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Martedì, 9 Agosto 2022
Politica

Picchiata perché portava al collo un crocefisso, i Giovani Padani: «I nostri simboli non si toccano»

La presa di posizione dei giovani del Carroccio: «Intervenire contro chi vuole imporsi a casa nostra»

Durissima presa di posizione da parte di Andrea Zanelli, referente federale del Movimento Studentesco Padano (Lega Nord). «Sono profondamente turbato da quanto accaduto ad una studentessa Umbra, minacciata e picchiata solo perché portava al collo un crocefisso, solo perché cristiana. Credo che ormai si sia raggiunto il limite della sopportazione. Oriana Fallaci diceva: "Vi sono momenti nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre." Forse è ora di smetterla di tacere - continua Zanelli - forse è l'ora di guardare la realtà e guardare le cose come stanno. È ora di prendere provvedimenti contro chi minaccia la libertà di essere cristiani, provvedimenti contro chi ci odia, provvedimenti contro chi vuole rimuovere i crocifissi dalle scuole, provvedimenti contro chi "pesta" una ragazzina che ha l'unica colpa di avere un crocifisso al collo. Ci si renda conto che la mentalità cristianofoba, prevalentemente presente tra i giovani immigrati musulmani, è diventata un pericolo reale e da debellare. Il giovane che ha minacciato e pestato la ragazza è la manifestazione iniziale di un progetto più grande di islamizzazione delle nostre terre che parte da menti superiori e viene inculcato, forse indirettamente, nelle menti dei giovani. Ovviamente esiste un islam moderato che si dissocia da questo fatto, ma purtroppo qualcuno non è così moderato". Sul tema interviene anche il responsabile piacentino degli studenti padani, Marvin Di Corcia: "Questo delinquente, razzista e cristianofobo va assolutamente punito o meglio ancora rispedito da dove è arrivato. Nessuno può dirci di smettere di essere cristiani, nessuno potrà togliere i simboli della nostra cultura e della nostra storia.

Va analizzato a monte il comportamento del ragazzo in questione - continua Di Corcia -, infatti se fosse partito tutto dal nucleo familiare, segno di incompetenza e di intolleranza, gli assistenti sociali dovrebbero intervenire per valutare il caso. Se fosse partito invece dal centro culturale islamico sarebbe ben più grave dato che questi sono gli immigrati di nuova generazione che la sinistra tanto osanna e che sarebbero indottrinati in un vortice di odio verso il nostro paese, le nostre radici e le nostre tradizioni."

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