Opizzi: «L’ex mercato ortofrutticolo si butta giù, lì ci vogliono i parcheggi»

Passa con la variazione di bilancio lo stanziamento da 1,2 milioni (più 91mila euro per il progetto) a favore della demolizione. Levoni, Saccardi e Giardino chiedono un ripensamento: «Ci sono altre priorità adesso», ma il centrodestra tira dritto senza di loro

Variazione di bilancio che aveva tanti capitoli di intervento (600mila euro per Asp, molte risorse per il verde, il rifacimento del centro pasti di La Verza, 350mila euro di sostegno alle attività economiche) ma che è stata dibattuta dalle minoranze (e non solo) soprattutto su un punto: la demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo. L’Amministrazione Barbieri in questa ultima variazione intende stanziare 1,2 milioni di euro per la demolizione dell’area – mantenendo solo i bagni e la facciata della biglietteria -, più 91 mila euro per la progettazione dell’opera. In Consiglio comunale si è parlato soprattutto di questo, dopo il botta e risposta a distanza tra Amministrazione e l’associazione “Italia Nostra”. Al termine di un dibattito durato oltre 7 ore e mezza, l'Amministrazione ha raccolto 18 voti (Lega, Fd'I e Fi e Pecorara del Misto), facendo approvare il documento. Contrari: Pd, Piacenza Oltre e Dagnino (5 Stelle). Astenuti: i tre ribelli del centrodestra (Saccardi, Giardino e Levoni) più Liberi e Pugni (5 Stelle). 

«Chi parla di realizzare in quell’area una cittadella della cultura – ha ribadito l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi - non sa di cosa sta trattando. Il mercato verrà demolito, così come abbiamo buttato giù lo scheletro del Galassia, per creare nuovi parcheggi. Su questa decisione siamo sicuri». Fratelli d’Italia fiancheggia il proprio assessore. «C’è un serio problema di degrado e di sicurezza in quel Erika Opizzi-7comparto», ha rilevato il capogruppo Giancarlo Migli.

Dal Gruppo Misto e dai Liberali Piacentini non c'è stata convergenza. Mauro Saccardi (Misto) ha invitato a risparmiare questi soldi per fare altro. «Non è prioritario creare lì un parcheggio. Se proprio dobbiamo, non facciamo i parcheggi blu. È più importante fare dei bagni pubblici in città, visto che si urina per strada. Ci sono anziani e non anziani che con i bar chiusi non sanno dove farla quando c’è mercato. Per garantire la sicurezza allora dovremo abbattere tante cose in città». «Preferisco però le critiche costruttive dalla minoranza – ha risposto alle critiche interne Sergio Pecorara (Misto) - come quelle di Trespidi, rispetto a quelle provenienti dalla maggioranza fatte più per farsi vedere. È stucchevole politica questa, è una telenovela che prosegue da tempo, ci si dimentica che si fa parte della stessa maggioranza». «Se uno della maggioranza esprime perplessità – è rintuzzato Michele Giardino (Misto), d’accordo con Saccardi - ciò deve essere considerato una spia della sensibilità del tema. È cambiato nel frattempo l’atteggiamento del protagonista dell’operazione, Terrepadane, in questi 4 anni. Bisogna fermarsi a riflettere, le cose sono cambiate, c’è stato il Covid e ci sono altre esigenze come aiutare alcuni concittadini. Perché il Comune si sta incaponendo in questa operazione, proprio adesso?».

«Non pensate di risolvere il problema sociale – è l’avvertimento di Giulia Piroli (Pd) - demolendo tutto. I senzatetto di quell’area vanno da un’altra parte a stare. Investite 1,2 milioni di euro nel sociale piuttosto. Le associazioni si lamentano ma è comunque normale spendere Michele Giardino-6una cifra del genere per demolire». Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) ha puntato il dito contro i tempi dilatati degli interventi urbanistici in città. «Progetti e proposte della Giunta rimaste solo sulla carta».

«L’idea di demolire l’area è di 4 anni fa – ha osservato Massimo Trespidi (Liberi) -. Perché si fanno vivi adesso questi delle associazioni? La cittadella della cultura c’è già: Palazzo Farnese, l’ex chiesa del Carmine, a cui va aggiunta la sistemazione di piazza Cittadella. Questo è il luogo ideale per iniziative culturali. Non si possono discutere le cose quando sono già decise, vale anche per l’area dell’ospedale».

«Terrepadane – è l’intervento polemico di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - non tira più fuori un becco di un quattrino, paga il pantalone del Comune. È una favola quella della volontà di bonificare l’area per ragioni di sicurezza, per l’interesse pubblico. È una bufala anche il fatto di dover creare parcheggi per Borgo Faxhall e il Berzolla, che ospiteranno uffici del Comune. Ci sono interessi privati in questa operazione». «Se qualcuno pensa che ci siano interessi privati vada in Procura», ha replicato per la maggioranza Filippo Bertolini (Fd’I). «Il tema della sicurezza c’è eccome nel parcheggio dei pendolari – ha aggiunto Roberto Colla Mauro Saccardi-5(Piacenza Oltre) - e nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Poi demolire tutto per fare un parcheggio non significa sicurezza. La distanza dal mercato alla stazione è comunque notevole, i pendolari non sono comodi lo stesso». «Fare 100 metri in più a piedi – è il commento della leghista Lorella Cappucciati - non mi sembra un problema. Suona strano questo risveglio del Gruppo Misto, che prima era d’accordo con la demolizione».

A chi sostiene che con quei 1,2 milioni di euro si potrebbero aiutare i piacentini vittime della crisi socio-economica legata al Covid, l’assessore al bilancio Paolo Passoni ha risposto picche. «Si fanno presto due conti: con 1,2 milioni di euro, per 1600 attività commerciali cittadine ad esempio, non si riesce a fare granché per aiutarli». Ha voluto replicare anche l’assessore Opizzi. «Ingenti somme per la demolizione? C’è l’Iva, c’è il costo di smaltimento dei rifiuti che produrremo… Lungaggini nell’intervento? Non imputabili comunque al Comune di Piacenza. Non possiamo sempre aspettare che gli altri si decidano si riferisce all’impasse di Terrepadane, nda - perciò interveniamo noi. Questo è un progetto prioritario e per quella zona abbiamo una “vision”, diversamente da quanto si dice. Quest’area sarà un parcheggio, indipendentemente da Terrepadane. Il Berzolla verrà valorizzato e il terminal dei bus spostato in viale Sant’Ambrogio. Non Antonio Levoni-12possiamo invece creare alcunché nel complesso delle Benedettine e di Bastione Borghetto – come chiesto da alcune realtà - perché sono dell’Agenzia del Demanio e non di nostra proprietà. Per il primo il bando di gestione va sempre deserto e per il secondo non è ancora partito nulla». Sempre sull’ex mercato ortofrutticolo è stato bocciato un ordine del giorno presentato da Levoni, Saccardi e Giardino che chiedeva di fermare “la partita” della demolizione per rivalutare tempi e modi. La proposta ha raccolto però soltanto il consenso dei due pentastellati Sergio Dagnino e Andrea Pugni. L’ex mercato ortofrutticolo verrà demolito.

ANCORA FIBRILLAZIONI IN MAGGIORANZA, IL SINDACO SBOTTA

Dopo sette ore e mezza di dibattito, durante le dichiarazioni di voto sulla variazione di bilancio, i tre “ribelli” del centrodestra – Levoni, Saccardi e Giardino - hanno confermato di volersi astenersi. La mossa non è piaciuta al sindaco, che contava su un ripensamento. Così la variazione è stata approvata soltanto con 18 voti a favore, uno in più del necessario. «Siamo qui per il bilancio – ha detto Patrizia Barbieri - non per il mercato ortofrutticolo. O in questa maggioranza ci si sta, o non ci si sta. Non è obbligatorio starci, basta essere chiari. Questo tema si ripropone ogni tanto, ognuno si Patrizia Barbieri-107assuma le proprie responsabilità di fronte alla cittadinanza. Non si può piacere a tutti, ma qui si lavora tutti i giorni per la città. Se qualcuno della maggioranza non piace come lavora questo sindaco, lo si dica evitando queste situazioni».

Le minoranze hanno messo il dito nella piaga. «Questa maggioranza non conta più sui voti di tutti – ha rilevato Trespidi - e 22 i consiglieri, è evidente». «I numeri, seppur risicati, li avete sempre – ha espresso Cugini -, siete sempre capaci di capire che conviene governare. Però i panni sporchi li lavate sempre in pubblico, ormai ci siamo abituati. Non si contano più le uscite polemiche nella maggioranza. Desolante comunque vedere il sindaco dover richiamare tutti per arrivare ad avere 17 voti almeno per approvare una variazione così importante». «Spiace vedere pezzi della maggioranza – ha ammesso il forzista Francesco Rabboni - che si staccano in un momento così delicato per la città». 

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