Pd: «Servono tutele per i lavoratori dello spettacolo»

La risoluzione, a firma di 15 consiglieri, chiede ammortizzatori sociali per i lavoratori intermittenti fermi da fine febbraio

Garantire ammortizzatori sociali anche ai lavori intermittenti dello spettacolo, al momento esclusi da cassa integrazione in deroga, indennità di disoccupazione e di malattia. Lo chiede una risoluzione del Partito democratico, a prima firma Marcella Zappaterra, che sollecita l'impegno della Regione a sostegno di chi lavora nel mondo dello spettacolo ed è in difficoltà da fine febbraio, quando, a causa della pandemia, sono stati chiusi tutti i teatri e annullati tutti i tour e gli eventi.

«Si tratta di circa 200 mila lavoratori tra musicisti, attori, ballerini, tecnici, fonici, fotografi, registi, insegnanti, addetti stampa- spiegano i dem- formalmente dipendenti ma che lavorano e vengono pagati solo nei giorni in cui viene attivata la chiamata. Questi lavoratori hanno sempre versato i contributi per il Fondo di integrazione salariale, ma si trovano oggi esclusi dalla maggior parte delle misure di sostegno previste dal Cura Italia».

Per questo la risoluzione Pd chiede alla Giunta di attivarsi per riconoscere ai lavoratori intermittenti dello spettacolo trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga riparametrati al reddito prodotto nell'annualità precedente (compresi i lavoratori con contratto di scrittura e i soci lavoratori di società cooperative occupati alla data del 17 marzo e ora impossibilitati a causa dell'epidema a prestare la propria attività lavorativa). I dem chiedono che possa essere riconosciuta loro anche l'indennità di 600euro o l'indennità di disoccupazione (senza procedere al licenziamento nei periodi di non lavoro) o che sia possibile cessare i rapporti di lavoro per i quali non sono previsti ammortizzatori sociali per consentire l’accesso alla Naspi o al reddito di cittadinanza. Inoltre, chiedono che i lavoratori dello spettacolo, in caso di quarantena per coronavirus, possano accedere a indennità di malattia fin dal primo giorno e senza il requisito dei 100 giorni, come tutti gli altri lavoratori dipendenti in Italia.

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«Occorre riconoscere la strutturale intermittenza e la peculiarità dei contratti di lavoro dei lavoratori dello spettacolo- concludono i consiglieri del Partito democratico- e contestualmente la necessità di una continuità di reddito per chi lavora in tale settore strategico per l’economia del Paese». La risoluzione è sottoscritta da: Marcella Zappaterra, Katia Tarasconi, Marco Fabbri, Andrea Costa, Stefano Caliandro, Nadia Rossi, Gianni Bessi, Palma Costi, Massimo Bulbi, Luca Sabattini, Manuela Rontini, Francesca Marchetti, Marilena Pillati, Antonio Mumolo e Lia Montalti.

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