Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Opizzi: «L’ex deposito Zucca non si può demolire»

In via Mazzini-via Sant'Eufemia l’immobile rimane in stato di degrado, tra topi e piccioni. Il Pd propone di tentare l’acquisto. L’assessore Opizzi: «Irrealizzabile e non si può neanche abbattere». Dagnino: «Da censire tutti questi immobili fatiscenti»

L’ex deposito e magazzino “Zucca” di via Mazzini-via Sant'Eufemia non si presenta in una “bella forma”. Dalla fatiscenza della struttura, che cade letteralmente a pezzi, alla presenza di topi e guano di piccioni. Per questo il Partito Democratico ha chiesto, in una mozione, l’interessamento dell’Amministrazione Barbieri per porre fine a questa situazione di incuria e degrado. Non solo, il Pd ha addirittura avanzato la proposta di acquistare l’immobile (a titolo simbolico e non oneroso) dal privato che ne è proprietario. «La situazione – ha commentato il capogruppo dem Stefano Cugini in Consiglio comunale - sta degenerando da un punto di vista sanitario e di igiene pubblica, con la presenza di topi. Non si può dare al privato un comando, ma chiediamo che la Giunta faccia un tentativo per entrare in possesso di questi locali, si potrebbe studiare un modo per ridonare questi spazi rivisti e ristrutturati alla città, magari promuovendo una manifestazione d’interesse visto che parliamo di un edificio storico del centro storico».

Il magazzino Zucca ospitava in passato prodotti legati alla torrefazione e al caffè. «Fuori – ha risposto l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi - si vede solo la fatiscenza del muro. Ma la Polizia Locale ha visionato l’interno. Ci sono dei tiranti che tengono su un muro e ne impediscono il crollo. È così dal 2018, c’era stato un confronto con la proprietà ma poi non si è dato seguito».

Si può fare qualcosa in quella struttura? «Stando alle norme urbanistiche in vigore l’unica possibilità – aggiunge Opizzi - è un risanamento conservativo, non si può buttare giù niente. Quindi è difficile che un privato investa in un immobile del genere. Stiamo ragionando con la Regione se ci fosse la possibilità di agevolare il privato nel suo recupero». Respinta invece la proposta di comprare l’immobile. «Ok il sollecito al privato a mettere in sicurezza. Però noi non possiamo accollarci questo immobile, dobbiamo mettere i privati nelle condizioni di recuperare il patrimonio edilizio. Mi riferisco al nostro regolamento urbanistico, senza stravolgerlo, ma permettendo di intervenire».

«L’ex deposito Zucca è un po’ la stessa situazione – ha rilevato Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - dell’albergo San Marco. Come fa un nuovo privato a investire in un immobile del genere, così ammalorato? Comunque bisogna intervenire perché ci sono dei topi più grandi dei gatti in quell’area. Bisognerebbe censire in città tutti questi immobili che creano problemi e pericoli». «Ottima idea – ha commentato Gian Paolo Ultori (Liberali Piacentini) - censire gli immobili degradati e contattare tutti i proprietari per metterli in condizione di intervenire. Dobbiamo rendere dignitosi gli immobili». «In alternativa – ha concluso Cugini (Pd) - riteniamo che il pubblico possa intervenire. Non chiediamo di farsi carico di tutti gli immobili che cadono a pezzi in città, però quello è in una zona strategica».

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