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Martedì, 26 Settembre 2023
La cronistoria

Un nuovo ospedale per Piacenza: sette anni fa l’annuncio, ad oggi ancora nessuna traccia

Nell’ottobre 2015 la Regione per la prima volta lanciò la proposta. Dopo un lunghissimo dibattito la scelta dell'area 6 del carcere, ora il centrosinistra pensa all'area 5. La cronistoria

Era l’ottobre 2015 quando l’allora assessore regionale alla sanità Sergio Venturi  annunciò, un po’ all’improvviso, durante l’inaugurazione del Day Hospital di Oncologia, l’idea di finanziare – un nuovo ospedale nella nostra città. L’Ausl di Piacenza accolse con favore, immediatamente, la proposta.

«L’ospedale attuale, pensato negli anni ’70, costruito negli anni ’80 e terminato a metà anni ’90, è già obsoleto – spiegò il direttore generale Ausl Luca Baldino, oggi massimo dirigente alla sanità della Regione -, in quanto arrivato alla fine del suo ciclo di vita. La struttura a padiglioni è dispendiosa». Inoltre, rimane sempre l’atavico problema della carenza di parcheggi e dell'accessibilità. Tesi tutte appoggiate e ribadite più volte dai primari e medici. Da quel momento in avanti il dibattito si concentrò su due quesiti. 

Piacenza ha davvero bisogno di un nuovo ospedale? - Su questo primo quesito, nel corso dei mesi, tutte le forze politiche e civiche (oltre che molte associazioni) si espressero. Quasi tutti vollero cogliere la palla al balzo. “La Regione si è dimostrata disponibile a finanziare la struttura, è un’occasione unica”, è stato un po’ il pensiero di tanti esponenti locali. Le contestazioni sono arrivate solo dal Movimento 5 Stelle e dalla sinistra radicale. D’altronde, era la loro analisi, l’ospedale attuale è stato terminato “soltanto” a metà anni ’90, con una ingente spesa, lievitata nel corso dei lavori e degli anni. Meglio investire tante risorse economiche sulle sue professionalità e sulla medicina territoriale. I dati parlano chiaro: mancano sempre più medici, tanti servizi di guardia medica distribuiti sul territorio sono scomparsi e diversi professionisti hanno scelto di andare a lavorare in altre zone.

Dove costruire l'edificio? Seguendo un percorso non celere, le istituzioni piacentine hanno incominciato a chiedersi quale fosse l’area migliore per ospitare il nuovo ospedale. Innanzitutto, è stata subito scartata l’ipotesi di realizzarlo in uno dei comuni della cintura cittadina. L’ospedale va costruito in città, all’interno dei confini del capoluogo. La Giunta del sindaco Paolo Dosi, in scadenza di mandato, firmò un protocollo che individuava come prioritaria l’esigenza di utilizzare spazi già pubblici, come ex caserme o poli militari o aree in dismissione. Niente aree private e nuovo consumo di suolo. Bisogna riempire uo spazio già occupato. Così sono emerse le prime candidature. La Giunta Dosi riteneva come possibile l’area della caserma Lusignani a Sant’Antonio. Un protocollo – non vincolante – la individua come l’area ideale.

A giugno 2017 l’Amministrazione comunale cambia colore politico. Il centrosinistra chiede di accelerare il percorso verso la scelta dell’area, per paura di perdere i finanziamenti promessi dalla Regione. Il nuovo sindaco di centrodestra, Patrizia Barbieri, prende tempo e chiede garanzie a Bologna. Si inizia a parlare di risorse economiche e di cifre: l’Ausl sostiene che ci vorranno almeno 200 milioni di euro. La Regione ne mette sul piano poco più della metà, per il resto dovrà pensarci l’azienda sanitaria. Il battibecco politico sui numeri sfocia in polemiche aspre tra gli schieramenti. 

Entra ed esce di scena l'ex Pertite - A fine 2017 anche l’area dell’ex Pertite inizia a prendere quota, suscitando un vivace dibattito. Da anni Legambiente e il comitato “Amici della Pertite” si battono per la trasformazione a parco pubblico dell’area, dopo la vittoria al Referendum del 2011. L’idea, caldeggiata anche dall’ex sindaco Roberto Reggi, era invece quella di realizzare l’ospedale all’interno della Pertite, in mezzo a un parco. Così, con il progetto di realizzare lì il nosocomio, Piacenza avrebbe ottenuto quei finanziamenti necessari - e molto onerosi - per la bonifica dell’area. La partita sembra giocarsi attorno al ballottaggio tra Lusignani e Pertite. Il centrodestra non vede di buon occhio la prima soluzione della Lusignani e ha dubbi anche sulla seconda. Barbieri vuole ascoltare tutti, poi deciderà il Consiglio comunale. Uno studio di pre-fattibilità evidenzia le principali lacune dei due siti: alla Lusignani gli spazi sono ristretti, alla Pertite rimarrebbe il problema della bonifica dei terreni.

Si guarda alle aree private - Il sindaco Barbieri incomincia a guardare altrove, alle aree private. La prima è un’area tra strada Valnure (la caserma dei vigili del fuoco) e la frazione di La Verza. In seguito c’è un’altra candidatura: un terreno di proprietà dell’Opera Pia Alberoni tra la Farnesiana e Madonnina. Il Pd chiede di organizzare un referendum per scegliere la sede, ma la proposta non trova consenso. Il Consiglio intanto esclude le due aree pubbliche dal percorso verso la scelta. Siamo a metà 2018 e il tema infiamma il dibattito. La Regione storce il naso di fronte a questa volontà, le associazioni di categoria vogliono arrivare al dunque, nel centrodestra locale non c’è unità d’intenti. A inizio 2019 l’Amministrazione trova un luogo ritenuto ideale: un’area fuori dal perimetro della tangenziale, in zona Farnesiana, poco distante dal carcere delle Novate, su un’area agricola. Qua potrebbe sorgere l’ospedale da 160mila metri quadrati, su tre piani. 

Barbieri sceglie l'area 6 - Scartate altre tre zone alla Besurica e il terreno dell’Opera Pia Alberoni. L’area della Farnesiana incassa in estate il parere favorevole della Giunta Barbieri, l’ok delle commissioni 2 e 3 e, a fine luglio, del Consiglio. Piacenza pare aver scelto l’area. Nell’autunno 2019 i primi rilievi tecnici. Si parte da un’analisi geologica-sismica dell’area, tuttavia servono nuovi approfondimenti. L’ente comunale commissiona a gennaio 2020 una relazione di compatibilità e valutazione del rischio idraulico. Intanto si vota per le Regionali, il colore politico non cambia e il confermato presidente Stefano Bonaccini assicura l’impegno economico per l’ospedale, finanziato in gran parte dalla Regione e poi dall’Ausl.

La volontà di realizzare l’ospedale viene ribadita anche da due visite eccellenti nella nostra città. Prima il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, poi il ministro della salute Roberto Speranza, confermano la bontà dell’operazione. Nella primavera arriva l’ok in commissione 2 e in Consiglio comunale alla variante al Psc con i voti del centrodestra. Dalle minoranze ancora dubbi e perplessità sui rischi idraulici dell’area 6.  Nell'estate 2021 lo studio di fattibilità è pronto: i progettisti in ottobre rassicurano sugli eventuali rischi idraulici.  A fine 2021 viene presentato un ricorso contro l'ipotesi di costruirlo nell'area 6 da parte dei proprietari. 

La giunta Tarasconi - Si arriva a giugno 2022: Piacenza va alle urne, i candidati sindaci esprimono le proprie posizioni. Barbieri chiede di essere rieletta per proseguire il percorso già tracciato. Katia Tarasconi (centrosinistra) propone di costruirlo nell’area 5 alla Farnesiana, all’interno della tangenziale. Quell’area scartata dal centrodestra. Tarasconi vince e si mette al lavoro per il dietrofront. Viene commissionato un nuovo studio di fattibilità all’Ausl per vagliare le due aree. L’Amministrazione attualmente in carica vuole avere tutte le carte davanti, ma è pressoché già certo che porterà in Consiglio comunale la nuova proposta. Nel frattempo un comitato di cittadini raccoglie firme per salvare l'attuale struttura di via Taverna. Un altro comitato si batte per evitare la costruzione nell'area 5. 

Dall'ottobre del 2015 e dall'annuncio di un nuovo ospedale - che avrebbe bisogno di 7-8 anni di tempo per la costruzione e ultimazione - ne sono già passati sette e del nuovo ospedale non v’è traccia della prima pietra, del progetto e non è ancora stata definitivamente individuata l’area.

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