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Piacenza Expo, dal Comune ok all’aumento di capitale ma manca ancora la cifra

In commissione 4 si è discusso del futuro della società partecipata. L’opposizione vuole vederci chiaro: «Quanto metterà il Comune e quali sono le sue strategie». Passoni: «Ora diamo il nostro assenso all’aumento, dell’importo ne discuteremo in futuro»

Piacenza Expo, causa il Covid che ha annullato tutte le fiere del 2020 e del 2021 (per ora) e i debiti Imu che si trascina dietro, ha registrato 526mila euro di perdite nell’ultimo anno. Ora è tempo di pensare all’aumento di capitale da 2,5 milioni di euro invocato dal suo amministratore unico, Giuseppe Cavalli, per investire nella struttura e rilanciare la sua azione. Se ne è discusso in commissione 4, dove l’assessore al bilancio Paolo Passoni ha ricordato che il prossimo 15 aprile si riunisce il Consiglio d’amministrazione dell’ente fiere per discutere dell’aumento. «In questo dibattito dobbiamo discutere di “una proposta” di aumento di capitale – ha precisato l’assessore -, per la sottoscrizione vera e proprio se ne parlerà in un futuro Consiglio comunale». Passoni non ha mai citato cifre (invitando a parlarne in un’altra seduta) ma si parla di un impegno richiesto al Comune di Piacenza di 540mila euro. Non noccioline. «Stiamo votando – ha ricordato in apertura di seduta il presidente di commissione Antonio Levoni - per dare un’indicazione al sindaco Patrizia Barbieri o al suo delegato che parteciperà al Consiglio d’amministrazione della società». E il responso della commissione 4 - con il centrodestra a votare compatto - è stato quello di dare il suo assenso all’aumento di capitale.

Dall’opposizione, e non solo, si vuole vedere più chiaro. A cominciare da quanto il Comune intende metterci (ancora una volta) dentro il calderone dell’ente fiere. «Si sta cercando – ha sottolineato Michele Giardino (Misto) - di tenere in galleggiamento questa società. La presenza di un Comune in un ente fieristico è però oggi anacronistica, visto anche il mirabolante 54% che abbiamo». «Cosa ne pensa l’Amministrazione della società – ha chiesto Sergio Dagnino (5 Stelle) - del suo futuro, dei suoi sviluppi? Vista la quantità di denaro che siamo chiamati a mettere». Sempre molto tagliente sull’ente fiere Massimo Trespidi (Liberi). «È una società che non produce utili, ma solo perdite. E ora chiede coperture a distanza di cinque anni dall’ultimo aumento di capitale. Occorre diminuire la presenza del nostro Comune al suo interno. Non dobbiamo adesso fare gli imprenditori per Pc Expo, ma fare l’erogatore di servizi per le classi sociali più in difficoltà rispetto al Covid». «Ha ragione Dagnino – ha rincarato la dose Giorgia Buscarini (Pd) - dove vogliamo andare? Il Comune deve spiegarlo, perché sembra un buco nero che inghiotte continuamente fondi pubblici. È ora di fare una riflessione sul futuro».

Secondo il presidente della commissione 4, Antonio Levoni (Liberali), «bisogna crederci di più in questa società». «La vendita delle nostre quote non può essere attuale: ci dovremo pensare in un altro momento, adesso c’è una fase di difficoltà. Infatti la Regione ha rilanciato in questa fase, aumentando la sua presenza. Ora l’obiettivo è rendere appetibile Pc Expo, non perdere capitale e patrimonio».

«Non è un mandato in bianco. Oggi si tratta di dare un mandato al sindaco – ha rimarcato l’assessore al bilancio Passoni - per consentire a chi voglia sottoscrivere l’aumento di denaro fresco nella società, diventandone socio…questo è consentire l’aumento di capitale. Non è che il Comune stanzia quei soldi. Un voto negativo nostro nell’assemblea sarebbe togliere la possibilità agli altri di aumentare il capitale. Non si sta votando di tirare fuori noi i quattrini. Faccio notare che non solo il centrodestra in Regione ha chiesto di investire risorse sull’ente fiere, ma lo hanno chiesto tutti i consiglieri regionali piacentini e la stessa Regione è d’accordo». A chi gli ha chiesto (Dagnino e Buscarini) di illustrare le intenzioni future del Comune, l’assessore ha spiegato di «non voler anticipare nessuna indicazione della Giunta. Sarà oggetto di dibattito consiliare futuro».

«L’aumento di capitale – ha concluso Trespidi (Liberi) - in passato copriva le perdite, mentre il patrimonio s’impoveriva. Attualmente perdiamo 2,8 milioni di euro di valore azionario come ente. Ma la colpa del Covid è marginale, riguarda solo il 2020 e il 2021, mentre stiamo portando sulle spalle colpe del passato. Spero che la Fondazione di Pc e Vigevano si guardi bene dall’entrare, non deve avere nella sua “mission” quella di diventare socia di aziende. Invece bene se ci saranno altri privati disposti ad aiutare».

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