Decreto sicurezza, clandestinità e anticlericalismo

E' diventato legge lo scorso 2 luglio il decreto sicurezza voluto dal Governo con l'appoggio della Lega Nord. E subito divampa la polemica. Pallavicini (Rifondazione): “i veri clandestini sono i rappresentanti dello Stato Vaticano”. Polledri (Lega): “Anche ai vescovi va riconosciuta la libertà di criticare”. E Boiardi smorza i toni: il collegamento fra clandestinità e sicurezza è fuorviante

Aggiornamento del 10 luglio 2009, ore 10.45

La Lega Nord, sezione di Piacenza, dichiara che non tornerà sui fatti di lunedì in consiglio comunale e sulle frasi irriguardose nei confronti del vescovo pronunciate dal capogruppo del Prc, Carlo Pallavicini. Il Carroccio non intende più commentare - attraverso note ufficiali del suo ufficio stampa - né quanto detto nel corso della seduta consiliare, né le prese di posizione politiche e personali che ne sono seguite. Il tutto in atteggiamento di rispetto nei confronti della curia e per evitare inutili strumentalizzazioni e polemiche pretestuose.



E' legge da meno di una settimana il decreto sicurezza voluto dal Governo che introduce nel nostro Paese il reato di clandestinità e anche a Piacenza è querelle.  A scatenare le prese di posizione dagli opposti schieramenti nostrani, sarebbero state le perplessità espresse sabato dal vescovo piacentino monsignor Gianni Ambrosio. Il rappresentante della Chiesa si era raccomandato alle forze governative, per considerare alla luce della nuova legge "il problema profondo e complesso dell'integrazione".

POLLEDRI (LEGA): SICUREZZA E INTEGRAZIONE VANNO A BRACCETTO

polledri-nuova-100x120Prontamente è intervenuto il parlamentare leghista Massimo Polledri:  "Nel ddl appena convertito in legge, sicurezza e integrazione viaggiano a braccetto". "E' infatti a tutela degli immigrati regolari – ha dichiarato il deputato in una nota diffusa ieri sera e stamattina alla stampa - che si intende perseguire penalmente chi regolare non è".





PALLAVICINI (RIFONDAZIONE): I VERI CLANDESTINI SONO GLI ECCLESIASTICI

pallaviciniAd attaccare di petto l'intervento del vescovo Amborsio è il Consigliere comunale di Rifondazione comunista, Carlo Pallavicini. Intervenuto poco fa in aula, Pallavicini ha fatto una dura affermazione: “I veri clandestini sono i rappresentanti dello Stato Vaticano sul suolo italiano. Dovrebbero metterli sull'aereo e riportarli a San Pietro”.





BOIARDI: UN COLLEGAMENTO STRETTO FRA SICUREZZA E CLANDESTINITA' E' FUORVIANTE

gian-luigi-boiardi_2Di toni meno burrascosi l'intervento di Gianluigi Boiardi, da meno di un mese Consigliere di opposizione a corso Garibaldi: “La presa di posizione del vescovo Ambrosio appare in controtendenza con quelle della Cei e, francamente, sorprende un poco. Mettere da subito in strettissimo collegamento il problema della sicurezza con quello della clandestinità è fuorviante, e non a caso la Chiesa non ha mai voluto farlo”.

E mentre Polledri risponde a Pallavicini con un “Dispiace considerare che da parte della sinistra riemerge l'antico anticlericalismo di maniera”, Boiardi chiede al vicepresidente Maurizio Parma, con delega alla sicurezza, quale sia la sua posizione e come intende muoversi a livello provinciale per il rispetto di questa nuova legge.



FOTI (PDL): NESSUNO HA MAI DETTO CHE L'IMMIGRAZIONE E' REATO

E' arrivato alle 16.30 il commento dell'onorevole Foti (Pdl) sul tema dell'immigrazione. "Non è vero - nessuno lo ha mai sostenuto e neppure il recente decreto lo contiene - che l’immigrazione è un reato. Vero è, invece, che da oggi ha rilevanza penale il comportamento di chi entra nel nostro Paese utilizzando surrettiziamente gli oltre 8000 chilometri di coste pressoché incontrollati e incontrollabili, anziché servirsi di quei varchi dai quali transitano tutte le persone che non hanno nulla da temere dalla verifica della propria identità. E’ norma, questa, analoga a quella presente negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia, vale a dire in 3 dei 5 Stati membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Per gli altri due, Russia e Cina, è perfino superfluo parlarne".

Poi, in merito alla bagarre sulle parole del vescovo Ambrosio, Foti puntualizza: "Alle parole dei Vescovi - si chiamino questi SE Ambrosio o Cardinale Tettamanzi - si da seguito o meno, ma non è certo compito della politica il commentarle".




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