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La polemica

«Pagare di più per avere di meno: dalla Giunta Tarasconi per il turismo piacentino solo più tasse»

Intervento dei consiglieri Patrizia Barbieri, Federica Sgorbati, Barbara Mazza, Massimo Trespidi e Jonathan Papamarenghi

«Pagare di più per avere di meno: è questa la formula che l’amministrazione Tarasconi mette in campo per rendere appetibile la città per visitatori e turisti». Così i consiglieri del della Civica di centrodestra Patrizia Barbieri, Federica Sgorbati, Barbara Mazza, Massimo Trespidi e Jonathan Papamarenghi intervengono con una nota.

«Piacenza vedeva un turismo in crescita esponenziale - scrivono i consiglieri di minoranza - come rilevato dagli stessi operatori di settore, grazie ad iniziative di livello, tra le quali la mostra internazionale dedicata a Gustav Klimt o Estate Farnese, capaci di far competere Piacenza con grandi città e realtà consolidantesi in parecchi anni. Eppure dopo ben 8 mesi di governo della città l’unica cosa che questa Amministrazione ha fatto e fa per il turismo è alzare l’imposta di soggiorno. Un aumento particolarmente gravoso perché vede addirittura un raddoppio per quasi tutte le tipologie di strutture ricettive. Il paragone che l’amministrazione ha voluto fare con città vicine dimostra, inoltre, come non conosca né il settore né la realtà piacentina siccome i servizi offerti dalle realtà considerate sono ben diversi da quelli di Piacenza e perché, come confermato da diversi studi sul costo della vita, Piacenza è tra quelle con il costo dei pernottamenti più bassi d’Italia: del tutto assurdo è paragonare l’importo della tassa richiesta a Piacenza con quello richiesto altrove. La scusante raccontata dalla Giunta è delle più banali: “più fondi per fare di più”, salvo poi smentirsi immediatamente siccome contestuale è l’annuncio della drastica riduzione di un’iniziativa apprezzata come Estate Farnese, che alla prima edizione, quella 2021, e nonostante l’obbligo di numeri contingentati causa Covid, aveva raggiunto lo straordinario risultato di oltre 20mila spettatori con 102 iniziative tra giugno e settembre».

«Un’amministrazione - prosegue la nota - deve anzitutto ridurre le spese, ottimizzare le risorse e ben gestire le disponibilità economiche a disposizione anziché chiedere tanti altri soldi ai piacentini e ai turisti; se poi si vuole veder aumentare gli introiti dell’imposta di soggiorno basta semplicemente far aumentare il numero di turisti che visitano la nostra città: noi lo abbiamo fatto portando, come confermano i dati diffusi da Provincia e Regione, a un’esponenziale crescita non solo dei visitatori ma soprattuto dei pernottamenti. Questi ultimi, oltre ad aver raggiunto un record storico per Piacenza avevano anche posto la nostra città prima in regione e tra le primissime in Italia per crescita percentuale di pernottamenti: così si fanno lievitati gli incassi dell’imposta senza bisogno di aumenti».

«Evidentemente ora, in mancanza totale di idee, visioni e progetti, si preferisce pescare dalle tasche dei contribuenti per mettere in campo iniziative dallo scarso riscontro.Va poi registrato che il Tavolo Tecnico, previsto da Regolamento comunale alla presenza degli assessori competenti, ha espresso da parte di tutte le associazioni di categoria del settore un parere fortemente contrario all’aumento dell’imposta ma ancora una volta l’amministrazione Tarasconi ha dimostrato di disinteressarsi totalmente del parere dei rappresentanti dei settori economici, oltre a quello dei cittadini. A tale Tavolo è altresì stato chiesto di privilegiare agli inopportuni aumenti un controllo efficace sull’evasione di strutture extra alberghiere che in certi casi non versano quanto dovuto».

«“Pagare tutti per pagare meno” e il ritornello delle sinistre, ma in questo caso a pagare sono solo i clienti delle strutture regolari contando sul fatto che nessuno controlla: in tal modo è il Comune che, in termini di costi, rende meno competitivi gli operatori corretti obbligandoli a far pagare ai clienti tasse, da aprile addirittura maggiorate, che in altre strutture meno virtuose non si pagano. Di fronte ad una tale inerzia del comune non intendiamo limitarci a denunciare pubblicamente l’inaccettabile situazione: oltre a dar battaglia in tutti i modi contro gli aumenti in fase di approvazione del bilancio, annunciamo che approfondiremo noi direttamente, come richiesto dalle Associazioni di categoria, anche la questione del recupero del sommerso a partire dalla verifica dettagliata degli incassi dell’imposta di soggiorno da parte del Comune i cui dati abbiamo formalmente richiesto nella giornata di ieri. Non ci limiteremo a questo, bensì suggeriremo e solleciteremo l’Amministrazione, che pare non dedicare nessuna attenzione al settore dell’accoglienza turistica, specifiche iniziative volte a limitare l'abusivismo e il "nero" negli affitti brevi con l’utilizzo di piattaforme come Airbnb: la concorrenza sleale generata verso albergatori, gestori di bed and breakfast e coloro che affittano le case alla luce del sole sta generando un forte squilibrio in questo mercato e il Comune prima che aumentare imposte vessando gli operatori onesti dovrebbe muoversi in modo serio su questi fronti».

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