Borgo Faxhall, il progetto di riqualificazione dell'area passa ora al consiglio

Arriva l'ok al progetto dalla Commissione 2. Gli uffici: «Il terminal dei bus non provocherà un congestionamento del traffico e aprire un contenzioso con Coemi non porterebbe a nulla». C'è perplessità sulla riuscita della vendita degli immobili comunali di via Verdi e via Scalabrini, ma il progetto riceve il solo voto contrario di Fd'I

Un momento della commissione 2 del 7 ottobre

Il progetto di riqualificazione dell’area di Borgo Faxhall presentato nelle scorse settimane da Silvio Bisotti passa – agevolmente – in commissione 2 “Assetto del territorio”. Con il solo voto contrario di Fratelli d’Italia (e l’astensione del Movimento 5 Stelle e di Piacenza Viva), l’oggetto della seduta del 7 ottobre passerà ora in consiglio comunale. Erika Opizzi (Fd’I) in apertura ha tracciato l’excursus storico dell’intricata vicenda Borgo Faxhall. «Manca un quadro complessivo delle convenzioni che si sono succedute – ha motivato il suo voto contrario - è difficile capire con chiarezza il piano delle opere che la società privata ha fatto in cambio degli oneri. Il Comune acquista 3300 metri quadrati di uffici dalla società che è insolvente nei nostri confronti: non ci sono elementi economici e giuridici per valutare positivamente questa pratica. Chiedo, in vista del consiglio comunale, di redigere da parte degli uffici una relazione sullo stato delle attuazioni delle convenzioni precedenti. Mi pare un progetto stravolto, inoltre svenderemo due immobili per acquisirne uno non adeguato. Non si può perseguire l’interesse pubblico con continui compromessi».

«Stiamo parlando – ha dichiarato il capogruppo Pd Daniel Negri – di una zona commerciale importante che nel tempo si è degradata, dal punto di vista architettonico e della qualità della vita. L’amministrazione ha posto come obiettivo la definitiva chiusura del contenzioso e ha ragionato per dare una svolta alla situazione bloccata da tanti anni. Risolvere questa situazione sarebbe dare nuova linfa alla zona: si tratterebbe del più grande successo di questo mandato. Chiedo all’assessore Bisotti di parlare e discutere nelle commissioni l’aggiornamento dei lavori in modo da monitorare l’evolversi della situazione. Questa amministrazione – ha continuato Negri - ha saputo cambiare in corsa, dimostrando di capire cosa non poteva funzionare più dell’eredità dalle precedenti amministrazioni: mi riferisco all’idea di Palazzo Uffici. Sarebbe molto positivo vendere via Verdi e via Scalabrini a prezzo di mercato (le stime attuali parlano di 2 milioni di euro per il primo e 1,5 milioni per il secondo, nda). Vogliamo un rilancio dell’area, gli uffici porteranno un rilancio del commercio e di conseguenza più sicurezza in zona, risolvendo i problemi di degrado».

«Riqualificare quella zona – ha espresso Paolo Garetti (Lista Sveglia) - significherebbe chiudere il cerchio intorno alla riqualificazione del centro storico, risolvendo tanti problemi. Vorrei avere una relazione su quanto è stato speso negli ultimi 30 anni sull’area: mi piacerebbe conoscere l’impegno di Comune, società privata, Demanio e Ferrovie dello Stato sulla zona».

«Borgo Faxhall e la stazione – ha preso la parola Christian Fiazza (Pd) - sono importanti dal punto di vista veicolare, sono il limitare del centro storico. Si è un po’ dimenticata e persa quest’area nel tempo, l’evento dello scorso weekend “Matti da Galera” ad esempio si è fermato proprio a 150 metri dalla stazione. Ci sono state tante amministrazioni dall’83 a oggi, diversi problemi politici. L’operazione immobiliare che l’amministrazione vuol fare è la salvaguardia della zona, riuscire oggi a mettere un punto di partenza è importante per la città. C’è la buona fede di Coemi in questa vicenda, la società ci riconosce la cessione gratuita dell’area. I 3300 metri non sono nuovi, hanno delle “crepe”, ma il costo medio di manutenzione e di spese di riscaldamento interno è di circa 50mila euro all’anno, un quinto di tutti gli altri uffici. Avremmo voluto anche noi uffici nuovi e belli, ma la situazione non lo permette. C’è una strada ad ostacoli, dipende tutto dalla vendita degli immobili di via Verdi e Via Scalabrini. È vero, si tratta di una scommessa, ma è una scommessa anche tutto quello che è stato fatto dall’83. È una ferita nella città che va ricucita: questa è una soluzione che tende a rimettere insieme il tutto. Spero che il progetto venga accettato dal consiglio».

«Borgo Faxhall è terra di nessuno nella nostra città – ha osservato Marco Colosimo (Piacenza Viva) -, una cicatrice, un territorio in cui vale tutto, dormire per strada o vicino alle lamiere di amianto. L’area ha vissuto un fallimento commerciale. Sentiamo il parere di Tempi Spa: a mio parere ci sarà un congestionamento di traffico incredibile, passeranno una mole di mezzi dalle prime ore del mattino, alzando notevolmente il livello delle polveri. Perché è stato cancellato un progetto per il futuro dell’ex mercato ortofrutticolo? Perché non fare la stazione dei bus nel parcheggio dei pendolari? La mia paura è che le aste dei due palazzi comunali vadano deserte».

«Se avessimo i soldi – ha puntualizzato Andrea Tagliaferri (Pd) - avremmo certamente cancellato totalmente Borgo Faxhall. L’urbanistica in tempi di crisi economica è spesso irreversibile, non si può tornare indietro. È la cosa migliore che si poteva fare? Non c’erano alternative a mio parere». I “Moderati” su questo tema si sono riavvicinati alla maggioranza. «Dal principio il mio gruppo chiede un intervento – ha detto Roberto Colla - su questo buco. L’assessore Bisotti si è trovato sul groppone questa faccenda: ho dubbi ma mi fido degli studi fatti dagli uffici, speriamo che tutti i tasselli siano completati. Via Scalabrini è tutt’altro che un “gioiello di famiglia”, sono uffici in condizioni pietose, se avessi la possibilità economica non ci penserei mai ad acquistare l’immobile. Siamo sicuri che le stime siano adeguate?».  

«I 3300 metri non ci servono – è intervenuto duramente Marco Tassi (Pdl), che non ha partecipato al voto - e non sono idonei. Ci avete tartassato per due mandati con la storia di avere una sede unica per gli uffici perché portava risparmio, ora volete tre sedi separate. Le stime che proponete sono di qualche anno fa, gli immobili rimarranno invenduti. Ci avete sempre detto che Borgo Faxhall non era idoneo a ospitare gli uffici in passato. Quei 3300 metri che acquisiremo, non riusciremo mai più in futuro a venderli. Questo progetto non salva niente, anzi, affossa definitivamente la zona. Prendiamo edifici che non ci servono, diamo pure dei soldi a Coemi e congestioniamo l’area».

«In questo comparto – è la sintesi dell’intervento dell’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti - c’è in gioco un altissimo interesse pubblico. La responsabilità dell’amministrazione è dare risposte pronte, la situazione non è più rinviabile e non possiamo fare un processo alla storia degli ultimi trent’anni. Le stime sono realistiche per quanto riguarda i valori in gioco ma sono solo linee guida, è ovvio che poi ci sarà un perito nominato dal presidente del Tribunale che effettuerà la stima definitiva per evitare equivoci. Tutto il quadro economico-finanziario sarà condizionato da questa decisione del perito. Tempi Spa (al 60% del Comune, per il 40% della Provincia), realizzerà la stazione degli autobus. Collocare il terminal nel parcheggio dei pendolari, scelta già vagliata in passato, non risolve la situazione: le criticità emerse rimarrebbero».  

Il dirigente del Comune Tiziano Giannessi ha provato a rispondere al consigliere Opizzi.  «Ad oggi “Coemi property” non ha realizzato il parcheggio pubblico (14mila metri quadrati), il verde pubblico tra il fabbricato “A” e “B” (11mila metri quadrati), le piazzole per le autolinee (ha sistemato solo l’asfalto), e una strada pubblica. Ha invece eseguito – come da accordi – l’allargamento di via Primogenita, il marciapiede coperto e la biglietteria dell’autostazione. Il traffico – Giannessi ha replicato alle perplessità di Colosimo - è stato oggetto di analisi: non ci troveremmo di fronte ad un aumento importante. L’indotto è derivato dai pendolari, gli uffici non alterano la somma di macchine. La stazione dei bus è il terminal del trasporto extraurbano, ovvero dei mezzi delle vallate. I pulmann arrivano da Val Nure, Val d’Arda, Val Trebbia – ovvero l’80% delle corse della provincia - che passano già da via Primogenita, viale Sant’Ambrogio e arrivano in stazione. Gli unici autobus che percorerranno per la prima volta il tratto sono quelli della Val Tidone. Non si tratta di un raddoppio del traffico, ma solo di un lieve aumento».

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«Aprire un contenzioso – è intervenuta l’avvocato Daniela Vezzulli, dirigente della direzione legale del Comune - con la controparte si poteva, anzi, si doveva fare in passato. Farlo ora significherebbe che neanche i nostri nipoti vedrebbero l’intervento su Borgo Faxhall: proprio quest’oggi sono stata in Tribunale per una causa iniziata nel 2007 e stiamo ancora sentendo i testimoni. Il Comune è stato silente in tutti questi anni, non ha mai richiamato ufficialmente e legalmente Coemi ad adempiere ai suoi obblighi, non ha mai mandato diffide. Chi potrebbe fare causa sono i commercianti che hanno investito nella zona: loro hanno avuto un grave danno. Aprire una causa contro “Coemi property” significa portare a casa nulla, perché non è veramente la proprietaria degli immobili, ci sono leasing e mutui ancora in corso». Al termine della seduta, la commissione ha approvato il progetto. Favorevoli Pd, Piacentini per Dosi, Moderati e Italia dei Valori, contrario Fratelli d’Italia, mentre Movimento 5 Stelle e Piacenza Viva si sono astenuti. La palla passa ora al consiglio comunale.

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