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«Piacenza in Emilia o Lombardia? Adesso ci sono problemi più seri»

Pier Luigi Bersani a Piacenza, alla sede del Pd, per incontrare Umberto Ambrosoli. «Mario Monti deve essere ancora utile per il Paese, per questo sarebbe meglio che rimanesse fuori dalla contesa. Elezioni a febbraio? In teoria è possibile»

Pier Luigi Bersani alla sede del Pd a Piacenza

«Non spargiamo dubbi sull'affidabilità del centrosinistra, senza il centrosinistra l'Italia potrebbe diventare un problema per l'Europa e per il mondo. Spargere dubbi su questo vuol dire azzoppare l'Italia». Lo sostiene il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che ne ha parlato a Piacenza alla sede del Partito democratico in viale Risorgimento, a margine di un incontro con Umberto Ambrosoli, il candidato alle primarie del Patto Civico per la Lombardia. «Piacenza deve restare in Emilia, e comunque adesso non sono certo questi i problemi del Paese». Ha liquidato così, con una battuta, chi gli ha chiesto cosa ne pensasse del referendum per passare in Lombardia. E, sempre a proposito della Lombardia ma riguardo il governo della regione, il segretario del Pd ha detto di augurarsi che la regione esca «da questa fase regressiva, e che accolga il cambiamento». I cornisti lo hanno poi incalzato sulle tematiche di politica nazionale. Al centro, ovviamente, la crisi di Governo, la fine dell'era Monti e le elezioni.

«Ho sempre detto che Mario Monti deve essere ancora utile per il Paese, per questo sarebbe meglio che rimanesse fuori dalla contesa. Elezioni a febbraio? In teoria è possibile. Osservo però con amarezza che la destra ci ha preso in giro per sei mesi sulla legge elettorale, avevano in testa già questo e ci hanno preso in giro per arrivare qui» «Dopo le primarie siamo tutti più in salute, con Renzi combatteremo insieme la battaglia»: Bersani ha commentato così le avances di Berlusconi a Renzi, già respinte dal sindaco di Firenze. «Sono cose che non esistono. Invito Berlusconi a non cadere nel ridicolo, anche se è un luogo da lui ampiamente frequentato». Poi ancora: «Io ho tutta l'intenzione, anche in tempi più stretti, di trovare una chiave di partecipazione per la scelta dei candidati al Parlamento. Quando sapremo la data troveremo meccanismi gestibili di partecipazione: non garantisco di arrivare ai miracoli, ma tutto il possibile per la partecipazione sì».

«Noi - ha aggiunto Bersani - abbiamo sostenuto lealmente questa operazione di transizione che la destra ha sfregiato nelle ultime settimane. In futuro credo che ci sarà la possibilità di avere un rapporto con Monti in nome dell'Italia, sarebbe più facile se Monti rimanesse fuori dalla contesa elettorale. Poi ognuno può fare le proprie valutazioni con serenità, io non ho nessuna intenzione di inibire le sue scelte. Da Monti - ha detto Bersani - abbiamo avuto una domanda formale se ci riteniamo in condizione di approvare la legge di stabilità in tempi rapidi, ovvero prima di Natale. Abbiamo detto di sì. Dopo l'approvazione della legge di stabilità, il combinato fra le dimissioni di Monti e lo scioglimento delle Camere porterà all' individuazione della data per le elezioni».

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