«Piacenza svantaggiata nel bacino Seta. I bus sono scomodi e insicuri»

Movimento Studentesco Padano: «Lo spostamento dell’autostazione in via dei Pisoni ha comportato disagi a migliaia di giovani, per fare spazio ad un posteggio interrato che non verrà mai portato a compimento»

Dopo le recenti inchieste giornalistiche che hanno portato allo scoperto i disagi del trasporto pubblico piacentino, interviene il Movimento Studentesco Padano di Piacenza: «Da mesi denunciamo questa situazione sfavorevole all’utenza - spiega Thomas Trenchi, coordinatore provinciale del gruppo studentesco -, in particolar modo per chi frequenta i licei e gli istituti del territorio. Ritardi, sovraffollamenti, mezzi surriscaldati, aria pesante sono fenomeni frequenti per chi viaggia sulle linee urbane ed extraurbane. Il sindaco Dosi e l’assessore Cisini hanno più volte assicurato la qualità degli autobus, vantandosi di disporre dei migliori mezzi di tutto il bacino Seta. Non ci risulta tuttavia che questi incidenti accadano anche a Reggio Emilia o Modena, ma anzi i pullman siano mantenuti meglio. Si dimostra, ancora una volta, la scarsa credibilità dell’attuale giunta a guida PD, incapace di fare gli interessi dei piacentini». Ricordando la recente soppressione delle fermate in piazza Cittadella, Trenchi aggiunge: «Lo spostamento dell’autostazione in via dei Pisoni ha comportato disagi a migliaia di giovani, per fare spazio ad un posteggio interrato che non verrà mai portato a compimento. Occorre una revisione totale del sistema, al fine di garantire più automezzi e meno attese per gli studenti. Al sabato pomeriggio circolano pullman praticamente vuoti: perché non equilibrare queste linee, in modo da potenziare quelle in difficoltà?». Marvin Di Corcia, coordinatore del Movimento Studentesco Padano dell’Emilia, aggiunge: «L’agenzia Seta, d’evidente trazione modenese, viene ad operare scelte sbagliate nel territorio piacentino con grande menefreghismo, visti i risultati: consentire il trasporto di biciclette sugli autobus urbani ed extraurbani, naturalmente senza che i mezzi siano adibiti a tale uso come avviene nei paesi nordici con carrozze predisposte, è una follia. Addirittura, per quanto riguarda il trasporto extraurbano, viene ipotizzato il carico di biciclette nel bagagliaio delle corriere, come fosse semplice far fermare l’autista durante il percorso per scendere e aprire il vano bagagli. In tutto ciò, non importa che circolino numerosi mezzi senza aria condizionata d'estate e senza riscaldamento d’inverno».

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