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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Piacenza, una visione di sviluppo urbanistico

All’incontro online di venerdì 21 gennaio, organizzato da Officina delle Idee, gli architetti Carlo Ponzini e Stefano Benedetti hanno parlato di criticità e potenzialità di Piacenza

“Piacenza. Spazi in abbandono e risorse urbanistiche e architettoniche non valorizzate, problemi e proposte”. All’incontro online di venerdì 21 gennaio, organizzato da Officina delle Idee, gli architetti Carlo Ponzini e Stefano Benedetti hanno parlato di criticità e potenzialità di Piacenza. Benedetti, a lungo architetto per il Comune, ha raccontato le passate esperienze di valorizzazione, in positivo e in negativo. L’ex Sift, ex Unicem, i complessi ex Enel e ex Olivetti, la vecchia Manifattura Tabacchi e l’ex Acna in viale Tramello, ancora in stato di abbandono, il Consorzio Agrario e il Mercato Ortofrutticolo comunale di via Colombo.

“Il recupero delle aree dismesse è una necessità ineludibile, ma il modello che si sta attuando da oltre vent’anni, a Piacenza e in altri Comuni, provoca dissesti urbanistici”, questa la denuncia di Benedetti. Che accenna anche alle aree militari in disuso. L’architetto Ponzini si è invece concentrato sulla cultura della città storica, accennando alla storia del restauro. Fino alla paradossale tendenza delle ricostruzioni “dov’era ma non com’era”. Ovvero l’uso post-terremoto di ricostruire ex nihilo sui siti dei centri danneggiati, senza il recupero del senso e della funzione sociale dell’abitato. Sottolineando il ruolo sociale dell’architettura, Ponzini denuncia la deriva delle politiche regionali che nell’ultimo decennio stanno cancellando, di fatto, la nozione stessa di centro storico: “A malapena si vogliono salvare i pochi edifici tutelati ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”. L’architetto ha poi presentato alcuni dei suoi lavori di recupero o d’inserimento del moderno nel tessuto urbano storico. Perché l’Officina vuole dare un ruolo centrale al tema di urbanismo e architettura? “Sentiamo parlare di ospedale, di aree militari, ma non sappiamo davvero qual è l’idea di sviluppo di Piacenza nei prossimi anni”. Per Massimo Polledri il punto è quindi: esiste una visione di sviluppo della città o è tutto lasciato al caso o alla contingenza del momento? “Vogliamo iniziare a discutere non dalle formazioni politiche, ma dalle idee, per capire cosa succede a Piacenza”.

La partecipazione agli incontri di Officina delle dee è libera e aperta a tutti gli interessati. I prossimi incontri riguarderanno l’ambiente, la partecipazione e la cultura. Programmi, ospiti e link sono via, via consultabili su https://www.facebook.com/officinadelleideepiacenza @officinadelleideepiacenza

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