«Piroli e Fiazza bulli del Pd che discriminano in base all'aspetto fisico»

Il gruppo consigliare della Lega di Piacenza fa scudo intorno al consigliere Marvin Di Corcia, «oggetto di battute irrispettose sul proprio aspetto fisico nell’ultimo consiglio comunale»

Marvin di Corcia

«Uno o più esponenti politici offendono un altro per l’aspetto fisico. Cosa succede? Si esigono le scuse, magari le dimissioni, si alzano i toni, si invoca la forca, si mette in moto la macchina dei social e la gogna mediatica non lascia scampo a colui che ha offeso. Ma solo se la vittima del bullismo istituzionale è del centrosinistra e gli insolenti provocatori sono i soliti zotici del centrodestra. Se però i bulli sono del Partito Democratico tutto passa sotto silenzio, ci si limita ad un ghigno compiacente e finisce lì. Così è andata: i bulli siedono proprio sui banchi del Pd in consiglio comunale a Piacenza e allora si fa finta di niente, si minimizza». Il gruppo consigliare della Lega di Piacenza fa scudo intorno al consigliere Marvin Di Corcia, oggetto di battute irrispettose sul proprio aspetto fisico nell’ultimo consiglio comunale svoltosi a Piacenza il 30 settembre. Un affronto che l’esponente del Carroccio si è sentito rivolgere sia a microfono acceso che spento. A pronunciarlo, chi in passato ha ricoperto incarichi di primo piano nell’amministrazione cittadina, quali quello di assessore alle Pari opportunità e quello di presidente del consiglio comunale. 

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«Ecco servita la doppiezza del centrosinistra – rincara la Lega -, di quelli che sono culturalmente, moralmente e antropologicamente superiori. Ecco la vera indole di questi paladini di tutto e di tutti. Tanti buoni sentimenti quando si tratta di raccattare voti e poi reazioni scomposte e atti vili se le urne non sono state loro favorevoli. Ecco dunque come sono davvero quelli del Pd: rancorosi e meschini. Hanno calato la maschera. Piroli e Fiazza sappiano quindi che d’ora in poi ogni loro proposta di lotta alle discriminazioni di ogni genere non sarà credibile in quanto essi stessi discriminano le persone in base all’aspetto fisico». La consigliera Giulia Piroli, durante la stessa seduta del 30 settembre, si è scusata per quanto è stato detto in aula. 

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