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Bettino Craxi

Bettino Craxi

Piacenza non avrà una via o una piazza dedicata a Bettino Craxi

Lo ha deciso il Consiglio comunale: la proposta di Levoni (Liberali) raccoglie il consenso dei soli Saccardi e Ultori. Il resto dell’aula: «Non si può dimenticare la sua vicenda processuale, Craxi si è sottratto alla giustizia»

Piacenza non avrà una via o una piazza dedicata a Bettino Craxi. Lo ha deciso il Consiglio a larghissima maggioranza nella seduta del 9 novembre. La proposta di Antonio Levoni (Liberali Piacentini) di intitolare una via o una piazza in città ha raccolto il consenso del collega liberale Gian Paolo Ultori e di Mauro Saccardi (Gruppo Misto), con Michele Giardino (sempre Misto) che a parole si è detto favorevole ma poi non ha appoggiato la mozione in polemica con le modalità di convocazione della seduta (metà consiglieri a casa in streaming, metà a Palazzo Mercanti). Si sono astenuti i leghisti Marco Montanari e Lorella Cappucciati, i forzisti Ivan Chiappa e Francesco Rabboni e lo stesso Giardino. Contro tutto il resto dell’aula: l’intero Pd, tutta Fd’I, il resto della Lega, poi Liberi, Movimento 5 Antonio Levoni-12Stelle, i civici Pc Oltre e Pc del futuro e la sinistra di Piacenza in Comune.

«Si potrebbe dire un “oceano” di cose sull’argomento» – ha esordito Antonio Levoni, consapevole di aver consegnato una matassa da sbrogliare ai colleghi di maggioranza e opposizione -. «Corsi e ricorsi storici sono di insegnamento per interpretare il presente. Il passato si può insegnare, perciò ho presentato questa mozione, dopo aver sentito in televisione la senatrice Stefania Craxi, figlia di Bettino». Levoni in aula ha ripercorso le tappe salienti della vita politica di Craxi (la lunga leadership nel partito e al Governo, la crisi di Sigonella, i rapporti con i Paesi esteri, ecc). «Mani Pulite decretò la fine della Prima Repubblica – ha motivato - che rimpiango. Ma Craxi non mollò i suoi principi. Ammise in Parlamento le colpe di tutti. Pagò le sue scelte con l’esilio e non poté curarsi in Italia. D’Alema propose funerali di Stato da premier, la famiglia non accettò». Levoni era consapevole anche di combattere contro i mulini a vento. «Anche se raccolgo solo il mio voto andrà bene, perché affermerò un principio. E aggiungo che il Pd ha fatto bene a presentare una mozione (verrà discussa nelle prossime sedute, nda) simile per Francesco Saverio Borrelli (il capo del pool di Mani Pulite, nda). Non sono contrario, la loro la voterò lo stesso».

L’assessore alla toponomastica Paolo Mancioppi ha lasciato la “patata bollente” nelle mani dei consiglieri. «Ci sono motivazioni che toccano la sensibilità personale – ha detto in aula - e tirano in ballo il percorso politico di ognuno. La Giunta lascerà libertà di espressione alla maggioranza, si esprimerà il Consiglio che farà le sua valutazioni».

«Ciò che impedisce di dare l’ok all’intitolazione a Craxi – ha fatto presente un ex democristiano come Massimo Trespidi (Liberi) - sono le sue vicende giudiziarie. Il Psi si è reso protagonista di una fase di corruzione, insieme ad altri partiti. Non possiamo intitolare una via a chi si è sottratto alla giustizia italiana. Non è stato esiliato, ha scelto lui l’esilio».

«C’è apprezzamento per la tenacia di Levoni – ha sottolineato il capogruppo Pd Stefano Cugini -. Ci è spiaciuto che la stessa maggioranza di centrodestra abbia usato questo tema come pretesto per non partecipare al Consiglio comunale di due lunedì fa. Levoni è Stefano Cugini-24orfano di Craxi, tanto come io lo sono di Enrico Berlinguer. Craxi personaggio controverso, sicuramente di spessore se paragonato all’attualità. Le vie comunque si intitolano a chi ha dato lustro alla città o a chi è d’esempio, e Craxi era un latitante».

«C’è una condanna in via definitiva – ha osservato il capogruppo di Fd’I Giancarlo Migli - Craxi è un pregiudicato. È impossibile non tenerne conto nel giudizio, noi voteremo contro. A Piacenza mancano vie o piazze dedicate ai personaggi della politica nazionale del Dopoguerra, come Berlinguer o Nilde Jotti. L’unico citato è Luigi Einaudi. Chiediamo a Levoni di ritirare la mozione, altrimenti rischia di vedere bocciato un protagonista come Craxi». Christian Fiazza (Pd) ha fatto notare che un’area di Borgotrebbia è dedicata a Nilde Jotti. «Sì, ma è un giardino, non una via o una piazza», ha evidenziato ancora Giancarlo Migli di Fd’I.

Fuori dal coro Michele Giardino (Gruppo Misto). «Letture modeste da parte dei colleghi su Craxi, se ne parla come se fosse un mafioso. I reati che lo hanno visto coinvolto erano appannaggio di tutti i partiti.  Con lui l’Italia ha vissuto una grande stagione. Dovremo intitolare una strada o piazza a Craxi, Spadolini, La Malfa, Saragat e a tutti i leader della Prima Repubblica che hanno reso grande questo Paese».

Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle ha espresso l’assoluta contrarietà del suo gruppo. «Apprezzo il coraggio di Levoni – ha aggiunto il collega pentastellato Andrea Pugni -. Craxi ci rendeva orgogliosi sul fronte estero, sapeva dire di “no” agli americani. Come Nicola Domeneghetti-2statista i fatti gli danno ragione, ma si è sottratto alla Giustizia del suo Paese».

A favore si è dichiarato Mauro Saccardi del Misto. «Craxi grande uomo e statista. Ha gettato le basi di una politica vera. L’aspetto giudiziario ha offuscato tutto il resto. Voterò sì perché andrà ricordato per le cose giuste che ha fatto. È caduto male, non in piedi, ma a questo penserà la Storia».

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Nicola Domeneghetti (Fratelli d’Italia). «Confermo l’inopportunità di questa proposta. Sono stupito da Cugini che sostiene che le vie e piazze devono essere d’esempio. Ci sono via in giro per l’Emilia-Romagna intitolate a criminali quali il maresciallo Tito, Stalin o Palmiro Togliatti». Sull’ultimo nome il Pd ha qualcosa da ridire. «Giudizi azzardati quelli di Domeneghetti – ha fatto notare Giulia Piroli (Pd) -, è una provocazione che non accetto. Craxi ha tradito le leggi dello Stato che aveva servito. Viviamo in un momento storico che ha bisogno di esempi positivi, soprattutto per i giovani». «Togliatti criminale? Togliete il nome di Caruso – ha polemizzato la collega del Pd Giorgia Buscarini - dalla targa dedicata ai presidente del Consiglio comunale, che siete ancora in tempo».

«Craxi ha consegnato alla mia generazione – è il pensiero di Samuele Raggi (Pc del futuro) - un debito pubblico enorme». «L’argomento di oggi è la via a Craxi – ha replicato a Domeneghetti il capogruppo dem Cugini - non di togliere a Piacenza “via Stalin”, Michele Giardino-6che non c’è. Comunque Domeneghetti dovrebbe sciacquarsi la bocca quando parla di un padre costituente come Togliatti. C’era un malcostume diffuso ai tempi di Craxi, ma non possiamo confondere la parola “leader” con il dialett “lader”(ladro, nda)». «Ora presenterò una mozione – ha provocato ancora Giardino del Misto - per intitolare una via a Giulio Andreotti, che ha accettato il confronto con la giustizia. Così come sono d’accordo per dedicare a Berlinguer e Almirante. Tutti questi hanno contribuito a renderci grandi, i politici di oggi sono mezze calze, potrebbero giusto fare i lustrascarpe». «Non ci sono vie o piazze libere a Piacenza – ha ricordato Roberto Colla (Pc Oltre) -, me lo hanno confermato gli uffici». «Curioso che fu proprio Togliatti – ha concluso Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - a volere l’amnistia per i fascisti…Bisognerebbe sempre studiare la storia».

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