Pd: «Sospendere il pagamento delle rette di asili e scuole»

La richiesta dei consiglieri del Pd di Piacenza: «Serve un provvedimento ad hoc per sollevare mamme e papà dal costo integrale delle rette scolastiche e degli asili»

Il Partito Democratico di Piacenza, attraverso i suoi consiglieri comunali Stefano Cugini, Christian Fiazza, Giorgia Buscarini e Giulia Piroli, intende formulare due proposte all’Amministrazione comunale, «nella convinzione che una comunità politica non possa esimersi, anche in questa situazione di forzato e doveroso isolamento, dalla lettura dei bisogni del proprio territorio e dall’interpretazione di possibili soluzioni».

«In questo momento difficile e unico – spiegano i quattro rappresentanti del Pd - ribadiamo la necessità di ogni cittadino di non farsi prendere dal panico, concentrandosi sul senso di responsabilità e sul rispetto rigoroso di tutte le disposizioni precauzionali, tese non solo al contenimento del coronavirus, ma a evitare il collasso delle strutture sanitarie, dando loro il tempo per curarci e trovare soluzioni definitive. La politica piacentina, sperimentando prima di altri l’urgenza della crisi, ha dato prova di quel senso delle istituzioni che spesso sta mancando a livello nazionale. L’appello unitario lanciato da tutto il Consiglio comunale a sostegno del sistema sanitario e in appoggio all’azione del Sindaco è forse un unicum in Italia. Allo stesso tempo intendiamo continuare - anche a distanza - l’attività politica, dimostrando in concreto vicinanza a chi è in difficoltà, non solo sanitaria ma anche organizzativa ed economica».

«Chiediamo quindi alla giunta, come già anticipato dai sindacati, di studiare un provvedimento ad hoc per sollevare mamme e papà dal costo integrale delle rette scolastiche e degli asili, scontando i giorni di chiusura dei servizi educativi, almeno per quanto riguarda la quota di compartecipazione. Si tratta di una proposta mirata al sostegno delle famiglie piacentine con bambini a casa per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, in considerazione del fatto che non è giusto dover corrispondere la medesima retta a fronte di un servizio non goduto. Al contempo, chiediamo che le somme, già a bilancio, stanziate per pagare i fornitori dei servizi educativi e assistenziali e non liquidate a causa della mancata erogazione degli stessi (dovuta alla chiusura forzata), siano convogliate in un capitolo a parte, da prevedere con apposita variazione, al fine di costituire un fondo di solidarietà e sostegno a un settore in grave crisi, che porti a una parziale ridistribuzione sul territorio delle risorse economiche».

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