Reggi a Radio Radicale: nuovo carcere solo se si risolvono le carenze del vecchio

Un nuovo padiglione per il carcere di Piacenza. Il provveditorato regionale ha chiesto il nulla osta a Palazzo Mercanti, ma il sindaco su Radio Radicale specifica: sì alla nuova struttura, ma servono anche agenti penitenziari, non solo detenuti in più

Mentre il Governo vara il piano carcere e prevede di costruire nuovi edifici per aumentare la capienza delle strutture, Roberto Reggi – intervistato da Radio Radicale – specifica: d'accordo un nuovo padiglione alle Novate, a patto che si risolvano prima le carenze dell'attuale struttura. Ecco la trascrizione dell'intervista.

Qual è la situazione nel carcere di Piacenza?

La situazione è molto grave da tutti i punti di vista. Abbiamo gravissime insufficienze di tipo strutturale e l'inagibilità di alcune celle: i detenuti sono costretti in spazi angusti. Poi c'è un problema di basso numero di agenti di custodia. Ho scritto al ministro della Giustizia, Alfano, prima di dare il nulla osta al nuovo padiglione, affinchè si risolvano prima i problemi della vecchia struttura. In caso contrario, una ulteriore edificazione potrebbe non risolvere i problemi esistenti.

Se si costruisce un nuovo padiglione e poi non ci sono agenti...

Rischiamo di aggravare il problema ulteriormente: un nuovo padiglione potrebbe richiamare nuovi detenuti, ma senza adeguato numero di agenti di custodia, non si viene a nulla. Anche il personale direttivo è in condizioni disagiate: non funziona il riscaldamento, ci sono infiltrazioni di acqua in molti luoghi.

Che tipo di rapporto c'è fra il carcere e la città?

Noi abbiamo una interlocuzione molto attiva con il carcere, compresa anche nelle linee programmatiche dell'amministrazione comunale. Portiamo il lavoro e una attività ricreativa e culturale all'interno del sistema carcerario, per far vedere ai detenuti delle prospettive al termine del periodo detentivo. Se i detenuti sono costretti a vivere in celle non idonee, però, volontariato e sport diventano elementi poco incisivi.

Le città devono essere luoghi accoglienti anche in prospettiva di inserire i detenuti alla fine della pena. Spesso i sindaci non sono molto collaborativi sul tema integrazione...


Diciamo che non è un argomento che porta molto consenso, quello sul carcere. Però bisogna affrontare il problema in maniera completa, è importante anche per la città: dare opportunità di inserimento positivo a un detenuto, vuol dire limitare il pericolo di ulteriori modi di delinquere. È conveniente per tutti, anche se molti vorrebbero vedere i detenuti penalizzati anche quando escono.
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