Ospedali minori e spending review. Pollastri: a Piacenza a rischio 143 posti letto

Risposta dell'assessore regionale alla Sanità Lusenti al consigliere piacentino del Pdl: la Regione si confronterà singolarmente con ogni Conferenza Sociosanitaria Provinciale con al quale condividerà la politica di riduzione

L'ospedale di Bobbio

«Quale futuro per i piccoli ospedali piacentini di Bobbio e della Valtidone?»: l’ha chiesto in Regione Andrea Pollastri (PdL) ottenendo la risposta dell’assessore alla Salute Carlo Lusenti. La “Spending Review” prevede la «Riduzione dei posti letto ospedalieri accreditati» con il rischio evidente che le piccole strutture vengano sottoposte a drastici ridimensionamenti o addirittura alla chiusura.Tra i presidi a rischio vi sarebbero anche quelli piacentini della Valtidone e di Bobbio.

«La possibile chiusura di queste strutture – ha sostenuto Pollastri - andrebbe ad impoverire di servizi un territorio già di per sé disagiato, caratterizzato, specie nella parte montana, da grandi distanze, strade non sempre di veloce percorrenza, popolazione sparsa e di età media avanzata».

Al consigliere la replica dell’assessore: «Negli ultimi tre anni - ha affermato Lusenti - la sanità italiana ha subito una contrazione 20 miliardi, conseguenza dei tagli portati dalle diverse Finanziarie, dall’aumento di Iva, dagli ammortamenti e, in generale, da altre forme di definanziamento della spesa corrente. La Spending Review comporterà una riduzione di ulteriori 4 miliardi di euro, in parte ottenuti anche con la riduzione dei posti letto accreditati che, come previsto, dovranno raggiungere i 3,7 ogni 1000 abitanti. Il valore medio dell’Emilia-Romagna è, oggi, di 4,6 posti ogni mille abitanti, anche se la realtà varia a seconda dell’Asl: alcune, infatti hanno valori già simili o addirittura inferiori a quelli previsti dalla nuova legge».

«Tra le ipotesi – ha proseguito – vi era anche quella di chiudere gli ospedali con meno di 120 posti letto anche se facenti parte di presidi complessi: quest’ipotesi, però, è stata accantonata. Se si fosse realizzata, nella nostra Regione sarebbero stati condannati alla chiusura 25 ospedali. La scelta che in sede romana è prevalsa – ha detto ancora l'assessore – è stata quella di ridurre le strutture complesse, ossia primariati e direzioni amministrative, ma anche dei posti letto in modo orizzontale, non penalizzando i singoli ospedali. La riduzione dei posti letto dovrà essere decisa entro il 30 novembre, mentre i requisiti quantitativi relativi alla nuova situazione dovranno essere definiti entro il 28 febbraio 2013: il Governo ha dato come priorità il risparmio rispetto alla qualità».

«La nostra Regione – ha cocnluso – proseguirà nella propria azione di favorire la deospedalizzazione, ridurre i costi ed accorpare le strutture amministrative che non hanno influenza diretta sui cittadini. In sede locale e nazionale il Presidente Errani è impegnato per promuovere questo modello rispetto a quello dei tagli sui servizi richiesto dal Governo. Poiché la realtà dei posti letto varia da Asl ad Asl la Regione si confronterà singolarmente con ogni Conferenza Sociosanitaria Provinciale, con al quale condividerà la politica di riduzione dei posti letto in vista della scadenza del 30 novembre».

«La risposta dell’assessore – ha replicato Pollastri – mi soddisfa parzialmente: egli non ha detto niente rispetto alla mia domanda, ossia al futuro degli ospedali della Valtidone e di Bobbio, ma almeno ha fatto ben sperare affermando che le decisioni on saranno calate dall’alto ma condivise col territorio. Certamente la preoccupazione per Piacenza rimane. Ad oggi, infatti, la nostra ASL ha 4,1 posti letto ogni 1000 abitanti, tra pubblici e privati convenzionati: se si dovesse rispettare l’indicazione della Spending Review si dovrà passare dagli attuali 1215 posti a 1073, con una perdita netta di 143 posti. Una cifra importante se si pensa che corrisponde quasi alla somma egli ospedali di Bobbio e della Valtidone. La decisone di dove effettuare questi tagli non sarà né facile né indolore».

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