«Per gli incidenti provocati dai cinghiali il Governo ha attivato un tavolo tecnico»

Il deputato Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), in una interrogazione rivolta al Governo, aveva denunciato la «incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con particolare riferimento ai cinghiali, causa di una lunga serie di incidenti anche molto gravi»

L'onorevole Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), in una interrogazione rivolta al Governo, aveva denunciato la «incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con particolare riferimento ai cinghiali, causa di una lunga serie di incidenti anche molto gravi». Il parlamentare piacentino, da anni vigile sul delicato tema, aveva preso le mosse dai tragici fatti verificatisi sulla A1 il 3 gennaio 2019 con ben due diversi incidenti, di cui uno purtroppo con conseguenze mortali, provocati dall'attraversamento dell'autostrada da parte di alcuni cinghiali. Nella interrogazione il parlamentare di Fratelli d'Italia invocava: «un piano di abbattimento straordinario degli animali selvatici senza intralci amministrativi di sorta».

Nei giorni scorsi il sottosegretario alle infrastrutture Michele Dell'Orco ha risposto ai quesiti posti da Foti, innanzitutto condividendone le preoccupazioni. Il rappresentante del Governo ha quindi evidenziato che «sono già stati attivati piani di manutenzione straordinaria, in accordo con i concessionari autostradali, procedendo anche alla sostituzione dei vecchi impianti anti-intrusione costituiti da una rete metallica di altezza 1,2 metri, con una rete anti faunistica dotata di un prolungamento a terra, costituito da rete elettrosaldata annegata per almeno 30 cm nel terreno». Dell’Orco ha inoltre paventato la possibilità di un intervento di carattere normativo volto a modificare la vigente legge sulla caccia sostenendo che «è necessario agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine, ma soprattutto che consentano di stabilizzare la situazione nel lungo periodo». Il sottosegretario alle Infrastrutture ha inoltre sottolineato che a tal fine è stato istituito verso la fine dello scorso anno un tavolo tecnico per far fronte all’emergenza. Foti si è dichiarato solo parzialmente soddisfatto della risposta in quanto «occorre verificare se in occasione dei luttuosi fatti verificatisi a gennaio la rete di protezione fosse stata correttamente collocata». Il parlamentare di Fratelli d'Italia ha però condiviso la necessità di una modifica significativa della legge che regolamenta l’attività venatoria. «Gli attuali piani per l’abbattimento dei cinghiali – per Foti – hanno una portata limitata e non sufficiente a fare fronte all’emergenza legata alla eccessiva proliferazione degli ungulati. Si giunga dunque in tempi rapidi ad una soluzione efficacie altrimenti il prossimo inverno ci ritroveremo nella medesima situazione».

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