Liberazione a Piacenza, Trespidi contestato. "Furono dalla parte giusta"

Festa del 25 aprile in piazza, il presidente della Provincia contestato con fischi dai giovani di Rifondazione. Ma sono tanti gli applausi della gente a coprire la contestazione. Il sindaco Reggi ricorda le donne, "che abbracciarono la lotta partigiana mettendo a rischio la propria vita"

Festa della Liberazione "movimentata" questa mattina a piazzetta Mercanti. Durante il discorso ufficiale, infatti, il presidente della Provincia Massimo Trespidi è stato sonoramente fischiato da una decina di giovani di Rifondazione comunista, che, a più voci, hanno accusato lui e la parte politica che rappresenta di "fascismo". Polemica, tuttavia, stemperata dai forti applausi del pubblico e dei politici presenti ai passaggi della prolusione di Trespidi. Nel finale, abbraccio tra Trespidi e il presidente dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) Mario Cravedi.

GLI OMAGGI AI CADUTI - La mattinata è iniziata a piazzale Genova (sotto la gallery della manifestazione), con la banda Ponchielli che ha accompagnato il lungo serpentone di autorità e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma verso il Dolmen dedicato alla Resistenza di Xerra sullo Stradone Farnese, dove si è reso omaggio ai caduti. Poi il corteo si è spostato in piazzetta Mercanti, dove, gonfaloni schierati, ci sono state le prolusioni ufficiali. Ha aperto Mario Esposito, presidente provinciale della Confederazione delle associazioni combattentistiche.

REGGI: "RIPUDIARE OGNI TENTATIVO DI OMOLOGAZIONE MEDIATICA" - Il sindaco Roberto Reggi ricorda le donne, "le quali abbracciarono la lotta partigiana mettendo a rischio la propria vita per un bene più grande". Poi, il primo cittadino ha ricordato coloro che "pagarono con la vita il rifiuto di aderire a un'ideologia violenta e xenofoba oppure la colpa di avere una presunta diversità". "Il 25 aprile - continua Reggi - ha lasciato una traccia che non dobbiamo disperdere, importante per chi crede nei valori della libertà e della democrazia: dobbiamo difendere il pluralismo da ogni tentativo di omologazione mediatica".

DISCORSI LUNGHISSIMI, PARLA TRESPIDI - Dopo Reggi è stata la volta di Trespidi, accompagnato, come detto, dai fischietti e dalle urla - "Fascista!" - dei giovani dei collettivi e dell'estrema sinistra (sono una decina), che espongono anche uno striscione contro il governo, osservati a vista dalla Digos. Da notare, quest'anno, l'estrema lunghezza dei discorsi: spesso ridondanti, difficile seguirli in toto. Trespidi: "La più devastante e dolorosa pagina dalla nostra storia - dice il numero uno di corso Garibaldi - nacque dalla volontà di riscatto di persone diverse per formazione ideologica e culturale. Il 25 aprile è l'evento fondante del nostro vivere civile, è la festa del popolo italiano".

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C'E' ANCHE IL POPOLO VIOLA - "Chi combattè per ripristinare una dittatura - conclude Trespidi, con i fischi sommessi dagli scroscianti applausi del folto pubblico intervenuto - era dalla parte sbagliata, come erano da quella giusta chi combattè contro la dittatura". Dopo le autorità, il pensiero di due studenti del liceo scientifico Respighi. Nel corteo, tante bandiere dell'Onda studentesca e di Rifondazione, oltre a vessilli del "Popolo viola" contro il presidente del Consiglio Berlusconi.

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