piacenza? Dov’è stato il problema? Cosa si è sottovalutato? L’ospedalizzazione della pandemia è stata una scelta corretta? Piacenza non è stata individuata come hub nazionale della terapia intensiva. Almeno pretendiamo che ci siano degli investimenti importanti. Tanti manifestano solidarietà a Piacenza con un recondito senso di colpa: si passi dalle parole ai fatti». Trespidi non ha mai ritenuto ideale la Pertite. «Abbiamo fatto bene a scartarla, costruirlo lì significava cementificare uno spazio verde in città in un punto viabilistico complesso. Anacronistico però che alcune persone, mai elette da nessuno, chiedano di bloccare tutto il percorso. I dubbi sulla Farnesiana rimangono ma speriamo che nella fase delle deduzioni e controdeduzioni, tra 60 giorni, si chiariscano molti aspetti».

«Ero titubante all’inizio – ha preso la parola Roberto Colla (Pc Oltre) - poi medici e infermieri mi hanno spiegato che è necessario. Sono convinto del nuovo ospedale, ma non di quell’area. Manca il progetto, poi si deve accelerare per la realizzazione». «Voglio sentire e vedere i dirigenti della sanità locale – ha detto Andrea Pugni (5 Stelle) – spiegarci questo e tante altre cose legate all’emergenza».

IL SINDACO: «UN GIORNO POTREI SCRIVERE UN LIBRO SULL’EMERGENZA…»

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«È una scelta urbanistica – ha preso la parola anche il sindaco Patrizia Barbieri - che parte da uno studio di fattibilità dell’Ausl che ci aveva dato degli indicatori precisi, che ci ha portato ad eliminare dalla scelta alcune aree che non davano le risposte adeguate. Gli esperti ci dicono che in autunno ritornerà il Covid, perciò bisogna programmare. Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna si sono aiutate tra loro, prima di andare in crisi. Le altre regioni se ne sono fregate, questo va detto. Tutti dicevano nella fase iniziale che era una banale influenza, l’istituto nazionale di sanità sosteneva che la zona rossa si poteva fare solo dove c’era un focolaio attivo, come a Codogno». «Sulla Pertite, nonostante il pressing che continuiamo a fare sul Ministero della Difesa, non ci è stata mai consegnata. Se avessimo dovuto fare l’ospedale lì, dovremmo ancora “rompere delle noci”.  I temi sanitari sono tanti, bisogna fronteggiarli tutti. Non è che se facciamo il nuovo ospedale non pretendiamo nuove tecnologie per l’attuale. Le questioni sono tante, mentre discutiamo dovete sapere che non ci sono ancora arrivati i camici che tanti hanno donato alle nostre strutture. Avrei un libro da scrivere sulle tante cose che non sono andate di questa fase e non è detto che un giorno non lo faccia».

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