«Piacenza è ancora l’ultima ruota del carro di questa regione»

Elezioni regionali, Leonardo Bersani (Forza Italia): «Qualunque sia l’esito, è stata un’esperienza che mi ha arricchito umanamente e professionalmente»

Leonardo Bersani

«Incontrare imprenditori come me, associazioni professionali e di prodotto, donne, anziani, giovani, è stata un’esperienza che mi ha arricchito umanamente e professionalmente; soprattutto mi ha permesso di comprendere dal vivo le istanze, i desideri, le aspettative di tante persone che mi hanno reso consapevole del fatto che, in Regione, ancora moltissimo rimanga da costruire e molte le storture e le distorsioni da raddrizzare. Sono ancora numerosi i settori “deboli” in cui mettere mano, compresa la tanto sbandierata sanità contraddistinta da liste di attesa “bibliche” ed ancora caratterizzata, anche se in misura minore di altre regioni, da esodi di pazienti verso altre strutture sanitarie certo più virtuose delle nostre, dove chi dirige ha una professionalità “più politica” che tecnica». Commenta così la proprio esperienza al termine di una intensa, ma gratificante campagna elettorale, Leonardo Bersani, imprenditore industriale e del comparto agro-alimentare ed allevatore, candidato di Forza Italia.

«Anche qui in Emilia-Romagna è radicata una burocrazia penalizzante, che si è auto- alimentata negli anni, sempre più costosa per la collettività ed opprimente, presente purtroppo anche in altri comparti economici, da quello industriale e quello agro-alimentare, dove i finanziamenti vanno ancora ai “soliti noti”, quelli che per anni hanno portato voti, perché fanno parte di un vetero-sottopotere socio-politico che il “partito unico” si è costruito».

«Ho incontrato tanta gente che desidera un cambiamento reale effettivo, perché si rendono perfettamente conto che in Regione sussiste un immobilismo standardizzato che pensa solo a gratificare “gli amici degli amici”. Se questa Regione è uno dei traini dell’economia italiana, lo si deve non certo ai politici che l’hanno governata, ma alla sua gente, agli imprenditori che, nonostante tutto, hanno creato benessere e lavoro, che ha saputo sempre rimboccarsi le maniche nelle difficoltà (come nel momento del terremoto), senza piangersi addosso, senza aspettare inutilmente che politici investiti di pletoriche cariche di “commissari” compissero sterili passerelle elettorali, buone solo ad ottenere nuovi incarichi, senza concretizzare mai nulla. Un esempio di questo comportamento è molto vicino a noi, senza citare nomi, ma sono di un preciso partito politico».

«Questa regione merita per la sua gente una scossa decisa, un sistema duttile, pronto a cambiare ed adattarsi, per gli imprenditori, alle esigenze dei mercati; una regione che sostenga le imprese, che appoggi chi crea profitto e quindi reddito perché se non si produce ricchezza, non la si ridistribuisce. Troppo a lungo le forze produttive dell’agro-alimentare, per esempio, sono state poco ascoltate o solo quelle che fanno parte di un certo “sistema aggregato e partigiano”; invece la vera agricoltura è di chi la pratica ed i territori devono essere governati supportati dalla loro esperienza quotidiana».

«Basta con una Regione che si piega ad un vetero-ambientalismo che detta regole che danneggiano di fatto l’ambiente, frutto di considerazioni “da salotto” e non di chi vive i problemi sulla pelle, quegli stessi che davvero con la sostenibilità, con il benessere animale, lavorando nelle zone svantaggiate, sovente ignorate, l’ambiente lo tutelano davvero. Vogliamo quindi una politica che dialoghi per acquisire conoscenza e traduca poi il tutto in linee-guida senza trincerarsi dietro regole sovente obsolete, applicate in modo rigido ed acritico da solerti e ben pagati funzionari». 

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Piacenza a parere di Bersani è «ancora e troppo l’ultima ruota del carro di questa Regione e noi dobbiamo ribaltare questa assurda posizione, cambiando una politica arroccata ferocemente su un partito che non rappresenta più la gente, ma solo una minoranza. Lo dobbiamo alle donne ed alle famiglie, che vanno tutelate per il loro fondamentale ruolo sociale. Lo dobbiamo ai pensionati che sovente devono “sopravvivere”; dobbiamo garantire loro una qualità di vita adeguata a ciò che con il loro lavoro e la loro attività hanno garantito per la crescita della nostra società. Lo dobbiamo soprattutto ai giovani che sono il nostro futuro, che hanno bisogno di scuole adeguate e collegate al mondo produttivo, che non siano costretti a lasciare le loro città e la loro regione per trovare lavoro; non possiamo spegnere i loro sogni. Ecco questo ho imparato in questa campagna elettorale; qualunque sia l’esito della votazione, ne ho tratto un profondo insegnamento; se viceversa sarò un rappresentante regionale, quello che ho recepito delle loro istanze, lo porterò avanti con determinazione e piena consapevolezza».

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