“Piacenza Expo”, arriva l’ok all’aumento di capitale da 800mila euro

Approvato in consiglio l'aumento: nessun voto contrario. Ma preoccupa la volontà del presidente Bonaccini di riunire gli enti fieristici della Regione. Timpano: «Abbiamo bisogno di nuovi eventi: da 29 siamo passati ai 35 di quest'anno, a cui stiamo aggiungendo novità, come una biennale sulla logistica in collaborazione con l'area portuale di La Spezia»

Sì all’aumento di capitale da 800mila euro a favore dell’ente fiere “Piacenza Expo”. Seppur con qualche critica alla poca “rilevanza” di Piacenza sul tema in Regione, il consiglio si è espresso favorevolmente – e con nessun voto contrario – alla delibera. Il vicesindaco Francesco Timpano ha ripreso le argomentazioni già espresse in sede di commissione. «Eravamo a 14 milioni di capitale e ci apprestiamo a votare questo aumento di 1,5 milioni di euro, insieme alla Camera di Commercio. Quest’anno, dopo l’orribile 2013, la società ha avuto finalmente un utile di qualche decina di migliaia di euro. Le fiere e l’attività hanno portato dei margini: ci sono molte fieri più grandi di noi in difficoltà nel Nord Italia. I costi e le spese sono state ridotti negli ultimi anni del 21% e abbiamo fatturato nel 2014 2 milioni e 300mila euro, provocando un indotto di 5 milioni di euro sul territorio Piacentino e di oltre dieci a livello nazionale. È una società contenuta in termini di posti di lavoro (11 dipendenti in totale). “Geofluid” è stata negli ultimi 12 mesi la nostra fiera di punta, 15 giorni dopo a Bologna hanno organizzato la fiera concorrente (per tema e contenuti) e non ha avuto buoni risultati. Nel 2015 sono in programma 35 iniziative: bisogna fare ancora di più, e Piacenza Expo fa parte di “Ats”. L’aumento di capitale è perciò un riconoscimento a quanto è stato già fatto e a quanto si può fare». Tra le novità riguardanti il futuro c’è la volontà di allestire nuovi spazi e mettere in sicurezza quelli già esistenti. La sottoscrizione dell’aumento è stato rinviato a fine luglio: necessaria era l’approvazione dei bilancio 2015. Il Comune è chiamato a mettere sul piatto 796mila euro (199mila nel 2015, 278mila nel 2016 e 318mila nel 2017), la restante quota arriverà dalle associazioni che detengono quote (su tutte, la Camera di Commercio). «Sappiamo che c’è questa ipotesi dell’ente unico fieristico in Regione – ha continuato Timpano - ma ancora non c’è nulla di certo al riguardo. Così possiamo presentarci in tranquillità. Lanciamo un segnale forte di “investimento” sulla struttura, per migliorare le performance dell’ente. Ci sarà un percorso duro con novità, novità però attualmente imprevedibili. Non c’è ancora nessun tavolo al riguardo: Piacenza si deve presentare “forte” con le altre realtà».

«C’è una mancanza di coordinamento – ha rilevato Marco Colosimo (Piacenza Viva) – con la Regione: mentre qua volete approvare l’aumento di capitale, a Bologna lavorano per un unico ente fieristico, una sola società che gestisca tutti gli enti fieristici da Piacenza alla Romagna. Perché non pensiamo invece a organizzare una fiera sulla logistica di livello europeo?». «Troppi punti di debolezza – l’intervento di Erika Opizzi (Fratelli d’Italia) – nel bilancio di Piacenza Expo, dipendente da “Geofluid” che fa arrivare ad avere un utile esiguo solo negli anni pari. Non è prerogativa del Comune salvare la fiera di Piacenza, né spendere 40mila euro per costituire un’agenzia di promozione dell’ente. Bonaccini parla di riorganizzazione delle fiere, Timpano ci dice che dobbiamo presentarci forti: la verità è che verremo assorbiti e fagogitati da Parma e Reggio. Rischiamo di buttare via 800mila euro».

«Parliamo di una cifra esorbitante – ha rilevato Marco Tassi (Pdl) - sono stufo di continuare a sentire che le cose vanno bene. È un carrozzone a cui diamo cifre senza conoscere il suo futuro. È una società che va avanti solo grazie a “Geofluid”: io non mi assumo la responsabilità di spendere così i soldi dei cittadini. Anche in passato le prospettive erano positive e poi abbiamo dovuto commentare bilanci in passivo. La situazione è veramente tragica». «C’è una gestione di buon livello attualmente – ha espresso Massimo Polledri (Lega Nord) – il problema è il rapporto con i territori vicini. Una telefonata in più in Regione andava fatta, bisognava stringere qualche alleanza con Parma prima di mettere mano al nostro portafoglio, pieno di ragnatele. Siamo debolissimi nella fase di concertazione con le altre realtà».

«Siamo succubi dei brand degli altri enti fieristici – ha spiegato Andrea Gabbiani (5 stelle) - molto più attenti e con più capitali da investire. Ci asterremo, c’è un salto nel buio da fare». Dello stesso avviso la collega Quagliaroli: «Siamo la Cenerentola della Regione, siamo gli ultimi come ente fiere. Ci vuole un progetto serio». «Prima di dare un importo del genere dovremmo pensarci bene» -, ha detto Maria Lucia Girometta (Forza Italia). «Io vedo la totale indifferenza – la critica di Paolo Garetti (Sveglia) - delle promesse della Regione. È un gioco a cui assistiamo da tempo: Piacenza non ha peso, prenderanno molto da noi e privilegeranno altri enti fieristici. Prepariamo un piano alternativo per mettere “la pulce nell’orecchio” in Regione: altrimenti siamo sempre i primi a dare e gli ultimi a ricevere».

Ha difeso l’aumento di capitale Michele Bricchi (Pd). «Riteniamo che Piacenza Expo possa essere un volano per il territorio – porta un indotto di 5 milioni di euro all’anno e ospita 35 eventi nel 2015 - nel bene o nel male l’ente è riuscito a superare questi anni di crisi, grazie alle azioni portate avanti. Ci sono stati miglioramenti grazie al presidente Angelo Manfredini, il bilancio presenta un utile, è una realtà che lavora bene con pochi dipendenti. Geofluid è un’eccellenza, ma annoveriamo altri eventi di carattere internazionale come “Apimell”. Abbiamo tutte le possibilità per continuare a fare bene». «Gli 800mila euro – ha replicato Timpano alla minoranza – sono presi dalla voce “investimenti”. È una scelta, quella di indirizzare qua le risorse, consapevole. Abbiamo bisogno di nuovi eventi: da 29 siamo passati ai 35 di quest’anno, a cui stiamo aggiungendo novità, come una biennale sulla logistica in collaborazione con l’area portuale di La Spezia. L’impegno primario è quello di avere nuove fiere, a cui aggiungere una nuova missione: migliorare il centro congressi. Tutto questo per arrivare al 2017 e avere il bilancio in utile tutti gli anni, anche in quelli in cui non c’è Geofluid».

«Il rapporto con la Regione – ha proseguito l’assessore - non dipende da noi ma dalla qualità dei progetti». «Possiamo dare rassicurazioni sul piano politico – ha aggiunto il sindaco -, la nostra fiera è in difficoltà, ma a livello nazionale il nostro ente è considerato virtuoso. C’è stato un disavanzo nel 2013, ma anche un’azione di recupero. Non sarà semplice per la Regione proporre un percorso condiviso: un’asse con Parma verrà accettato da parte nostra solo sulla base di alcune considerazioni. Non vogliamo essere subalterni». A favore dell’aumento di capitale si è espressa l’intera maggioranza e i consiglieri Colosimo e Garetti. Astenuto il resto del centrodestra, il Movimento 5 Stelle e Pallavicini (Sinistra per Piacenza).

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