Ok dal Consiglio alla ripartizione dei fondi per fronteggiare la crisi socio-economica

In Consiglio passa il piano indicato dalla Giunta Barbieri per l’utilizzo dei quasi 6,4 milioni di euro arrivati dal Governo al capoluogo. L’opposizione: «Volevamo dire la nostra e confrontarci». Il centrodestra: «Orgogliosi di quanto si sta facendo»

È passata con i voti della maggioranza (Lega, Fd’I, Forza Italia, Liberali e Misto), ma anche di Liberi e Movimento 5 Stelle, la variazione di bilancio che contiene la ripartizione dei quasi 6,4 milioni di euro arrivati dal Governo per fronteggiare l’emergenza socio-economica causata dal Covid-19. La ripartizione dei fondi decisa dalla Giunta – senza la collaborazione e la condivisione auspicata dalle opposizioni, questa è stata la critica più ricorrente della seduta di Consiglio del 6 luglio – ha visto l’astensione di Pd e Piacenza del futuro e la non partecipazione al voto di Piacenza in Comune e Piacenza Oltre.

Il primo ad esternare le sue considerazioni nei confronti del piano è stato Massimo Trespidi (Liberi). «I dirigenti e gli uffici del Comune – ha detto Trespidi - avrebbero dovuto rendicontare anche le minore spese di questi mesi. Non possiamo credere che si debba spendere in ogni servizio di più rispetto al previsto a causa del Covid-19. Ci sono settori sui quali si è intervenuti meno. I dirigenti si tengono i soldi nel cassetto per il futuro, ma così non si creano le condizioni per lavorare bene per il bilancio. Che fine ha fatto il piano di alienazione degli immobili comunali? Tutto è fermo. E il Comune porta gli uffici comunali a Borgo Faxhall, senza avere venduto quelle attuali. Sarà un bagno di sangue avere uffici pronti completamente vuoti, mentre occorre sistemare quelli a Borgo Faxhall».

«Ci ha spiazzato il metodo – ha fatto notare Christian Fiazza (Pd) - non voteremo contro questa variazione di bilancio ma permetteteci di dire che i criteri su cui sono stati stanziati i soldi non li sappiamo». «Questo metodo – ha ripreso la discussione il capogruppo dem Stefano Cugini - ci ha impedito di essere utili alla causa, provare a confrontarci. Su alcune voci è preoccupante il fatto che siano attività strutturali. Quando finiranno i soldi, cosa faremo? Sono molto preoccupato per il dopo. In particolare per gli anziani e i disabili, quando la situazione tornerà “normale” si rischia la scomparsa del sostegno del Comune». Mauro Monti (Liberi) ha fatto alcune considerazioni sulla ripartizione dei fondi. «Il 34% è andato in detassazione, il 25% come ristoro di servizi comunali già attivi che erano in deficit (cioè il Comune ha stanziato i soldi ai suoi servizi già presenti), poi c’è un 15% di sussidiarietà verso altri soggetti e un 16% di sussidiarietà gregaria, tramite l’alleanza con Caritas e Fondazione. Poi abbiamo un 10% diviso tra privati e ancora da destinare». «Mi sembra un grande calderone – è il parere del rappresentante di Liberi - che comprende anche iniziative che non c’entrano con l’emergenza Covid, ad esempio gli interventi sui parco giochi. Anche le stesse autoguide nei musei c’entrano poco. Chiediamoci se in alcuni interventi metteremmo ancora soldi, una volta finita l’emergenza, o no».  

«Ci sarebbe piaciuto dire la nostra – ha osservato Giulia Piroli (Pd) - rappresentiamo il 47% dei piacentini. Ad esempio non sgraverei dalla Tari quelle attività che hanno continuato a lavorare, come i supermercati». «Tante proposte e idee dell’opposizione – ha lamentato Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - vengono bocciate e poi riproposte dalla stessa maggioranza. Trenta teste funzionano meglio di venti. Ci sono assessori come Papamarenghi e Sgorbati che propongono idee, ma sono soltanto due». «C’è del buono – ha detto Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle) - in questo piano proposto, ma la Lega dovrebbe apprezzare l’intervento economico del Governo centrale, perché i soldi provengono da lì. È vero che qua dentro tante proposte vengono respinte e poi riproposte». «Aspettavo la scusa del centrodestra – ha preso la parola anche Giorgia Buscarini (Pd) - per giustificare la mancata collaborazione. Chiaro che chi vince amministra, però questa era una situazione straordinaria». «Volevamo dare spunti all’Amministrazione – è il pensiero di Roberto Colla (Pc Oltre) - non abbiamo chiari i criteri della distribuzione dei soldi». «Si sta facendo un grosso piacere a Iren – ha concluso Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - che ha lavorato meno durante il lockdown e ottiene le stesse risorse di sempre. Potremmo almeno chiedere più oneri di compensazione per quanto viene bruciato a Borgoforte quest’anno, una richiesta eccezionale per quest’anno».

Dal centrodestra solo apprezzamenti nei confronti dell’operato della Giunta. «Tutti i settori sono stati toccati dalla variazione – ha espresso il capogruppo leghista Carlo Segalini - è stato fatto il possibile con i soldi a disposizione. I piacentini dovrebbero essere orgogliosi di essere amministrati da noi». «Anche io sono orgoglioso – ha ripreso Sergio Pecorara (Misto) - abbiamo raggiunto tanti obiettivi nei confronti della città. Abbiamo agito in fretta, andando a vedere i bisogni dei piacentini. Il centrosinistra ha governato 15 anni e non ricordo partecipazione». «Rispediamo al mittente – ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia Giancarlo Migli - le critiche di mancata collaborazione. Come si può collaborare con chi non reputa la Giunta all’altezza del compito? I fatti smentiscono le illazioni dell’opposizione. Stiamo parlando di una minoranza che vede il Pd prima chiedere tempi certi sul nuovo ospedale, poi chiedere di cambiare l’area. Comunque in questa ripartizione di fondi è stato ritrovato il giusto equilibrio. Fd’I è contenta per la partecipazione del Comune al fondo welfare con Caritas, Fondazione e le realtà bancarie. La sinistra si è ritenuta per troppi anni l’unica parte sensibile al sociale, ma stiamo dimostrando il contrario». «Mai sentito negli altri comuni – è il commento di Lorella Cappucciati (Lega) - che sia il sindaco che chiede ai singoli consiglieri di minoranza se hanno proposte. La porta del nostro sindaco è aperta, se un rappresentante ha delle cose da dire prende un appuntamento e va a spiegare. I soldi, comunque, sono stati spesi bene». Filippo Bertolini (Fd’I) si è detto «orgoglioso di far parte di questa maggioranza». Michele Giardino (Misto) ha qualche dubbio sui 20mila euro impegnati per acquistare delle audioguide per i musei: «Mi sembrano superate da un pezzo dalle app scaricabili da smartphone. Mi piacerebbe che il Comune ci mettesse anche risorse proprie nel rispondere a questa emergenza, rivedendo il piano delle opere pubbliche».

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