Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Più oneri per chi costruisce sul nuovo, meno per chi rigenera. Via libera in Regione ai nuovi contributi

Dopo 20 anni e due sedute di Assemblea, l'Emilia-Romagna aggiorna gli oneri di urbanizzazione ancorandosi ai valori dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare. Diverse le visioni nelle opposizioni: 5 stelle criticano il poco coraggio, le destre l'aumento di costi per le imprese. Confedilizia Piacenza contesta la decisione

Dopo 20 anni, e due consigli regionali, anche l'Emilia-Romagna aggiorna gli oneri di urbanizzazione (il tributo pagato dalle imprese edili ai Comuni, ndr). La vecchia delibera, risalente al 1998, è stata superata dopo l'odierno voto favorevole all'atto amministrativo dell'Assemblea legislativa (a favore Partito democratico, astenuti Sinistra italiana e Misto-Silvia Prodi, contrari Movimento 5 stelle, Lega nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Misto-Mns, Misto-Gianluca Sassi). L'adeguamento era stato previsto a valle della nuova legge urbanistica e ne segue i principi, ponendo in primo piano la disincentivazione del consumo di suolo e la valorizzazione della rigenerazione urbana. La nuova disciplina sugli oneri di urbanizzazione differenzia infatti fra chi rigenera da chi costruisce consumando suolo.

I nuovi oneri. Nello specifico: gli oneri di urbanizzazione raddoppieranno per gli interventi di nuova costruzione al di fuori del territorio urbanizzato. Per tutti gli altri interventi l'aumento degli oneri si fermerà al 20%. Questo ad eccezione del sottoinsieme degli interventi di rigenerazione urbana che godranno di uno sconto del 35%. In pratica, gli oneri di urbanizzazione per chi non consuma nuovo suolo scenderanno del 22%. I Comuni hanno però la facoltà di aumentare e diminuire gli oneri di un 15%, in più o in meno. Possono inoltre aumentare o diminuire di una classe la classificazione del territorio di pertinenza (che viene calcolata in base alla posizione del Comune, alla distanza dalla via Emilia, al numero di abitanti e altro).

Altre novità della delibera riguardano i contributi per opere e impianti non destinati alla residenza, i criteri omogenei per il calcolo del contributo straordinario e il metodo di calcolo per il costo di costruzione, che sarà ancorato al prezzo di mercato stilato dall'Omi, la banca dati delle quotazioni immobiliari i cui numeri sono stilati dall'Agenzia delle Entrate.

I Comuni avranno tempo per recepire la delibera regionale fino al 30 settembre 2019 (emendamento dei dem Pruccoli-Rontini, approvato). Al termine di questo periodo la norma entrerà subito in vigore. La Regione, come per la legge Urbanistica, si è impegnata a effettuare un monitoraggio per correggere eventuali anomalie.

L'Aula ha dato il proprio via libera anche a un ordine del giorno, quello firmato da Manuela Rontini, Massimo Iotti Giorgio Pruccoli (Pd), che impegna la Giunta a curare, nel periodo di recepimento della nuova disciplina, "una diffusa attività di informazione e formazione rivolta ai Comuni, ai professionisti e agli operatori del settore, per garantire- ha spiegato Rontini- un omogeneo recepimento della nuova disciplina e l'efficace diffusione della novità introdotte per la loro corretta applicazione, perché le incertezze normative sottraggono risorse e tempo".

Il dibattito. Diverse le letture date al provvedimento dai gruppi politici durante il dibattito in Aula. Discussione che è stata aperta da Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d'Italia che ha sollevato una questione pregiudiziale (respinta dall'Aula) sul provvedimento: "Prevedere la determinazione del costo di costruzione legata ai valori dell'Osservatorio del mercato immobiliare, piuttosto che ai costi massimi ammissibili per l'edilizia agevolata, significa- ha spiegato l'esponente di Fdi- disattendere palesemente l'impostazione nazionale nella direzione di un aggravio dei costi di costruzione, peraltro in un momento in cui lo stato del settore proprio non ne avrebbe bisogno, a beneficio degli enti pubblici interessati e a carico dei cittadini che vedrebbero lievitare il costo dell’abitazione". Posizioni ribadite nel dibattito seguente: "Restano molte delle perplessità che fino dall'inizio abbiamo evidenziato- ha ribadito Tagliaferri- e la principale è la scelta di utilizzare i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi). In sostanza è un’operazione in grande stile di aggravio dei costi di costruzione, in un momento in cui lo stato del settore proprio non ne avrebbe bisogno, a beneficio degli enti pubblici e a carico dei cittadini o di chi nell’edilizia intende investire. Sarebbe bastato procedere prendendo a riferimento l’indice Istat, così come fatto dalle altre regioni, senza doversi inventare nulla". E ha poi invitato a "ritirare e modificare" il provvedimento.

Parole a cui hanno fatto eco quelle di Daniele Marchetti della Lega nord: "Con questo provvedimento si rischia di andare a penalizzare la nostra economia. Andate a fare un intervento di questo tipo in pieno contrasto con i criteri nazionali. Mi sembra veramente fuori luogo. Vi state muovendo come un elefante in cristalleria perché l'ambito è veramente delicato".

 
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Più oneri per chi costruisce sul nuovo, meno per chi rigenera. Via libera in Regione ai nuovi contributi

IlPiacenza è in caricamento