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Ordinanza anti-assembramenti, Rifondazione: «L’Amministrazione torni sui suoi passi»

Il partito: «Ordinanza sproporzionata, chi viene da fuori provincia non può sapere. I cartelli sono necessari»

«Ci lascia decisamente perplessi l'ordinanza comunale che vieta di sedersi sui gradini del centro storico. La riteniamo sproporzionata nel caso in cui si indossi la mascherina e si mantenga il distanziamento fisico, essendo oltretutto all'aperto, ma ancora più sconcertanti sono state le dichiarazioni successive della vicesindaco Elena Baio.

Alle ovvie obiezioni delle diverse persone multate in merito all'assenza di cartelli che segnalino il divieto, ha risposto di non ritenere necessari i cartelli perchè l'informazione era stata data su tutti i canali di comunicazione e che la legge non ammette ignoranza, senza però considerare che chi non seguisse l'informazione locale, magari perchè proveniente da un'altra Provincia, non sarebbe potuto esserne informato debitamente. È la superficialità dimostrata dalla signora Baio nel presumere che tutti passino il loro tempo attaccati a internet e alla tv o con in mano il giornale che ci ha indignato particolarmente perchè se è vero che “legge non ammette ignoranza”, è altresì vero che la legge deve essere comunicata e segnalata nel miglior modo possibile magari con un bel cartello posto vicino a ogni scalinata, appunto.

Un altro aspetto dell'ordinanza che ci lascia stupefatti è l'importo della sanzione, riteniamo infatti che sia decisamente sproporzionata e ingiustificata e che tenda a colpire ulteriormente le famiglie già messe in ginocchio dall'attuale crisi post pandemia e che non hanno avuto la fortuna di ottenere i 600€ di contributo statale come taluni nostri illustri parlamentari piacentini. Anche l'intransigenza nel far rispettare la norma risulta incomprensibile, dato che sono stati multati interi nuclei familiari che, vogliamo sottolineare alla intransigente vicesindaco, non dovrebbero essere considerati alla stregua di un assembramento o anche persone affette da disabilità che si stavano solo riprendendo dopo una passeggiata all'aria aperta.

Come Partito, ovviamente, ci sta decisamente a cuore la salute di ogni cittadino e comprendiamo benissimo che sia necessario che tutti facciano uno sforzo ma, allo stesso tempo, crediamo che i punti cruciali su cui battere siano altri. Non riteniamo così pericoloso che una o due persone siedano su un gradino in una piazza riteniamo, invece, pericolosissimo che siano consentiti veri e propri assembramenti al di fuori e all'interno dei locali pubblici senza le adeguate precazione e senza che le autorità intervengano. Non chiediamo, è giusto specificarlo, la chiusura di nessun esercizio pubblico, ma chiediamo il rispetto delle norme vigenti per tutti a meno che non ci sia sfuggita la piccola clausola che le norme valgano solo per le persone che non spendano denaro in un locale. In tal caso chiederemo scusa per la nostra ignoranza...

Ma se così non fosse, speriamo sia il Comune a chiedere scusa per il trattamento riservato ad alcuni cittadini e, magari, a tornare sui propri passi per ridisegnare un'ordinanza maggiormente corretta e democratica».

La Segreteria del Partito della Rifondazione Comunista di Piacenza – Circolo “R. Luxemburg”

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