Perrucci (Pd): «Nessun progetto sulla cultura». Dosi: «Arriveranno più soldi per il Teatro Municipale»

Il consigliere "bersaniano" del Pd critica l'assessorato di Tiziana Albasi e la mancata visione in campo culturale dell'Amministrazione Dosi (e su un altro tema perde le staffe con la collega Pd Miriam Bisagni) Dosi: «Offerta e attività culturale piacentina più che degna e meritevole»

Il consigliere Marco Colosimo (Piacenza Viva) ha chiesto – durante il consiglio comunale chiamato a votare il bilancio - di dare vita a un “fondo mostre” che possa valorizzare il patrimonio della biblioteca Passerini Landi. «Desiderio condivisibile quello di Colosimo – ha ripreso l’idea Stefano Perrucci (Pd) - ma ci deve essere una visione. Deludente e privo di appigli è per la verità il piano di strategia culturale del bilancio. La giunta dimostra di non avere una visione completa e coerente dei problemi: tutto rimane nella relazione al livello di “scuola media”. Vi è una grave genericità sulle strategie da seguire e ci si sofferma su dati assolutamente secondari. Vi è un’assenza di prospettiva progettuale, ci sono sole brevi formule di rito.  Non c’è traccia di un progetto, non c’è un marchio del Comune, è come se il Comune non esistesse: è umiliante. C’è solo autoreferenzialità nel sistema dei teatri. Le persone scelte per la “Fondazione Teatri” sono state nominate per competenze? È una decisione importante. Non appellatevi alla mancanza di denaro per rispondere a queste critiche. Manca progettualità qua per andare a reperire fondi. Senza idee in campo culturale non si va da nessuna parte: c’è mancanza di passione». Un intervento durissimo nei confronti dell'assessorato alla cultura, guidato da Tiziana Albasi. Ha preso subito le distanze dall’intervento del collega e compagno di partito Laura Rapacioli, “bacchettando” le parole di Perrucci sugli impegni presi dall’Amministrazione. «Ho passione per i temi trattati – è di nuovo intervenuto il “bersaniano” - il mio intervento voleva essere propositivo. Mantengo il mio giudizio».

«Non è vero che la cultura ha ricevuto zero risorse – la replica dell’assessore Luigi Gazzola -, mettiamo 1 milione di investimenti e 5 milioni di spese sul settore, oltre a 220mila per il turismo. Fondi per valorizzare le ricchezze culturali sono già state sperimentati anche a Piacenza: lo scorso anno lanciammo un’iniziativa al riguardo che raccolse 10 euro che abbiamo dovuto, comunque, rendicontare. Passione e volontà non mancano, ci sono mille iniziative che vengono portate avanti con difficoltà. C’è un problema di risorse, siamo comunque a favore della proposta di Colosimo».

«In due settimane – il sindaco Paolo Dosi - ha aggiornato sulla situazione - abbiamo ricevuto due donazioni importanti a livello culturale. Negli ultimi tempi inoltre abbiamo avuto contatto con il Ministero della Cultura sui teatri: abbiamo sottolineato più volte che, pur impegnando meno risorse, è aumentata la qualità dell’offerta teatrale. Le stagioni teatrali al Municipale ci costano 3 milioni e 300mila euro: solo la stagione dell’”Ottobre Verdiano” a Parma costa 6 milioni e mezzo di euro. Dò la notizia che il Municipale riceverà una quota superiore di risorse dal Ministero quest’anno, superiore ai soliti 500mila euro. Grazie al “decreto Franceschini”, che riconosce la virtuosità del nostro teatro, il gettito a nostro favore sarà più generoso. Ci perderanno, purtroppo, un po’ gli altri teatri». I soldi arriveranno direttamente dal Fus (il fondo unico per lo spettacolo).

Come più volte emerso, il “sistema” gode di ben pochi aiuti dai privati piacentini. «È venuta sempre meno – ha continuato il primo cittadino - la partecipazione di privati ad eventi culturali: purtroppo non ci sono grandi risorse per sostenere la cultura. Sappiamo che potremmo fare di più, ma alle condizioni date c’è un’attività culturale – anche grazie alle associazioni – più che degna e meritevole. La Fondazione di Piacenza e Vigevano inoltre sta ragionando con noi per migliorare la situazione». L’ordine del giorno proposto Colosimo è passato col voto di tutti il consiglio: unici astenuti i consiglieri Borotti e Bricchi (Pd) e Zucconi (Misto).

Le critiche all’Amministrazione in campo culturale non sono state l’unico episodio che hanno visto protagonista l’esponente della sinistra Pd. Perrucci ha infatti presentato un ordine del giorno – insieme a Colla dei Moderati – per chiedere di esercitare tutte le azioni amministrative e politiche per mantenere e ampliare sul territorio la “delicata attività del telefono rosa”. Perrucci si è rifatto ad alcuni contributi regionali esistenti per migliorare il servizio. Il dibattito ha visto però Miriam Bisagni (Pd) dichiararsi contraria all’ordine del giorno: secondo la democratica gli aiuti andrebbero in direzione di un’unica associazione che opera in questo campo in modo esclusivo. Perrucci ha accusato la collega di partito di essere «ignorante» sul tema: tra i due si è acceso uno scontro dialettico molto duro. L’ordine del giorno è stato poi bocciato dall’aula.

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