«Per promuovere Piacenza serve un marchio che la racconti e operatori formati»

«Nel campo del turismo, Piacenza, deve togliersi di dosso l’etichetta di cenerentola della regione e per farlo deve prima di tutto imparare “a vendersi” come comparto unito, come unicum, come destinazione turistica completa», Giampietro Comolli tra relatori del secondo incontro dedicato al turismo giovedì 19 maggio

«Nel campo del turismo, Piacenza, deve togliersi di dosso l’etichetta di cenerentola della regione e per farlo deve prima di tutto imparare “a vendersi” come comparto unito, come unicum, come destinazione turistica completa». Giampietro Comolli, manager distretti tematici produttivi made in Italy “strategia di una area interna vocazionale” anticipa così i temi che affronterà al secondo incontro dedicato al turismo organizzato da Elisabetta Rapetti e dell’Associazione Piacenza Cultura Sport. La serata sarà dedicata a illustrare le azioni concrete per trasformare il turismo in business con un focus particolare sui finanziamenti pubblici (chi può chiederli e come ottenerli) e sulle novità della legge regionale per la promozione e il sostegno delle Pro Loco.  «Nel primo incontro – sottolinea Comolli - è emersa la necessità di un ente unico che sappia coordinare la promozione e l’organizzazione turistica locale. Una sorta di Piacenza Turismi 2 che sia in grado di coordinare le varie realtà attive sul territorio per fare squadra, ma in un modo diverso. Non dimentichiamo, infatti, che turismo vuol dire anche Area Vasta o Unione Comuni come dice la nuova legge regionale». Per il manager distretti tematici produttivi made in Italy, il territorio piacentino deve puntare a «creare elementi come attrazione e sentiment che oggi rappresentano i fattori decisionali principali nella scelta di una destinazione turistica. L’ideale sarebbe avere un unico sito, un solo prodotto, un marchio unico capace di identificare l’intero territorio. Una volta consolidato questo il “marchio” unico, ogni distretto dovrà lavorare per costruire e sviluppare la propria identità e quindi il proprio marchio poiché la Val Luretta è diversa dalla Valle del Po, la Val Trebbia dalla Val Tidone e via dicendo».  Altro aspetto importante che Comolli ritiene fondamentale per portare Piacenza nella rete di mete turistiche di richiamo è «la formazione degli operatori. La prima regola per vendere è saper vendere. Dobbiamo imparare a comunicare fuori Piacenza le bellezze di Piacenza. L’autoreferenzialità non serve al turismo: devono essere i foresti a dire che Piacenza è turisticamente idonea e attrattiva. Il turismo crea occupazione, ma serve professionalità e formazione continua». Il secondo incontro dedicato alle prospettive del turismo a Piacenza si svolgerà giovedì 19 maggio alle 21 al Barino (Corso Vittorio Emanuele II, 2, Piacenza). Oltre a Giampietro Comolli, saranno presenti come relatori Elena Libè, rappresentate del gruppo Pd Oltre le Correnti che illustrerà le novità della legge regionale per la promozione e il sostegno delle Pro Loco, Sami Tawfik, project manager Associazione Europea delle Vie Francigena e Franco Villa, presidente Unpli Unione Nazionale Pro Loco Italiane. Coordinerà l’incontro Elisabetta Rapetti, assessore al commercio e sviluppo economico del Comune di Gossolengo. A interrogare i relatori i giornalisti Antonella Lenti, Libertà; Marcello Pollastri, Piacenza24; Gianfranco Salvatori, Il Piacenza

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