Nuovo Psr: «Meno burocrazia, più attenzione ai giovani e alla montagna»

Il candidato di Forza Italia Leonardo Bersani: «Decisioni rapide e condivise sui problemi irrigui della Provincia»

Leonardo Bersani

«Autoreferenzialità, ovvero quelli che se la cantano e se la suonano: questo è stato di fatto il destino del Psr in Emilia- Romagna che ha beneficiato i “soliti noti”, scontentato molti, escluso i giovani, trascurato i territori svantaggiati, nonostante i “proclami” , con la Regione che in più ha eluso ancora una volta i problemi irrigui delle vallate piacentine. Per compiacere pochi “pseudo- ambientalisti” si frustrano e si ignorano le istanze di coloro che l’ambiente lo tutelano davvero, ogni giorno con la loro presenza nei campi, ovvero gli agricoltori». Così Leonardo Bersani, candidato a consigliere regionale per Forza Italia, imprenditore nel settore agro-alimentare, reduce da una riunione con il centrodestra presso Confagricoltura.

«E’ necessario – dichiara Bersani - che la prossima amministrazione regionale frutto- auspico- di un cambiamento epocale attraverso il voto, colmi le lacune fino ad ora evidenziate, con i fatti e non con gli incontri “da salotto”, tra “pochi intimi” che hanno caratterizzato le politiche regionali verso agricoltura ed ambiente. Bisogna trattenere l’acqua che scende dal cielo con le precipitazioni, attraverso qualunque sistema che ne permetta la permanenza per tempi lunghi sul territorio e senza paure di snaturare, perché oggi la tecnologia lo consente. Dunque dighe, laghi, reticoli idrografici secondari e terziari, piccoli sbarramenti, tutto è benvenuto perché non è solo l’agricoltura che in estate ha bisogno d’acqua, ma anche, e soprattutto, per gli usi civili. E’ dunque un problema che coinvolge tutta la società, non solo un settore».

«E’ stato “pontificato” da tutti, ma quali sono state le misure concrete? Bisogna incentivare sul serio chi fa agricoltura in alta collina e montagna; meno tasse e più contributi, facilitazioni, promozioni e marketing per i loro prodotti e la convinzione che chi ci lavora salva l’ambiente dal degrado e questo ruolo va pagato in moneta sonante; vanno incentivate le strutture aggregate, quelle vere, non le solite note che portano voti. E sono poi necessarie le infrastrutture per garantire una qualità di vita diversa, ai pochi “eroi”, giovani, che scelgono di rimanere».

«I giovani - prosegue Bersani: la burocrazia spegne i loro sogni. Troppe volte, anche nella nostra Regione, seppur in misura minore rispetto ad altre, si respingono i progetti imprenditoriali per colpa degli errori di programmazione delle amministrazioni regionali e il rischio di perdere i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea. Non solo: anche per chi li ottiene, i pagamenti arrivano i ritardo, con il pericolo che chi ha già effettuato gli investimenti, rischia di trovarsi “scoperto” dal punto di vista finanziario». «La pressione burocratica, nasce sovente dalla molteplicità di interventi tra loro non coordinati e finisce per generare gravi elementi di svantaggio, soprattutto per un giovane che inizia il suo percorso imprenditoriale. Occorre dunque - sottolinea Bersani - sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne».

«Se vogliamo competitività, dobbiamo recuperare con la semplificazione e la sussidiarietà. Lo snellimento delle procedure con la semplificazione, il dialogo tra le amministrazioni e l’informatizzazione è, insieme alla trasparenza dell’informazione ai consumatori, il miglior investimento che si può fare per sostenere la crescita. Anche le filiere della zootecnica che pure sono tra le più virtuose nel perseguire qualità, benessere animale, tutela ambientale, devono attendere tempi biblici per i finanziamenti che giungono, se arrivano, tardivi, spesso in “odore elettorale”. I finanziamenti del Psr inoltre sono indispensabili per adeguare mezzi e tecnologia obsoleta, per implementare nuove tecniche colturali, soprattutto l’agricoltura di precisione: “troppe piccole aziende- ricorda Bersani- non hanno i mezzi per aggiornarsi e di questo ne potrebbe beneficiare tutto il settore manifatturiero che poi di fatto produce questi mezzi».

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«Dunque incentivare le filiere, l’aggregazione di sistema, semplificare al massimo perché- ribadisce- siamo ancora con una burocrazia che ricorda quella spagnola al tempo della Controriforma. Forse, viene il dubbio, è cosi complicata per mantenere una pletora e ben retribuita “coorte” che poi alimenta voti. Ma le cose stavolta con il voto  e con gente nuova possono finalmente cambiare. La gente, gli imprenditori agricoli e della piccola e media industria, lo chiedono, inutilmente, da troppo tempo».

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