Nuovo ospedale, per il Consorzio Cosil rimangono le incertezze sul percorso e sulla necessità

Il dibattito promosso dal Consorzio sul nuovo ospedale di Piacenza

Occorre una scossa all’opinione pubblica per le incertezze e le nebulosità che stanno accompagnando la scelta dell’iter progettuale del nuovo ospedale, a cominciare dalla sua necessità. Noi la nostra parte la stiamo facendo e proseguiamo l’azione di mettere al corrente i cittadini oggi esclusi da un vero coinvolgimento alla pari delle categorie economiche di cui si sono voluti i pareri solo verbali. Non può diventare operativa una decisione della quale non sono stati resi noti i motivi di fondo. Così è concreto il rischio di costruire una cattedrale nel deserto. Ma, a smentire “il punto di non ritorno” dichiarato dal direttore dell’Ausl Luca Baldino, quanto deciso non è irreversibile”.

Questa in sintesi la tesi scandita durante l’incontro organizzato dal Consorzio Cosil in una sala del Grande Albergo Roma con protagonisti Federico Scarpa e l’avvocato Sisto Salotti, presenti anche Sergio Bernini, direttore della Cooperativa degli Spinoni, Filippo Gasparini con il direttore Casagrande in qualità di rappresentanti di Confagricoltura piacentina.  Ma percorriamo quanto sostenuto nell’incontro. La nostra città a livello di Piano regolatore e di altri strumenti di pianificazione urbanistica non aveva previsto la necessità di un nuovo ospedale. La necessità, in barba alle competenze territoriali locali, è stata decisa dalla Regione nel 2015, accompagnandola dalla disponibilità di un finanziamento di 114 milioni. Ci sono dei soldi e quindi accaparriamoceli, è stata la risposta della precedente Giunta comunale confermata dell’attuale, pur nella consapevolezza che già in via progettuale occorrerà aggiungere altri 34milioni, ma soprattutto, senza un approfondito esame sul fatto che la nuova struttura sia un’effettiva necessità per una comunità composta di una popolazione numericamente stabile. Circa tempi costi, è fuor di dubbio che quanto previsto non basterà; al proposito occorre tenere presente che il nuovo ospedale di Ferrara ha comportato un costo di 500 milioni e un iter di 15 anni.  Quale sarà l’evoluzione della sanità in questo lasso di tempo? Non è fantasia pensare a strutture Piacenza-Parma accorpate. Si dice che l’attuale complesso con la parte vecchia a padiglioni è obsoleta, ma la nuova ha pochi decenni di vita e la vecchia è molto simile a quella di Bologna, ospedale che è stato dichiarato tra il migliore d’Italia.

L’attuale insufficienza dei parcheggi è un’altra criticità evidenziata a sostegno della necessità di un nuovo ospedale. All’interno dell’ex Arsenale, struttura militare in evidente ridimensionamento – è stata la risposta - esistono estese aree sulle quali ricercare una possibile intesa di utilizzo.  Altri risvolti del problema: il destino degli attuali fabbricati, parte dei quali con vincoli della Soprintendenza e per l’area prescelta, i costi connessi alle opere di bonifica idraulica (altri 2-4 milioni di euro), le restrizioni al sorvolo con elicotteri della zona carceraria. Questi e altri i punti da chiarire, ma in sub ordine al quesito primario: la città necessita di macchinari e competenze sanitarie, di muri o di strutture di accoglienza per anziani?

Conclusione: si tratta di approfondimenti che chi governa la città deve avviare con un effettivo coinvolgimento della sua comunità, anche perché c’è il rischio concreto che un iter frettoloso e superficiale possa essere poi bloccato da motivati interventi innescati da ricorsi all’autorità giudiziaria. Non vogliamo entrare nel merito scientifico, sanitario, curativo e gestionale dal momento che dovrebbe essere la comunità medico-scientifica a esprimersi in merito. A noi interessa (in previsione della scelta definitiva di novembre p.v.) chiedere al Sindaco come, perché, da chi, con quali vantaggi e quali utilità si siano fatte avanti altre proposte da privati, quando l’offerta di spazi e luoghi è già ampia e trasparente?

Da parte degli organizzatori (CoSil), abbiamo successivamente ricevuto - a corredo dell’incontro – la nota che segue:

  1. POCA TRASPARENZA.  Partendo dalla poca trasparenza tenuta dal Sindaco di Piacenza sulle procedure che hanno portato alla scelta delle aree (6) per arrivare alla scelta definitiva dell’ area di proprietà dell’ Opera Pia Alberoni, al di la della cinta urbana, che non ha neppure il si dell’ Opera Pia Alberoni proprietario dell’ area . Però come dichiarato dal presidente degli industriali piacentini, si presta bene ad una serie di interventi urbanistici che noi vorremmo chiamare speculativi.

  1. PROPOSTA AREA Chi ha proposto l’ area al consiglio comunale, perché il Sindaco dopo essere partito in quarta per l’ area della Galleana ha virato di 360 gradi per proporne altre ;  perché  dopo aver sbandierato ai 4 venti la volontà di procedere con un bando pubblico ha abbandonato velocemente tale ipotesi per procedere sulla china pericolosa della trattativa privata?

  1. FINANZIAMENTI FANTASMA . Come si fa a quantificare il costo complessivo del nuovo ospedale quando non abbiamo certezze riguardo alle spese derivanti dallo studio di prefattibilità presentato dalla AUSL ? Esempio:  manca qualsiasi documentazione relativamente all’ autorizzazione di Enac circa l’ utilizzo dell’ eliporto per non parlare del pasticcio tra il Comune e il Cnsorzio di bonifica; perché il Sindaco non dice chiaramente che nel caso l’ ospedale superi tutti i paletti tecnici previsti vi sono delle ingenti spese da sostenere dal punto idraulico . Per non parlare dell’ incarico relativo all’ indagine geologica sismica promossa dall’ amministrazione comunale, indagine rilevatasi insufficiente tant’è che la Regione  Emilia Romagna ha deciso in modo autonomo di incaricare a proprie spese un tecnico di propria fiducia di Parma.
  2. TEAM DEI GARANTI.. Cosa deve garantire questo gruppo di lavoro che dovrebbe essere guidato dal dottor Cavanna. Come si scelgono gli altri componenti, su segnalazione dei Rotary piacentini, su consulenze personali o altro, le categorie economiche interessate perché non dovrebbero far parte di questa commissione? Che cosa deve garantire il dott. Cavanna che non possono fare i tecnici ospedalieri incaricati? E cosa importante perché questo team non è stato proposto all’inizio del percorso sanitario ? Avrebbe avuto senz’ altro molto più senso.

  1. AL CONSIGLIO COMUNALE. Cosa ha approvato il Consiglio comunale di Piacenza ? Crediamo che solo Baldino e Barbieri sappiano la verità, chiediamo solo che la dicano tutta ai cittadini .

Conclusioni

Non si parla del recupero del polichirurgico e relativi costi

Non è chiaro l’abbandono del bando pubblico

Non sappiamo quanto costa e chi paga

Mancato coinvolgimento  checche ne dica il Sindaco, delle categorie economiche trattate come oggetti da convocare e spostare a proprio piacimento.

Arroganza nei confronti delle Aziende gli Spinoni liquidata con “le api non ci fanno paura “

Arroganza con gli artigiani e commercianti e cittadini di barriera Torino, piazza Borgo, neppure ascoltati dal Sindaco.

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