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Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Ordinanza pipì dei cani, Dosi al comitato: «Non posso revocarla. Modifichiamola insieme»

Confronto in municipio nel pomeriggio del 24 agosto tra i rappresentanti del comitato sorto dopo la discussa ordinanza e il sindaco Dosi. L'avvocato Balteri: «Provvedimento viziato e senza buon senso. Il ricorso al Tar è l'ultima spiaggia»

«Non posso decidere di revocare l'ordinanza che obbliga i padroni a pulire le deiezioni liquide dei cani perché è frutto di una decisione del consiglio comunale (mozione del consigliere Fd'I Tommaso Foti e votata a maggioranza) e per farlo si dovrebbe ripercorre il percorso al contrario ma sono disponibile ad un confronto con chi non è d'accordo per eventualmente ammorbidire il provvedimento». Così il sindaco Dosi durante il confronto in municipio nel pomeriggio del 24 agosto con i rappresentanti del comitato sorto dopo la discussa ordinanza. 

«Apprezziamo l'apertura del sindaco, in questo incontro sono emersi molti spunti che tradurremo in un atto scritto che poi sottoporremo all'Amministrazione per poter modificare l'ordinanza, anche se il nostro obiettivo primario rimane la revoca ed eventualmente il ricorso al Tar, come ultima spiaggia. Sotto il profilo strettamente giuridico - spiega l'avvocato Cristina Balteri, portavoce del comitato contrario - il provvedimento presenta degli aspetti di vizio dell'atto, ma non va bene anche perché va contro al buon senso. Pulire la pipì non toglie nessun tipo di richiamo per gli altri cani che quindi non sarebbero disincentivati a urinare dove altri precedentemente l'hanno fatto, è impossibile da applicare, da verificare ed è priva di un qualsiasi presupposto igienico sanitario. Il vero problema di questo atto è che a fronte di pochi maleducati, si va a colpire la stragrande maggioranza dei padroni che invece è attenta». «Non sono unilateralmente nelle condizoni di revocare un'ordinanza chiesta, voluta e votata dal consiglio ma possiamo valutare alcune modifiche migliorative nella direzione di valorizzare chi ha i cani senza metterli in estrema difficoltà», conclude Dosi.

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