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Piacenza Expo chiede un aumento di capitale da 2,5 milioni di euro

Perplessità dai consiglieri comunali: «Troppo pesanti le quote del Comune nella società». Nel 2020 rosso da 250mila euro causato dal Covid, dopo la stangata dell’Imu non versato (800mila). Entrano come soci Fondazione di Piacenza e Vigevano, Federalberghi e il Consorzio Piacenza Alimentare. Cavalli rilancia: «Bisogna recuperare Cascina San Savino»

In che condizioni è l’ente fiere di “Piacenza Expo”? La realtà negli anni pari produceva utili (quando viene organizzata la sua più importante fiera, Geofluid, che è biennale) in quelli dispari cerca con tutte le sue forze di ridurre il passivo. Poi sono arrivate tra capo e collo due “botte”: alcune cartelle esattoriali di Imu non versato in passato e il Covid, che ha annullato gran parte degli eventi del 2020.

L’amministratore unico Giuseppe Cavallidal 2017, riconfermato nell’estate 2020 per altri tre anni - ha rendicontato la situazione in commissione 4 “Sviluppo economico”. La società ha 15 milioni di euro di valore patrimoniale. Nel 2019 ha dovuto mettere da parte Giuseppe Cavalli-3800mila euro per pagare l’Imu non versato nel 2013, 2014, 2015 e 2016 (all’epoca c’era un’altra governance) al Comune di Piacenza. Cosicché il rosso del 2019 è di 1,5 milioni di euro. «Questa gravosa situazione – ha detto Cavalli ai consiglieri comunali - ci ha visto attivarsi e riclassificare l’accatastamento del quartiere fieristico di Le Mose. Ora siamo in categoria “E” all’esterno, invece che categoria “C”. Dal 2020 così avremo una tassazione Imu più consona: da 110mila euro all’anno a circa 50mila».

Ossigeno è arrivato dall’affitto all’Ausl degli spazi (a Le Mose da mesi si fanno i tamponi) e alla logistica. «Al 31 ottobre 2020 la perdita è di 250mila euro», ha sottolineato Cavalli -, ma perché ci sono ammortamenti per 400mila che riducono questo rosso. Altrimenti la perdita sarebbe di 600mila euro». Geofluid però si terrà sia nel 2021 e nel 2022, per ripristinare i conti. «C’erano tante fiere in programma in questo 2020, ma l’emergenza ci ha costretto a cancellare. Geofluid rinviato all’autunno 2021, solitamente si teneva negli anni pari».

Cavalli comunque rilancia, nonostante un 2020 disastroso per tutti. «Da 32 eventi siamo arrivati a 40 eventi all’anno, senza il Covid, ma l’obiettivo è quello di arrivare anche a 60 eventi all’anno. Nel piano industriale della scorsa estate c’è la volontà di ammodernare la struttura. L’aumento di capitale da 2,5 milioni di euro che chiediamo va in questa direzione. Gli interventi sono da un milione di euro all’interno e un milione e mezzo all’esterno. Da riqualificare gli spazi, i bagni, l’illuminazione dentro e fuori l’area fieristica, i servizi». 

Oltre alla Regione che ha assunto l’impegno di passare dall’1% al 4-5%, i soci aumenteranno fino a 24, con l’ingresso di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Federalberghi e il Consorzio Piacenza Alimentare. Per la governance rimane strategico il recupero di Cascina San Savino, l’immobile in degrado (del Comune) nei pressi dell’ente.  

IL CONSIGLIO: «IL COMUNE DETIENE TROPPE QUOTE»

Il Comune, essendo socio di maggioranza, dovrebbe così mettere mano al portafoglio e staccare un bell'assegno. «Come si può richiedere un aumento di capitale adesso – ha fatto notare Massimo Trespidi (Liberi) - a distanza di quattro anni dall’ultimo? La cascina, comunque, è di proprietà dal Comune, non la regaliamo mica. C’è un’asta, la società partecipi se vuole investire qui. Noi ci crediamo in Piacenza Expo, a tal punto che siamo stati gli unici a metterci i soldi. Il problema è che questo è un salto nel buio: dopo pochi anni si chiede un altro aumento di capitale, si stanno dicendo le stesse cose di allora. O le categorie economiche della città si rendono conto che è finito il tempo in cui il Comune mette i soldi per ripianare i passivi, perché il nostro ente ha altri obiettivi adesso, o così non si va avanti. Il 54 per cento del Comune oggi è “un peso troppo pesante”. Il sistema economico piacentino deve crederci di più”.

«Cascina San Savino speriamo davvero di vederla sistemata – è l’auspicio del capogruppo di Fd’I Giancarlo Migli - quella è una cartolina bruttissima di Piacenza e dell’ente fiere. Sarebbe stato meglio mettere da parte risorse economiche già in passato per pagare l’Imu». «Le realtà economiche – ha detto Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - devono crederci, le quote in loro possesso devono essere più consistenti». «Bastano questi soldi – ha chiesto Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - per fare tutto? 2,5 milioni di euro di aumento…Siamo il maggior azionista, quindi l’impegno economico maggiore vedrà il Comune protagonista». «La strada è una dismissione del pubblico in queste gestioni – è il pensiero di Michele Giardino (Gruppo Misto) - per lasciare spazio agli interessi economici. Verona, Parma, Firenze hanno tutte partecipazioni del Comune molto più ridotte rispetto alla nostra. L’anomalia è che il nostro ente abbia il 54%».

COPELLI (PC EXPO): «TUTTE LE FIERE INVESTONO RISORSE, NOI 65MILA EURO ALL’ANNO»

«L’esigenza di un aumento di capitale – ha spiegato il direttore di Piacenza Expo, Sergio Copelli - è quella di rispondere a degli scenarisergio copelli sindaco pontedellolio-2 che stanno cambiando in modo rapido. L’adeguamento tecnologico di alcune strutture impone un investimento che cinque anni fa non pensavamo di attuare. Alcune fiere vicine a noi stanno aumentando il capitale sociale (Montichiari 5 milioni di euro nel 2019, Firenze 50 milioni nel 2020, Verona nel 2020 30 milioni, Riva del Garda 4 milioni di euro nel 2020)». Piacenza Expo aveva attuato un aumento di 1,3 milioni nel 2015-2016, in gran parte messi dal Comune. «Diviso in dieci anni sono poche centinaia di migliaia di euro – fa notare Copelli - tanto quanto spende il Comune di Piacenza per un “Gola Gola Festival”. O 65mila euro se distribuiti in vent’anni. Solo che noi riempiamo l’albergo tutto l’anno, non siamo una sagra che dura un weekend. Creiamo occupazione sul territorio, valore aggiunto alle aziende piacentine, al commercio, alle attività».

La governance esclude che la fusione con altre realtà sia una soluzione. «C’è chi dice di entrare nei gruppi strutturali. Però poi chiuderebbero Le Mose, così non ci sarebbe alcun valore sul territorio. Fa male definirci nel dibattito “il baraccone della fiera”. Abbiamo Geofluid, il mercato dei vignaioli indipendenti, Apimell, altre fiere che portano a Piacenza persone da tutta Italia e anche dall’estero». Stoccata di Copelli sulla vicenda Imu. «C’è gente che ha accatastato capannoni come palazzetti dello sport per non pagare l’Imu. A noi tocca pagarlo, come tante altre fiere italiane che si sono trovate lo stesso problema di accatastamento. Auspicherei che l’ente fieristico fosse una zona franca, aiutiamo tantissime imprese del territorio. In una piccola città come Piacenza siamo un volano». Spaventa già l’accorpamento della Camera di Commercio di Piacenza con quelle di Parma e Reggio Emilia. «Sta pesando molto l’assenza dell’ente camerale, stiamo perdendo un interlocutore importante». Ma per Copelli l’aumento di capitale è sacrosanto: «Il Comune deve gestire anche la delega allo sviluppo economico, e questo (cioè l’iniezione di risorse economiche, nda) è sviluppo».

CAVALLI: «SEDICI SOCI HANNO MENO DEL 2%»

Sulle associazioni piacentine che hanno lo zero virgola, Cavalli ha sottolineato che «l’importante è entrare, esserci. Poi è chiaro, sedici soci sono sotto il 2% di quote, è un sottobosco di associazioni e realtà che dovrebbero spingere di più la nostra società. Dobbiamo stimolarle, io sono andato ad esempio nei Cda di queste realtà per spiegare cosa voglio per Piacenza Expo».

Qualcosa sulla cascina bisogna fare. «Deve diventare un polo d’attrazione. La parte est di Piacenza è abbandonata a sé stessa. Se il Comune volesse darla in comodato d’uso gratuito…Noi ce la prendiamo…E’ da quando sono arrivato che vorrei metterci mano. E il Comune è fortunato che non è ancora successo niente là dentro, può scapparci il morto da quello che succede. Ci sono forti potenzialità per investire su quella cascina, anche dall’estero».

E gli aiuti da Roma? «Dal Governo c’è arrivato un sostegno di 10mila euro, non dico altro. Così come sono arrivate poche decine di migliaia di euro a tutte le fiere italiane».

cascina San Savino Le Mose-2

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