Operazione Odysseus, i commenti dal mondo politico

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto i carabinieri e la caserma di via Caccialupo ha destato scalpore e suscitato la reazione del mondo politico

LEGA: «SE QUALCUNO HA SBAGLIATO GIUSTO CHE PAGHI, SOLIDARIETA' ALL'ARMA DEI CARABINIERI»

«Se qualcuno ha sbagliato, giusto che paghi. Dopodiché, massima fiducia nella magistratura e solidarietà a tutte le donne e uomini in divisa che ogni giorno svolgono il loro lavoro con professionalità e sacrificio per tutelare le nostra sicurezza». Così il capogruppo regionale della Lega Emilia-Romagna, Matteo Rancan, e Luigi Merli, responsabile provinciale piacentino del Carroccio, insieme ai deputati Pietro Pisani e Elena Murelli sull'operazione 'Odysseus', coordinata dalla Procura di Piacenza, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme gialle di Piacenza, in collaborazione con la Guardia di finanza di Fiorenzuola d'Arda, che ha dato esecuzione, in Emilia-Romagna e in Lombardia, ad un'ordinanza di custodia cautelare personale e reale emessa nei confronti di 22 soggetti, tra i quali figurano 10 militari dell'Arma dei carabinieri. «L'impegno e l'abnegazione dell’Arma dei Carabinieri e delle forze dell'ordine tutte assumono una valenza ancor più rilevante se valutate nel difficile contesto del periodo storico che stiamo attraversando e nel quale esse stesse si trovano ad operare. In attesa che la magistratura faccia il proprio corso, ci preme esprimere la nostra riconoscenza a tutte le donne e agli uomini appartenenti alle Forze dell’ordine, con l''auspicio che possano continuare a lavorare con sempre maggior efficacia e motivazione per la sicurezza dei cittadini nonostante spesso questa motivazione venga duramente messa alla prova da provvedimenti la cui comprensione risulta alquanto difficile come ad esempio le recenti, surreali, scarcerazioni di circa 500 criminali cui abbiamo assistito a livello nazionale», concludono Rancan e Merli.

FOTI: «SOLIDARIETÀ AI FEDELI SERVITORI DELLO STATO CHE ONORANO LA DIVISA TUTTI I GIORNI»

«Non spetta alla politica esprimersi in ordine alle responsabilità penali, che dovranno essere accertate nelle deputate sedi, degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri arrestati a Piacenza». Lo scrive in una nota Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d'Italia. «Le notizie sommarie che emergono dall’inchiesta della locale Procura della Repubblica e il sequestro della Caserma di Levante - prosegue l'esponente del movimento politico di Giorgia Meloni - ci dicono che siamo in presenza di una vicenda gravissima che mortifica tutti quei fedeli servitori dello Stato orgogliosi di indossare la divisa che fu anche quella dell’eroe Salvo D’Acquisto». Per Foti tuttavia «come una rondine non fa primavera, così le azioni delittuose di pochi, quando accertate, non possono di certo far venire meno la gratitudine verso gli appartenenti all’Arma che quotidianamente operano, anche a rischio della vita, per la sicurezza degli Italiani». «Non è tempo di ignobili speculazioni - conclude il parlamentare piacentino - ma di autentica solidarietà: ai Carabinieri che onorano la loro scelta di vita e che per primi oggi si sentono feriti da una vicenda tanto dolorosa quanto deprecabile, va l’abbraccio sincero di Fratelli d’Italia».

TAGLIAFERRI (FD’I): «REATI AGGHIACCIANTI, GLI ERRORI DEI SINGOLI NON RICADANO SULLE ISTITUZIONI»

Così il consigliere di Giorgia Meloni Giancarlo Tagliaferri nel merito della vicenda in cui è stata sequestrata una caserma dell’Arma a Piacenza. «I capi di imputazione sono agghiaccianti, e lo sono ancora di più per il presunto coinvolgimento di tutori dell’ordine. Spero quindi sia fatta piena luce, quanto prima, sui fatti accaduti, perché nel nostro paese siamo abituati a processi mediatici più attenzionati dai cittadini di quelli giudiziari, invito quindi alla cautela nel dare giudizi prima delle sentenze definitive. Gli errori dei singoli non devono comunque ricadere sulle istituzioni nel loro complesso, se ci sono colpe vadano accertate senza infangare il sacrificio di migliaia di militari che quotidianamente con scrupolo adempiono al loro dovere. D’altronde è significativo il fatto che l’inchiesta nasca dalla segnalazione di uno stesso ufficiale dei carabinieri che ha lavorato a Piacenza».

OSTELLARI (LEGA): «ERRORI DI POCHI NON GETTANO OMBRE SU ARMA»

«Abbiamo fiducia nella Magistratura: faccia luce, presto e bene, sulla vicenda della stazione Levante, di via Caccialupo. Come ha dichiarato il comandante provinciale dei Carabinieri di Piacenza, Massimo Savo, nell’Arma ci sono tantissime donne e tantissimi uomini che compiono ogni giorno la loro missione per l’Italia, generosamente e con grande onestà. Noi siamo sempre al loro fianco, anche in questo momento difficile: gli errori di pochi non gettano ombre sui meriti di molti». Così il senatore leghista, Andrea Ostellari, commissario Lega Emilia - Salvini Premier, a proposito dell’arresto di alcuni militari a Piacenza.

IL MOVIMENTO 5 STELLE ESPRIME SODDISFAZIONE PER L’OPERAZIONE

«Apprendiamo con soddisfazione le informazioni che arrivano dalla Procuratrice Capo di Piacenza, Dott.ssa Grazia Pradella, circa il sequestro della Caserma Levante dei Carabinieri con l’arresto di 22 persone di cui 10 carabinieri. L’operazione portata a termine con successo pone fine a reati che appaiono ancor più inaccettabili perché commessi da chi dovrebbe difendere tutti i cittadini. Una banda criminale a tutti gli effetti con reati presunti che includono peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, lesioni personali aggravate, arresto illegale, perquisizioni ed ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata, tortura, estorsione, truffa ai danni dello Stato, ricettazione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Tutto questo non intacca la nostra fiducia nell’Arma dei Carabinieri che, siamo sicuri, continuerà ad essere una forza armata di eccellenza riconosciuta nel mondo». E’ quanto affermano i parlamentari emiliani Gabriele Lanzi, Stefania Ascari, Maria Laura Mantovani, Maria Edera Spadoni e Davide Zanichelli, insieme ai consiglieri comunali piacentini Sergio Dagnino e Andrea Pugni.

PAPAMARENGHI: «NON SI PUO’ SCALFIRE LA FIDUCIA VERSO I CARABIERI»

«Chi infrange la legge – è intervenuto anche l’assessore alla cultura di Piacenza Jonathan Papamarenghi - deve pagare. Sempre. Allo stesso modo, però, il comportamento illecito di poche mele marce non scalfisce - e non deve farlo - nemmeno di una virgola la fiducia e la riconoscenza verso gli uomini, in armi ed in congedo, dell’Arma dei Carabinieri, con i quali tante volte mi sono trovato a collaborare per il bene delle nostre Comunità e che tanto fanno, talvolta fino all’estremo sacrificio, per il nostro Paese. Con le a Forze dell’Ordine e con i nostri Carabinieri. Sempre».

FORZA ITALIA: «CHIEDIAMO PENE ESEMPLARI»

«Forza Italia Piacenza – interviene a nome del partito il commissario provinciale Gabriele Girometta - pur rimanendo scossa dalla notizia dell’arresto di dieci Carabinieri della Caserma Caccialupo (di cui cinque in carcere) dove addirittura vi sono stati apposti i sigilli per i successivi accertamenti del caso, si congratula con la Procura della Repubblica di Piacenza e con le forze dell’ordine che hanno contributo a smascherare questa banda dedita a delinquere sistematicamente commettendo i reati peggiori che vanno dall’estorsione allo spaccio e perfino alla tortura. Un plauso al nuovo Procuratore Capo Grazia Pradella che ha coordinato le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia locale che hanno raccolto i pesanti elementi accusatori che hanno portato alla emissione di richiesta di ventidue misure di custodia cautelare firmata dal Pm Matteo Centini. Esprimiamo vicinanza al Comandante Provinciale dell’Arma Massimo Savo e ai tanti Carabinieri che ogni giorno lavorano con impegno, dedizione e fedeltà alla Patria per tutelare la sicurezza e la civiltà di tutti noi cittadini, ma rinnoviamo anche la massima fiducia in tutti gli organi giudiziari dello Stato sempre pronti ad intervenire a difesa della legalità anche quando questa coinvolge purtroppo malviventi difficili da scovare in quanto presenti nelle strutture che dovrebbero tutelarla. Fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso, chiediamo pene esemplari una volta confermata la gravità dei fatti ascritti agli imputati».

RIFONDAZIONE COMUNISTA: «GRAVISSIMO, NESSUNO SAPEVA?»

«Il quadro che emerge da quanto denunciato dalla Procura di Piacenza, culminato nel sequestro penale, per la prima volta, di una caserma dei Carabinieri è, se confermato, gravissimo e inquietante. La Procura di Piacenza parla - a proposito dell'operato di ventidue persone, tra cui dieci carabinieri - di torture, percosse, estorsione e spaccio praticati sistematicamente. L'impressione è quella di esponenti delle forze dell'ordine che si ritengono evidentemente protetti e garantiti dal proprio ruolo, al punto di commettere ogni forma di arbitrio. Ci auguriamo che vengano accertate fino in fondo le responsabilità, e le eventuali connivenze, delle persone coinvolte. Nessuno sapeva? Segnaliamo anche che sono diverse le vicende di questo genere che, nel Paese, coinvolgono esponenti delle forze dell'ordine: anche per questo, pensiamo che oltre all'intervento giudiziario sia necessaria la massima attenzione da parte delle istituzioni e delle organizzazioni politiche e sociali».

L’INTERROGAZIONE DI CIRIELLI (FDI): «BONAFEDE INVII GLI ISPETTORI A PIACENZA, SI TUTELI L’ARMA»

«Presenterò un’interrogazione urgente al Ministro della giustizia Alfonso Bonafede per chiedere l’invio degli ispettori alla Procura della Repubblica di Piacenza». Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli (FdI) in relazione all’inchiesta che vede coinvolti alcuni carabinieri in servizio in una caserma del capoluogo emiliano-romagnolo. «Le responsabilità sono personali e quindi se singoli militari hanno sbagliato è giusto che vadano in galera. Ma - spiega Cirielli - il sequestro di una caserma, oltre ad essere un fatto stravagante e senza precedenti, rappresenta una lesione degli interessi dello Stato. Siamo di fronte, infatti, ad una evidente intromissione nelle funzioni del Governo che, inevitabilmente, avrà ripercussioni anche sugli abitanti di Piacenza, in quanto saranno privati di un importante presidio di sicurezza, per eventuali colpe di taluni carabinieri e non certamente della Istituzione che essi rappresentano e di cui dobbiamo essere orgogliosi. E’ come se di fronte ad un reato commesso da un pm (cosa che capita non raramente) venisse sequestrata la Procura dove egli presta servizio. Dunque, alla luce dei reati contestati dai magistrati piacentini - aggiunge Cirielli - l’Arma avrebbe potuto sospendere e trasferire ad horas i militari ritenuti colpevoli. Questa spettacolarizzazione degli atti giudiziari, anche a rischio di interrompere una pubblica funzione, va interrotta immediatamente. Per questo - conclude Cirielli - chiederò al Ministro Bonafede di tutelare in fino in fondo le Istituzioni e, in questo caso, l’immagine dell’Arma dei Carabinieri che non può essere infangata per presunte colpe di pochi».

PICCININI (M5S): «ACCUSE INQUIETANTI MA ARMA DEI CARABINIERI SAPRÀ ISOLARE LE MELE MARCE»

«Lo scenario di illegalità disegnato dagli inquirenti a Piacenza è a dir poco inquietante ma siamo certi che, quando la magistratura avrà finito il suo lavoro, l’Arma dei Carabinieri saprà isolare le poche mele marce al suo interno». È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, in merito all’indagine “Odysseus” scattata a Piacenza e che ha visto emanare 22 misure nei confronti anche di appartenenti all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza. «I reati ipotizzati dalla Procura di Piacenza sono ancora più gravi perché commessi da rappresentanti dello Stato in un momento particolarmente delicato come quello che la città ha attraversato durante il lockdown dei mesi scorsi – aggiunge Silvia Piccinini – Si tratta però evidentemente di casi isolati che non potranno in nessun modo scalfire il ruolo di grande importanza dell’Arma dei Carabinieri che deve continuare ad essere un punto di riferimento per tutti i cittadini».

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