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«La donna sola al comando non è democrazia»

«Per la maggioranza il Consiglio comunale è un un intralcio, stravolte le regole democratiche»

Alternativa per Piacenza all'attacco: «Dal 10 marzo il concetto "non disturbate il manovratore" ci sembra drammaticamente il segno distintivo di questa Amministrazione»

«Il 10 marzo in consiglio comunale, durante la prosecuzione della discussione sul bilancio, era il momento della presentazione degli ordini del giorno. Si tratta di proposte e orientamenti che coloro che sono stati votati dai cittadini hanno il diritto (se non il dovere) di presentare all'amministrazione. Altra cosa sono gli emendamenti, che, attraverso una necessaria lettura dei documenti, vengono fatti per migliorare, secondo le proprie visioni, la proposta di delibera». Lo scrivono in una nota i consigliere comunali di Alternativa di Piacenza, Stefano Cugini e Luigi Rabuffi.

«Purtroppo, ancora una volta, nelle parole e ancor più nei fatti, si è avuta la prova che questa maggioranza vede la discussione e il consiglio comunale come perdita di tempo fastidiosa. Un intralcio. Certamente,  - dicono - per chi crede nella democrazia e negli strumenti con cui esercitarla (il consiglio comunale, con i suoi lavori, è certamente il principale), quella di ieri è stata una delle più brutte pagine della nostra comunità».

«Con “la donna sola al comando” che, insieme ai consiglieri di maggioranza, si permette di stravolgere le regole democratiche giustificando silenzi e contraddizioni manifeste con la protervia e permalosità di un potere che non vuole essere contestato. Comportamenti molto pericolosi  - proseguono - che ci ricordano situazioni passate che non solo non ci piacciono, ma che combattere è uno dei doveri politici che ci competono».

«Da ieri,  - concludono - il concetto "non disturbate il manovratore" o quello più elementare espresso magnificamente dal marchese del grillo, con quel “io sò io e voi non siete un c….” ci sembrano drammaticamente il segno distintivo di questa Amministrazione». 

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