«Pochi 21 euro per gestire l'accoglienza dei richiedenti asilo, stravolto il sistema»

Piacenza in Comune, Pd e Movimento 5 Stelle: «Le modifiche al bando della prefettura sancite dal Decreto Sicurezza parlano alla pancia del Paese e creano più problemi sul territorio. Le piccole strutture rinunciano all'accoglienza, non possono garantire i servizi di prima»

Stefano Cugini (Pd), Luigi Rabuffi (Pc in Comune) e Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle)

Partito Democratico, Piacenza in Comune e Movimento 5 Stelle la pensano alla stessa maniera: il nuovo bando della prefettura per l’accoglienza dei profughi – disegnato e rimodellato dal Decreto Sicurezza voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini - “non s’ha da fare”. Non sarebbe più in grado di garantire un sufficiente standard di accoglienza per i 900 profughi ospitati sul territorio piacentino. Per questo nel capoluogo  - così come a Fiorenzuola – è stata depositata una mozione che chiede di fare il possibile per riaprire i termini del bando in prefettura. Le risorse messe a disposizione a livello centrale hanno fatto tirare i remi in barca a molte strutture di accoglienza, che non pensano più di farcela a garantire gli stessi servizi e per questo non hanno presentato alcuna richiesta alla prefettura. Prima venivano offerti 35 euro al giorno (32,5 euro alla struttura più 2,50 euro di pocket money ai migranti). Adesso è di 21,5 euro (19 alla struttura e 2,50 di pocket money), a detta di quasi tutti i gestori pochi per proseguire le attività. Tanto che in prefettura sarebbero soltanto quattro le proposte pervenute: l’ultimo bando poteva contare su 26 gestori e 90 strutture distribuite su quasi tutto il territorio Piacentino.

«Stamattina – spiega Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - sono state aperte le buste in prefettura. Temiamo che a quel bando abbiano aderito non più di quattro gestori, numeri molto bassi rispetto al recente passato. Il bando non va incontro alle strutture piccole: troppo limitate le risorse a disposizione (21,5 euro invece dei 35 del passato), troppi vincoli e paletti. Abbattere del 40 per cento la cifra stanziata è un messaggio politico mandato da Roma che stravolge il sistema di accoglienza, il percorso di integrazione dei migranti, la loro alfabetizzazione. Il tema dei profughi è cavalcato politicamente, per un consenso effimero, cieco e distruttivo». Per Rabuffi i 900 richiedenti asilo si troveranno «abbandonati a sé stessi», «senza prospettive e presidi che possano consentire una gestione umana. Troveremo queste persone in giro, facile prede dello sfruttamento e della malavita». «Solo le grandi strutture – è la riflessione di Rabuffi, che ha depositato la mozione - potranno aderire al bando, a quelle condizioni, con numeri alti e un’attività che sarà soltanto di “dormitorio”». Tra i quattro gestori che hanno presentato la loro proposta c’è Asp “Città di Piacenza”, che potrà ospitarne fino a un massimo di 200. «Asp – fa notare Rabuffi – è una società al 94% del Comune di Piacenza che avrà 10 euro in meno ogni giorno per i suoi ospiti. Si tratta di 730mila euro in meno in un anno di introiti. E si perderanno tanti posti di lavoro in questo sistema di assistenza ridotto». L’invito è rivolto agli altri comuni piacentini, per farsi sentire sulla questione. «Il prefetto si sta impegnando su questo tema, ma il bando è condizionato dal livello centrale. Bisogna riproporre un bando come quelli precedenti. Se non c’è accoglienza ci troveremo con persone in giro che dovranno trovare un modo per sopravvivere».

«Purtroppo temo che questa mozione – ha proseguito il capogruppo del Pd Stefano Cugini - verrà vista dalla maggioranza in Consiglio a Piacenza solo come provocazione. Intanto però vogliamo evidenziare le sensibilità comuni tra forze politiche diverse su questo tema. Asp è ovvio che sia tra i 4 soggetti che si dicono disponibili a ospitare ancora i profughi a queste condizioni, perché è un ente pubblico, emanazione del governo cittadino. Ma gli altri potevano non partecipare, inviando un segnale forte. Il messaggio da dare era invece quello che “nessuno ci stava a uno scenario del genere”. La situazione è stata creata apposta per mandare la gente in strada e spaventare i cittadini. Questa non è accoglienza: ridurre la cifra non significa tagliare l’arrivo di migranti. Lo sappiamo: se si sbattono in strada i richiedenti asilo, per mangiare potrebbero anche delinquere. Saremo spernacchiati dalla maggioranza in Consiglio comunale, ma il problema c'è: abbiamo 900 profughi a Piacenza, se si presentano solo quattro gestori e possono ospitarne al massimo 200, significa che più di qualcuno rimarrà in strada».

Particolare la posizione del consigliere pentastellato Sergio Dagnino. «Il Decreto Sicurezza, approvato in Parlamento anche con i voti del Movimento 5 Stelle, presenta dati migliorabili e perfettibili. Con questa mozione, che condividiamo, si indica che bisogna rivedere le condizioni del bando. Il decreto voleva intervenire sul sistema di accoglienza, purtroppo si interviene parlando alla pancia della gente con poca sensibilità. Si cerca qualche voto in più sulla pelle delle persone. Ma non tutti nel Paese la pensiamo allo stesso modo, non tutti pensiamo “Prima gli italiani” e che questi siano “tutti delinquenti”. Invitiamo perciò la Giunta Barbieri a richiedere la riapertura del bando e i suoi termini. Poco più di venti euro a persona sono troppo poco. Se “buonisti” significa che le persone devono avere diritto a una accoglienza, allora lo siamo».

Il "no" dei gestori: "A queste condizioni non riusciamo a garantire gli stessi servizi"

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