Pair 2020 e blocco diesel, il centrodestra piacentino: «Misure eccessivamente vessatorie»

La maggioranza consiliare (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Liberali) contesta il Piano aria integrato regionale e il blocco dei diesel euro 4

La maggioranza in Consiglio comunale

I capigruppo di maggioranza del Consiglio comunale di Piacenza Giancarlo Migli (Fratelli d’Italia), Stefano Cavalli (Lega), Antonio Levoni (Liberali) e Sergio Pecorara (Forza Italia), si uniscono alle voci di dissenso levatesi dai consiglieri regionali di opposizione in merito al Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) approvato dalla Regione Emilia Romagna. «Tale piano – sottolineano i capigruppo - anziché recepire le misure previste dal “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano” sottoscritto dalla stessa Regione Emilia Romagna e dalle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto ha inasprito tali misure, estendendo ad esempio il divieto di circolazione anche ai mezzi Euro 4 diesel. Il Comune di Piacenza, con ordinanza del Sindaco n. 442 del 27/9/2018 ha dovuto recepire, pena l’applicazione di sanzioni, il Piano regionale. In particolare – rimarcano Migli, Cavalli, Pecorara e Levoni - l’estensione del divieto di circolazione alle autovetture Euro 4 diesel, mezzi certamente non vecchissimi e comunque muniti di filtro anti-particolato, colpisce un gran numero di famiglie piacentine che si trovano ora impossibilitate all’utilizzo della propria autovettura per le quotidiane esigenze. Si pensi semplicemente agli spostamenti per andare al lavoro o per portare i figli a scuola e non tutte si trovano certo nelle condizioni di avere le disponibilità economiche per poter sostituire immediatamente la propria auto». Duro è l’affondo dei capigruppo sulle scelte della Regione Emilia-Romagna: «Alquanto singolare risulta, inoltre, l’esclusione dalle limitazioni imposte del PAIR regionale dei mezzi delle aziende del trasporto pubblico, che a differenza dei privati possono continuare a far circolare autobus vetusti ed inquinanti. L’applicazione di limitazioni più aspre ai mezzi circolanti in Emilia Romagna – concludono Migli, Cavalli, Pecorara e Levoni - impone di fatto sacrifici ad una considerevole fascia di popolazione, obbligata di fatto a sostituire la propria autovettura, bene farebbe la Regione Emilia Romagna a rivedere i termini del PAIR allineandoli all’accordo interregionale sottoscritto con Lombardia, Veneto e Piemonte».

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