Parla il Pd: la vittoria del centrodestra? Mica è una novità, a Piacenza

Tanto stupore per nulla. La vittoria del centrodestra alle scorse provinciali, era un dato già annunciato. Parla il segretario del Pd Piacenza, Paolo Botti: “Che la partita si potesse perdere, era nelle previsioni; però, visto che avevamo la consapevolezza di questo rischio, c'era da correre ai ripari”

Piacenza, per il momento, è l'unica provincia emiliana in cui ha vinto il centrodestra fra quelle impegnate nelle consultazioni. Parma, Ferrara e Rimini andranno al ballottaggio il 21 e 22 giugno, ma almeno dai risultati del primo turno, il centrodestra non sembra in vantaggio.

Così, a conti fatti, resta solo a Piacenza quella che è passata alle cronache come una “inversione di tendenza”. Ma è davvero così stupefacente? Niente affatto, almeno per il segretario del Pd, Paolo Botti. Lo abbiamo intervistato, un perfetto esempio di come la storia, la scrivano anche i vinti.

Come interpreta la vittoria di Trespidi? Può essere semplicemente l'influsso della vicina Lombardia, o piuttosto, una insoddisfazione generata dalla Giunta Boiardi?

"Da un punto di vista elettorale, Piacenza è più vicina da sempre ai dati lombardi che a quelli emiliani. E’ storicamente una provincia moderata, dal dopoguerra in poi, oserei dire. Le prime giunte di sinistra, da noi, si hanno solo alla fine degli anni Settanta. Che ci sia un orientamento più allineato alle province come Cremona, Lodi, Pavia è evidente. Con queste province lombarde, c'è anche una similitudine nel tessuto sociale ed economico, che non si riscontrano fra Piacenza e Bologna, ad esempio. Quindi, l'ultimo dato elettorale non stupisce. Certo, la novità dall'anno scorso a questa parte, è l'espansione della Lega Nord in Emilia Romagna, ma anche questo, per Piacenza, è relativo".

Ci lasci capire meglio...

"Siamo l'unica provincia emiliana che ha, ormai da 15 anni, un parlamentare leghista (Massimo Polledri, ndr); sempre da 15 anni, anche un Consigliere regionale della Lega (Maurizio Parma, ndr). Abbiamo le sezioni sul territorio... in questo siamo molto più simili a Veneto e Lombardia: la Lega da noi è radicata: non solo in termini di voti, anche in termini organizzativi".
  Che ci sia un'ondata di destra, è innegabile. Ciò che contesto, invece, è l'effetto sorpresa  

Boiardi, lunedì sera commentando la vittoria del centrodestra, ha detto: "L'ondata di destra che ha investito l'Europa, ha costretto il centrosinistra a giocare una campagna elettorale sulla difensiva". È d'accordo con questa affermazione?

"Che ci sia un'ondata di destra, è innegabile. Ciò che contesto, invece, è l'effetto sorpresa. Questo 'vento di destra' come viene chiamato, non è che ci abbia colti impreparati. Già l'anno scorso avevamo avuto avvisaglie ben precise: con l'elezione dell'attuale presidente del Consiglio, con l'avanzamento della Lega Nord, con la sinistra radicale confinata a minoranza extraparlamentare".

E qui, il segretario Botti inizia la sua critica: "Che è anzitutto un'autocritica, perchè io mi assumo le mie responsabilità" ha sottolineato. Ma è anche (e soprattutto) una critica al sistema di coalizioni messo in piedi da Boiardi, in campagna elettorale. È quello che, nei mesi scorsi, la stampa ha bollato come braccio di ferro fra il Partito Democratico e Boiardi.

L'ex presidente della Provincia, agli occhi di Botti, è colpevole di aver
"piegato la sua campagna elettorale verso ciò che erano le proprie convinzioni, praticamente allargando la coalizione alla sinistra radicale e quindi allontanandosi da un sistema centrista, in netto contrasto con i gusti elettorali del Paese".

"Che la partita si potesse perdere, era nelle previsioni" chiarisce Botti "però visto che avevamo la consapevolezza di questo rischio, c'era un po' più da correre ai ripari. C'era da organizzare anche da un punto di vista delle alleanze, delle contromisure. Noi ci siamo presentati come cinque anni fa, con un quadro politico generale che, invece, è profondamente mutato".
  Abbiamo perso al primo turno brutalmente, quando potevamo mirare al ballottaggio, come ha fatto Milano  

"Abbiamo perso al primo turno brutalmente, quando potevamo mirare al ballottaggio, come ha fatto Milano. Il fatto di voler massimizzare il risultato al primo turno, non rientrava in realtà nei nostri obiettivi".

E qual era il vostro obiettivo?

"Scollinare il primo turno. Rompere il fronte avverso per farlo andare sotto il 50% e andare al ballottaggio".

Detta in questi termini, sembra proprio una strategia militare. Ma, ormai, è tardi per trattare. Come dice il segretario Botti, "con il gioco delle alleanze, con i candidati e con i programmi", il centrosinistra è riuscito spesso a ribaltare il risultato elettorale di una provincia che pende a destra da sempre.



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