Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica Podenzano / Via Monte Grappa

«Piacentini vi aspettiamo in Lombardia. Insieme faremo il mazzo a Roma»

Incontro della lega a Podenzano. Salvini: «Venite in Lombardia, vi aspettiamo». Parma: «Creare la Provincia del Po con Lodi e Cremona, aree vicine e omogenee». Pisani: «Migliorerebbero sanità e attenzione alle imprese»

La parola d’ordine è “salvare la Provincia”. Se non ci si riuscisse, allora meglio indire un referendum e meglio ancora essere accorpati alla Lombardia. La Lega non ha dubbi e che la strada sia tra le più gettonate, lo prova anche il Comune di Castelvetro, tra i primi a schierarsi dalla parte del referendum per unirsi a Cremona. Braccia aperte ai piacentini da parte dell’eurodeputato Matteo Salvini: «Ogni anno, Lombardia ed Emilia Romagna pagano a Roma 50 miliardi di euro. E ognuno di noi versa 3mila euro per lo sviluppo del Sud. No, grazie. In quarant’anni sono stati spesi centinaia di miliardi di lire per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria e non è ancora terminata. Per non parlare dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e delle decine di migliaia di forestali in Sicilia o dei migliaia di falsi invalidi in Campania. Il Nord dice basta e oggi deve diventare più duro e più cattivo. Oggi un Comune, soprattutto al Nord, se si è comportato bene con i conti viene penalizzato. In Lombardia un comune di 15mila abitanti ha 50 dipendenti comunali, in Calabria 200. Abbiamo provato tutte le strade, ora non ci resta che tenerci le nostre tasse. Che vengano a prendersele da Roma. Starà a voi darglieli o meno. Ci accusano di razzismo, ma chiedere che i soldi pagati con le tasse dai piacentini restino ai piacentini è un peccato?».

Sul possibile referendum, Salvini ha concluso: «Da noi c’è voglia di lavorare e di fare impresa. I piacentini hanno voglia di lavorare e lo hanno dimostrato. In Lombardia c’è spazio per gente così. Venite, così poi tutti insieme andiamo a Roma e gli facciamo un... così». Ieri sera, 15 luglio, alla festa della Lega a Podenzano, si è parlato anche di questo al tavolo sulla revisione della spesa, a cui hanno partecipato numerosi sindaci del nostro territorio. Una delle idee nuove l’ha lanciata Maurizio Parma, vice presidente della Provincia: «Una macro provincia del Po che comprenda Piacenza, Cremona e Lodi. Tutto questo nel caso il taglio sia inevitabile e si arrivi a un referendum».

Parma ricorda che i risparmi sarebbero poca cosa, chiudendo l’Ente di via Garibaldi. Eliminando l’organo amministrativo, e cioè presidenza, Giunta e Consiglio, si risparmierebbero 550 milioni di euro «ma se i dipendenti venissero poi assunti dalla Regione ecco che il risparmio verrebbe vanificato. Ritengo quindi giusto dare la parola ai cittadini con un referendum: volete voi cambiare Regione e andare in Lombardia o preferite restare aggregati a Parma? In un eventuale “piano B”, avrebbe, secondo me, invece senso una sorta di “Provincia del Po” con Lodi e Cremona, aree vicine e omogenee».

Sulla scelta della Lombardia non ha dubbi il segretario provinciale del Carroccio, Pietro Pisani: «Nell’eventuale referendum sceglierei la Lombardia. Le ragioni sono molteplici: l’efficienza amministrativa, la sanità, l’economia con la grande attenzione alle imprese, l’agricoltura». Anche Cavalli è lapidario: «Restiamo piacentini, ma è la nostra vocazione storica che ci porta in Lombardia». Contrario, invece, allo spostamento oltre il Po è Mauro Manfredini, capogruppo della Lega in Consiglio regionale. A Dare «in qualche modo ragione ai piacentini» è il parmigiano Fabio Rainieri, deputato e segretario della Lega Nord Emilia, «perché per voi è più comodo andare a Milano. D’altra parte è una Regione gestita da anni dal centrodestra e ha delle eccellenze rappresentate dai servizi e dall’economia. Con Parma, invece, si resterebbe in una Regione rossa. E se uno deve scegliere il meglio, opta per la Lombardia».

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