Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

«Perché eravamo a piazza San Giovanni il 25 ottobre»

I candidati alle elezioni regionali del 23/11/2014 per l' Altra Emilia Romagna presenti alla manifestazione CGIL a Roma

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Noi c'eravamo per dare il nostro contributo ad una grande battaglia di democrazia.

C'eravamo perché pensiamo che il governo di Renzi e del Pd debba essere rottamato: il premier e i suoi amici sono ancorati al passato e incapaci di adeguarsi al mondo che cambia; sono proprio loro - innovatori a parole - che guardano ad un modello di rapporti nel lavoro degno degli anni Cinquanta, fondato sull'asservimento del lavoratore e sul potere assoluto del padrone .

C'eravamo per dire che l'art. 18 rappresenta una conquista da cui non si può prescindere sia perchè ha fino ad ora garantito ai lavoratori ingiustamente licenziati la possibilità di essere reintegrati sia perchè ha svolto una funzione deterrente per evitare licenziamenti arbitrari. Per dire che ci appare uno stravagante esercizio di logica quello per cui , visto che molti lavoratori non hanno la tutela prevista dall'art. 18, per sanare l'ingiustizia si toglie la tutela a chi la ha piuttosto che estenderla ai primi. Questo governo, che a parole vorrebbe contrastare la precarietà, ci vuole tutte e tutti precari e ricattabili.

C'eravamo per dire che non ci sfugge il valore anche simbolico dell'abrogazione dell'art. 18 , inteso come proseguimento nelll'opera di scardinamento di un sistema di tutela dei lavoratori, per fare spazio ad un modello basato sulla negazione dei diritti, sullo sfruttamento dei lavoratori, sul precariato senza futuro.

E ci pare un ulteriore dimostrazione di ciò la dichiarazione di Serra alla Leopolda sulla necessità di limitare il diritto di sciopero : il fatto che Renzi abbia preso le distanze non cambia l'essenza della cosa. Se qualcuno in quel contesto e in quel momento si è sentito autorizzato a dire una simile bestialità significa che è davvero in atto un tentativo di cambiamento radicale nel modo di intendere il lavoro, inspirato ad una logica di restaurazione che niente ha a che vedere con la modernità.

Eravamo contro questa impostazione quando la portava avanti Berlusconi; siamo contrari oggi che la porta avanti Renzi.

Stefania De Micheli, Basilio Riga

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